Dallo stop ai mutui al credito agevolato

Diversi gli strumenti messi in campo dal governo per mitigare gli effetti del lockdown e aiutare famiglie e imprese a ripartire

di Marco Principini
ROMA

Misure per i privati o interventi specifici per i lavoratori. Ma, soprattutto, misure per le imprese. Quelle che, tra lockdown e ripresa lenta, scontano i pesanti effetti dell’emergenza legata al Covid-19. I decreti Cura Italia, Liquidità e Rilancio (gli effetti di quest’ultimo, però, si vedranno più avanti) sono gli strumenti con cui il governo si è mosso per fronteggiare le difficoltà. Centrale è il ruolo delle banche. Chiamate agli straordinari, pure loro costrette a ridisegnare il modo di lavorare – soprattutto nelle prime settimane dell’emergenza – tra un adeguamento alle misure di sicurezza e la necessità di garantire l’operatività in un momento complesso. Le misure per famiglie e privati, si diceva. Si va dalla sospensione delle rate dei mutui all’anticipo della cassa integrazione: fondamentale la convenzione condivisa a fine marzo tra Abi, le organizzazioni sindacali confederali, i sindacati del settore bancario e le associazioni datoriali. E ancora, un accordo tra Abi e associazioni dei consumatori ha previsto la sospensione della quota capitale dei mutui garantiti da ipoteca su immobili e dei finanziamenti chirografari a rimborso rateale. Poi il sostegno alle imprese, spinto dalla necessità di garantire liquidità. Il governo si è mosso su due fronti: la concessione di una ampia moratoria, ovvero l’introduzione di norme, attraverso l’articolo 56 del decreto Cura Italia, che consentono alle imprese di beneficiare, fino al 30 settembre, di una proroga per la restituzione di prestiti non rateali e della sospensione di mutui e altri finanziamenti rateali, rate o canoni leasing, con continuità delle condizioni e senza maggiori oneri; spicca poi il potenziamento del Fondo di Garanzia per le Pmi, attraverso l’articolo 13 del decreto Liquidità, prevedendo l’innalzamento della garanzia del fondo al 100% per nuovi finanziamenti fino a 25mila euro, e del 90%, ma che può arrivare al 100%, con l’intervento di un Confidi, per finanziamenti fino a 800mila euro sempre in ragione del 25% del fatturato dell’impresa. Il decreto ha disposto che possono beneficiare della garanzia del fondo operazioni di rinegoziazione del debito del beneficiario purché il nuovo finanziamento preveda l’erogazione di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 10% dell’importo del debito accordato in essere. Un altro passaggio ha visto protagonisti il ministero dell’Economia e delle Finanze, il ministero dello Sviluppo economico, la Banca d’Italia, l’Abi, il Mediocredito centrale e Sace che hanno costituito una task force per assicurare «l’efficiente e rapido utilizzo delle misure di supporto alla liquidità adottate dal governo ». La task force costituisce un punto di condivisione di informazioni e di coordinamento, oltre a svolgere un’attività di monitoraggio e di sostegno all’attuazione delle misure previste. Quelle contenute nel decreto Liquidità hanno ampliato il ventaglio di opzioni a favore delle imprese: la dotazione e l’operatività del Fondo di Garanzia per le Pmi sono state potenziate in misura significativa e Sace ha la possibilità di concedere garanzie a istituti finanziari che eroghino nuovi finanziamenti alle imprese italiane e di potenziare il sostegno pubblico all’export. L’ultimo passaggio di un percorso cominciato a marzo c’è stato con la conversione in legge del decreto liquidità, a giugno. Relativamente alle garanzie rilasciate dalla Sace, il Parlamento ha disposto una serie di modifiche: l’ambito di intervento della garanzia è stato esteso alle associazioni professionali e alle società tra professionisti, possono beneficiarne anche le imprese agricole che non abbiano ulteriori margini di accesso alla garanzia del Fondo costituto in Ismea. Di rilievo è il nuovo articolo 1-bis: dispone che le richieste di nuovi finanziamenti debbano essere integrate da un’autocertificazione del titolare o del legale rappresentante dell’impresa richiedente il finanziamento e indica che la banca non è tenuta a svolgere accertamenti ulteriori rispetto alla verifica formale di quanto dichiarato, fermi restando gli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio. Rilevanti novità riguardano anche l’articolo 13, cioè i finanziamenti con la garanzia dello Stato. Per le garanzie su operazioni di rinegoziazione è stato disposto che per i finanziamenti che verranno deliberati d’ora in poi la liquidità aggiuntiva dovrà ammontare al 25% (e non più al 10%). Introdotta la possibilità per finanziamenti superiori a 25mila euro di avvalersi di un preammortamento fino a 24 mesi. Per i finanziamenti fino a 25mila euro con garanzia dello Stato del 100%, è stata allungata la durata da 6 a 10 anni e l’importo massimo è stato innalzato a 30mila euro.

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L’intesa tra Abi e consumatori

Un accordo tra Abi, la realtà che raccoglie le banche italiane, e associazioni dei consumatori ha previsto la sospensione della quota capitale dei mutui garantiti da ipoteca su immobili e dei finanziamenti chirografari a rimborso rateale.

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La proroga per i prestiti

Le imprese possono beneficiare, fino al 30 settembre, di una proroga per la restituzione di prestiti non rateali e della sospensione di mutui e altri finanziamenti rateali, rate o canoni leasing, con continuità delle condizioni e senza maggiori oneri.

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L’intervento dei Confidi

Potenziato il Fondo di Garanzia per le Pmi, attraverso l’articolo 13 del decreto Liquidità, con l’innalzamento della garanzia al 100% per nuovi finanziamenti fino a 25mila euro, e del 90%, ma che può arrivare al 100% con l’intervento di un Confidi, per prestiti fino a 800mila euro.

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Task force di controllo

Il ministero dell’Economia e delle Finanze, il ministero dello Sviluppo economico, la Banca d’Italia, l’Abi, il Mediocredito centrale e Sace hanno costituito una task force per assicurare «l’efficiente e rapido utilizzo delle misure di supporto alla liquidità».

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Le modifiche per Sace

Relativamente alle garanzie rilasciate dalla Sace, il Parlamento ha disposto una serie di modifiche: l’ambito di intervento della garanzia è stato esteso alle associazioni professionali e alle società tra professionisti, possono beneficiarne anche le imprese agricole.