«Noi al fianco dei giovani»

Marcella Renna, Unione artistico e tradizionale di Cna

«I MESTIERI dell’artigianato artistico contribuiscono in maniera inestimabile al racconto di una Bologna dotta e non esclusivamente interessata al cibo, che resta comunque un bene prezioso». Lo afferma Marcella Renna, presidente Unione artistico e tradizionale di Cna Bologna.

Per lei l’artigianato artistico è un mestiere che sa guardare al futuro e parlare ai giovani, in particolare nella nostra città?

«La città sempre più spesso è punto di approdo per i giovani creativi che trovano qui un interessante corto circuito tra tradizioni, innovazione e sperimentazione. Ma non possiamo accontentarci».

Cosa serve?

«Oggi il nostro impegno è orientato al supporto delle nuove attività imprenditoriali: i giovani sempre più spesso si avvicinano ai mestieri tradizionali, ma queste aziende vanno sostenute e non abbandonate su mercati sempre più competitivi e globalizzati dove non sempre la qualità del prodotto è riconosciuta correttamente. In questo l’associazione rappresenta un compagno di viaggio fondamentale che ti consiglia e ti supporta ma che soprattutto ti offre delle opportunità di crescita».

Quali sono le iniziative di Cna per l’artigianato artistico?

«Sono stati numerosi i progetti di promozione realizzati da Cna. Pensiamo a Regali a Palazzo nella splendida cornice di Palazzo Re Enzo che nel 2018 è giunto alla sua tredicesima edizione. Il pubblico ama molto le dimostrazioni dal vivo degli artigiani, Cna asseconda questo desiderio organizzando eventi come Fatto ad Arte che all’interno di Fico lo scorso anno ha reso protagonisti una decina di artisti. Qualche anno prima la stessa formula era stata realizzata in Sala Borsa. E non dimentichiamo le tante mostre, rassegne, concerti, eventi che hanno visto protagonisti i nostri liutai bolognesi, dedicati a personaggi che hanno fatto la storia di questo mestiere: Otello Bignami, Giuseppe Fiorini solo per citarne alcuni».

Quali sono i prossimi progetti?

«Abbiamo sostenuto con piacere iniziative come il portale Duv’art che attraverso dei webdoc raccontano la storia di dieci artigiani, sospese tra la sperimentazione di nuove tecniche e la conservazione di antiche conoscenze. Duv’art riporta l’attenzione sulle storie e le atmosfere di un mondo emblematico, che tutela la tradizione anche attraverso la sua rivisitazione. Il racconto si snoda tra giovani creativi aperti alla sperimentazione di nuove tecniche e antichi custodi del lavoro dei padri, che tramandano i segreti del saper fare, svelando le dinamiche del processo produttivo e ponendo l’accento sulla creatività. In pratica un viaggio virtuale nelle botteghe, che poi meritano di essere visitate dal vivo».

Cosa chiedete alle istituzioni per l’artigianato artistico?

«Guardiamo con fiducia a tutte quelle iniziative delle istituzioni a sostegno delle botteghe come la positiva esperienza del bando ‘Bologna Made’ dello scorso anno di cui aspettiamo la seconda edizione, la valorizzazione della qualifica di ‘impresa artigiana svolgente lavorazioni artistiche e tradizionali’ rilasciata dalla Regione, l’atteso decreto Unesco che imporrà vincoli di destinazione d’uso di spazi nel centro storico per combattere la speculazione a scapito delle botteghe storiche».


SABRINA ZIMBARDI LA REFERENTE DELL’ASSOCIAZIONE

«Le imprese dell’artigianato incoraggiano il turismo di qualità»

ARTE e turismo viaggiano di pari passo. Ne è convinta Sabrina Zimbardi, referente Unione artistico e tradizionale Cna Bologna.

Quanto è strategico l’artigianato artistico per il turismo?

«L’incremento dei flussi turistici in incoming e la sensibilità che ampie fette di mercato hanno per la produzione Made in Italy che da sempre evoca le caratteristiche del bello e ben fatto, della creatività e della ricercatezza dei materiali, offrono alle imprese del settore un’importante opportunità di sviluppo e affermazione sul mercato. Le imprese dell’artigianato artistico possono contribuire in maniera inestimabile a costruire un nuovo racconto della città consentendo a cittadini e turisti di scoprire il territorio attraverso uno storytelling innovativo che passi attraverso la valorizzazione delle produzioni artistiche e la riscoperta dei mestieri tradizionali».

Ma è necessario un turismo di qualità.

«Abbiamo creduto fin dall’inizio in un turismo di qualità che accompagnasse il visitatore in botteghe e laboratori artigiani dove non solo si può apprezzare il vero Made in Bo ma si possono vivere delle esperienze partecipando ad esempio insieme all’artigiano alla creazione di un manufatto artistico, di un prodotto culinario o di un prezioso oggetto di abbigliamento che diventa un ricordo indelebile e unico della città».

Quali progetti innovativi sono stati realizzati da Cna abbinando artigianato artistico e turismo?

«Abbiamo puntato sulla partnership con Airbnb condividendo con loro la scommessa sulle experience che si è rivelata vincente anche per Bologna. Queste soluzioni piacciono sempre di più a chi viaggia perché consentono di vivere un’esperienza reale e di instaurare un rapporto autentico con il territorio. Oggi dobbiamo tener conto non solo dove il turista vuole andare ma cosa si aspetta da quel posto».

Insomma, occorre conoscere alla perfezione le abitudini del turista.

«Le imprese di Cna Bologna, grazie all’accordo con Airbnb, hanno un canale privilegiato per la pubblicazione della loro experience sul portale Airbnb, potranno usufruire dei consigli di esperti Airbnb, partecipare a workshop formativi per migliorare la loro capacità attrattiva ed essere sempre in contatto con la piattaforma. In pratica il turista partecipando ad una experience artistica su Airbnb, potrà ad esempio realizzare un oggetto di ceramica unico fatto a mano nella bottega con l’artigiano, potrà realizzare un anello della tradizione orafa bolognese, potrà trascorrere una giornata alla scoperta del ferro battuto fino a creare una vera foglia di ferro battuto».