Il cambiamento dei Giovani imprenditori
«Con noi il business si rinnova»

Fabio Poli: «Attività ‘immateriali’ e attenzione all’ambiente»

LE AZIENDE stanno cambiando il loro modo di fare impresa? Cosa fa per loro Cna Bologna?

«I giovani imprenditori di Cna – spiega Fabio Poli, presidente Cna Giovani imprenditori Bologna – vogliono essere contaminatori del cambiamento culturale in atto. Il modo di fare impresa sta cambiando e ai modelli di lavoro tradizionali iniziano ad affiancarsi a nuovi modelli di business tesi a superare le vecchie logiche organizzative e produttive. Le nuove generazioni di imprenditori sono alla ricerca di modalità sempre più flessibili di gestione dell’impresa e del luogo di lavoro. Inoltre, molte delle giovani imprese oggi nascono in settori ‘immateriali’ e gli investimenti necessari riflettono questa peculiarità concentrandosi nei settori della formazione e delle spese del personale dipendente. La crescita aziendale è legata anche alle competenze e alla formazione dei propri dipendenti. La formazione di un dipendente è una ricchezza sia per la propria azienda che per l’intero Sistema Paese».

Rispetto ambientale, sostenibilità ecosistemica e riduzione della plastica: come si pone Cna rispetto a questi temi?

«I Giovani imprenditori di Cna ritengono che la sostenibilità non sia solo una questione ambientale, ma ecosistemica: si deve affermare una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo. Per questo hanno a cuore il tema della responsabilità sociale di impresa, un tema che alcune grandi aziende stanno già affrontando da tempo e che ora deve diventare parte del ragionamento sulla crescita anche della piccola impresa e delle imprese artigiane. Occorre essere innovativi e sociali, dobbiamo contribuire a rendere migliore il nostro pianeta orientando il business verso il profitto, ma anche verso variabili legate al benessere delle persone, con attenzione all’impatto ambientale e sociale delle proprie attività».

Come riesce Cna a monitorare le richieste delle neoimprese?

«Il gruppo Giovani imprenditori ha condotto un’indagine nazionale sui motivi che spingono i giovani a fare impresa e sulle principali difficoltà che incontrano. Sono emersi quattro temi: i giovani intraprendono la strada imprenditoriale per scelta e non perché non riescono a trovare un lavoro da dipendenti. Poi, è emersa l’importanza della formazione sia dal punto di vista tecnico, studiando la dimensione produttiva del proprio lavoro, sia multidisciplinare, acquisendo competenze trasversali su marketing, fisco, burocrazia e contesto socioeconomico in cui si opera. In terzo luogo, è emerso che nella ricerca di risorse finanziarie prevale ancora troppo il ricorso all’aiuto del sistema familiare su quello bancario o di finanza agevolata. Infine, il tema delle tutele: la condizione di imprenditore comporta minori tutele sul piano del sistema dei diritti sociali, del welfare, del sostegno al reddito, degli ammortizzatori, delle politiche attive e in particolare in relazione agli strumenti di sostegno e tutela nei periodi di inattività».


LA REFERENTE VALERIA FERRI

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SE LE AZIENDE hanno cambiato il loro modo di fare impresa, come risponde Cna?

«Il cambiamento delle professioni va verso la ricerca di dinamicità e flessibilità – risponde Valeria Ferri, referente Cna Giovani imprenditori –. I giovani si stanno allontanando dall’idea del lavoro legato a ‘postazione fissa’ e orari rigidi. Ma Cna conosce l’importanza delle relazioni e la necessità di avere un luogo confortevole in cui lavorare, perciò abbiamo pensato a ‘Daily Biz’, un temporary office in cui gestire il proprio business fuori sede. Qui si possono anche prenotare incontri con consulenti Cna. Per ora le postazioni sono a Bologna, Prato e Pistoia».

Cna Giovani imprenditori si occupa anche di startup?

«Cna ha in campo due progetti per le startup, ‘Up to Biz’ a livello territoriale e il ‘Premio Cambiamenti’ per il nazionale. Up to Biz è un bando annuale che mette in palio sette postazioni di lavoro nel coworking di Cna in via Riva Reno e un percorso di perfezionamento di idee imprenditoriali con consulenti Cna, mentoring di imprenditori pensionati e confronto con altre startup; poi pacchetti di servizi a prezzo agevolato ed eventi con potenziali investitori. C’è un sito apposito, sempre aggiornato. Cambiamenti premia invece le migliori imprese italiane di al massimo tre anni, che hanno riscoperto le tradizioni, promosso il territorio, innovato. Il primo classificato vince 20mila euro».

E la cultura?

«Da quest’anno siamo partner dell’Associazione italiana giovani Unesco, che abbiamo affiancato alla ‘Pitch Night – Uniti per la Cultura’, bando per giovani imprese culturali del territorio che potevano vincere una somma donata da altre imprese. Questo perché la nostra è una community di imprenditori radicati nel territorio ed interessati al futuro di Bologna».

Prossimi eventi?

«Il 4 ottobre saremo al Talent Garden Calabiana a Milano per Cna Next, evento nazionale dei giovani imprenditori. Ogni anno si affronta un tema con economisti, pensatori, politici, esperti: quest’anno è la necessità di sostenere i progetti di chi ha scelto di fare impresa. Il 6 novembre a Granarolo c’è Eat to Meet, cena d’affari sotto forma di speed date che mira a favorire la conoscenza tra imprese».