Le opere attese

Digital Paper: L'IMPRESA FA NOTIZIA

«Dal padroncino ai grandi consorzi,
è il trasporto che muove l’economia»

Cinzia Barbieri, direttore di Cna: «Un settore cruciale e innovativo»

di SIMONE ARMINIO

«UNO SGUARDO sulle imprese, e sulle storie vere degli artigiani e dei piccoli imprenditori, per riportarel’attenzione sulla realtà, in questi giorni edulcorata dalle promesse elettorali”.

Cinzia Barbieri, direttore di Cna, ha incontrato nei giorni scorsi con il presidente Valerio Veronesi i principali candidati alle Politiche, e come lui condivide un auspicio: «La mole di promesse è imponente, ma noi per indole e mestiere siamo più concreti: ci accontentiamo che ne realizzino un quinto, per sostenere il più possibile la ripresa del mondo artigiano”.

Barbieri, a quel mondo guardano da oggi Cna e il Resto del Carlino, con le pagine che seguono, dal titolo concreto anch’esso: l’Impresa fa notizia. «Un’iniziativa importante, perché pochi ambiti hanno forse bisogno più dell’artigianato di far parlare i propri protagonisti per venire compresi davvero. Le nostre sono storie di persone, e di un nucleo di imprese che attraversa trasversalmente tutti i settori”.

Trasversale è anche il mondo trasporti, protagonista di questo primo approfondimento. «Parliamo di 1.600 imprese di trasporti, su un totale di 3.271 del settore in città e provincia, cruciali perché movimentano l’80% delle merci e l’85% delle persone”.

Esiste ancora il padroncino? «Esiste eccome: è l’artigiano che vive alla guida del suo furgone, facendosi carico dei rischi e delle opportunità che questa flessibilità comporta. E al suo fianco oggi ci sono consorzi e cooperative che ormai hanno caratura nazionale e si affacciano al trasporto di massa o alla logistica più innovativa”.

Innovazione? Nel trasporto? «Ce n’è eccome. Non sembrerebbe, eppure il mondo dei trasporti di oggi è pervaso dalla tecnologia 4.0, che va dall’uso delle app per la prenotazione di un taxi agli strumenti per la sicurezza sulle strade e la gestione delle merci. Presupposto essenziale oggi per lavorare con l’ecommerce. Che parte con un click ma, non dimentichiamolo, arriva a destinazione grazie a un autotrasportatore”.

Un costo che, pure, è sempre meno considerato. «Peggio: molto spesso è proprio azzerato, come nei giorni del Black friday.Ma si tratta di unmessaggio pericoloso, che lede la dignità di un servizio fondamentale. E sottolinearne il costo anche agli utenti finali serve a far passare la qualità, la cura e la grande responsabilità che vi sta dietro. Perché, non dimentichiamolo: un prodotto può uscire perfetto dalle mani di chi lo produce, ma è il trasportatore che lo consegna al cliente finale, ed è in quel momento che la vendita si compie”.

Percorso reso sempre più a ostacoli, negli ultimi anni, per via di Ztl sempre più stringenti e pur giuste limitazioni al traffico. Due anni fa sulla questione dei pass per il centro il dialogo con il Comune arrivò al punto zero. Oggi? «Un certo livello di conflittualità tra amministrazioni e mondo dei trasporti c’è sempre, ed è fisiologico. Ciò che mancava e che oggi per fortuna è tornato, è un buon livello di dialogo. Abbiamo obiettivi diversi, come è naturale che sia. Da un lato la tutela dei centri storici, dall’altro la necessità di fare arrivarelemerci a destinazione. L’importante è che ci si parli e così sta avvenendo”.

A proposito di infrastrutture. La lista è lunga, ed è sempre la stessa da anni. Qualcosa, vedi il People Mover, si sta muovendo. Di altro, vedi il Passante, si parla ancora sulla carta. Lei che idea si è fatta? «Penso semplicemente che vent’anni di discussioni siano ben sufficienti, e che ormai da troppo tempo è ora dei fatti. Ora i finanziamenti per le opere che Bologna aspetta da tempo ci sono, fino a 140 milioni in totale, perciò non ci sono più scuse. Vigileremo chele gare d’appalto abbiano tempi rapidi, e speriamo di vedere al più presto i cantieri che mancano. Perché per alcune opere strategiche i tempi sono ormai scaduti».

2018-02-27T21:35:06+00:00Argomento: ECONOMIA|Speciale |