PROVINCIA DI RIMINI LE 105 IMPRESE RAPPRESENTANO IL 21% DEL FATTURATO DELLE TOP

La ripresa prende quota e scaccia la crisi
Crescono utili, ricavi e le aziende si espandono

di DINO BERARDOCCO

L’ECONOMIA riminese mostra segnali di prudente ma incoraggiante crescita rispetto all’anno 2016. La provincia è infatti rappresentata da 105 imprese tra le prime 500 della Romagna e contribuisce nella misura del 21% alla produzione del fatturato dell’intero territorio romagnolo. La lettura del dato, comparato con quello dell’anno precedente, restituisce un risultato assolutamente positivo in quanto, nel 2016, le aziende presenti nella classifica delle Top 500 erano 95, ed occupavano il 19% del fatturato complessivo del territorio romagnolo. Analizzando la classifica, tra le prime 10 aziende la provincia riminese è rappresentata da 3 realtà, contro le 2 nel 2016; ampliando poi lo spettro di analisi alle prime 150 aziende, ben 38 sono operative nel territorio riminese, in luogo delle 35 dell’anno 2016. Complessivamente, la provincia ospita 9 delle prime 50 aziende della Romagna, in grado insieme di generare un fatturato di quasi 4,5 miliardi di euro ed una capitalizzazione di circa 1,95 miliardi di euro, segnando rispetto al 2016 un incremento rispettivamente del 15% e del 13,50%. I dati dell’anno 2017, al pari dell’anno 2016, confermano una distribuzione omogenea della produttività nei macrosettori del commercio (31%), manifatturiero (34%) e dei servizi (34%) mentre, nel settore delle costruzioni, le imprese sono presenti in misura pressoché minima (0,3%).

L’ANALISI aggregata dei principali dati economici delle 105 aziende della provincia inserite nel campione oggetto di analisi, mostra come i ricavi e gli utili netti abbiano subito, rispetto all’anno 2016, un incremento medio rispettivamente pari all’11,25% ed all’1,10%. Passando poi all’analisi di alcuni dei principali indicatori di redditività aziendale delle 105 imprese riminesi, è altresì possibile trovare un riscontro positivo dall’Analisi del Margine operativo lordo (Mol), che registra un incremento medio, rispetto all’anno 2016, del 3,19%. L’analisi del Roi (indicatore della capacità dell’azienda di remunerare il capitale investito), registra un incremento medio rispetto all’anno 2016 del 3,61% passando dal 6,08% al 6,30%. Anche il Ros (che misura la redditività delle vendite), registra un incremento medio rispetto all’anno 2016 del 15,86%, passando dal 4,66% al 5,40%. L’unico indicatore economico che mostra una lieve flessione è il Roe (indice della capacità dell’azienda di remunerare il capitale proprio), che registra una diminuzione media rispetto allo scorso anno del 2,36%, passando dal 12,07% all’ 11,79%.

SOTTO il profilo patrimoniale si registra invece un aumento dell’indebitamento complessivo, come evidenziato dall’indicatore del ‘rapporto di indebitamento’ medio, che passa dal 5,21 del 2016 al 5,67 del 2017. In conclusione, si può affermare che emerge sicuramente una situazione in crescita delle imprese della provincia di Rimini, che conferma il trend positivo dell’anno 2016, nonché la capacità delle aziende del territorio di incrementare le quote di mercato. Come per lo scorso anno, il giudizio è quindi nel suo complesso positivo. Sarà il presagio di una fuoriuscita graduale dalla crisi?


PROVINCIA DI FORLÌ CESENA SONO IN AUMENTO IL FATTURATO E GLI UTILI

Il trend positivo non rallenta
C’è fiducia tra gli imprenditori

di GIOVANNI BALDACCI

TRA le prime 500 imprese della Romagna per l’anno 2017, la provincia di Forlì-Cesena è rappresentata da 193 aziende, il cui insieme costituisce oltre il 40% del fatturato totale. A tal proposito si rileva come, nel corso del 2017, sono entrate in classifica ben 25 aziende in più rispetto al precedente esercizio, quando erano pari al numero di 168. Nella provincia sono concentrate 36 imprese delle top 100 aziende della Romagna, per un totale di oltre 11,5 miliardi di euro di fatturato. Interessante rilevare come il fatturato complessivo dell’area Forlì-Cesena, pari a 16,5 miliardi di euro circa, sia generato per oltre il 40% dalle prime 6 società per valore di fatturato. Parliamo di: Unieuro (1,8 miliardi di euro), Gesco S.C.A. (1,5 miliardi di euro), Francesco Srl del Gruppo Amadori (1,2 miliardi di euro), Commercianti indipendenti Associati Soc. Coop. (1 miliardo di euro), Technogym (598 milioni di euro), F.lli Martini & C. (557 milioni di euro).

SETTORI di attività. Ponendo l’attenzione sui settori di attività si conferma una sostanziale eterogeneità tra le realtà economiche che hanno sede nel territorio. Tuttavia, i settori che impiegano il maggior numero di imprese, sia in termini di numero che di importanza (in termini di fatturato sul totale), sono identificabili nei seguenti: commercio, manifatturiero, servizi, agricoltura e allevamento. Nello specifico il commercio, rappresenta circa il 35% delle attività, pari al numero di 60 imprese, con un volume di affari che complessivamente supera i 6 miliardi di euro, mentre il settore manifatturiero rappresenta il 27% del totale, pari al numero di 53 imprese per un volume di affari pari a 2,5 milioni di euro ed in ultimo il settore dei servizi il quale impiega un numero inferiore di imprese, circa il 20% del totale, ma genera un volume di affari che tocca quota 5 miliardi di euro. Facendo un focus sul settore commercio, macro-categoria contenente al suo interno molteplici attività, si evidenziano segnali positivi in termini di crescita del fatturato 2017 (rispetto al 2016) per la quasi totalità delle imprese operanti nella vendita di ‘generi alimentari’, settore anticiclico per eccellenza.

ANALISI degli indici. L’analisi aggregata dei dati dell’intera provincia di Forlì-Cesena conferma, per l’anno 2017, il trend positivo già manifestatosi nel 2016. Gli indicatori esaminati segnano infatti un netto incremento rispetto all’esercizio precedente. In particolare il fatturato consolidato dell’anno 2017 (16,5 miliardi di euro) ha visto un incremento dell’8% rispetto all’anno 2016, mentre gli utili netti hanno registrato un incremento pari al (ben) 26%. Anche l’analisi dell’Ebitda, indice che esprime il valore dell’utile/perdita prima degli interessi, delle imposte, del deprezzamento e degli ammortamenti, conferma il trend di crescita sopra esposto, registrando un incremento rispetto all’esercizio precedente del (ben) 23%. In conclusione, senza necessità di spingersi ulteriormente a fondo, è possibile affermare come l’analisi dei dati aggregati restituisca per il 2017 importanti segnali di crescita, circostanza che fa ben sperare per un futuro consolidamento dei risultati raggiunti e rappresenta altresì una iniezione di fiducia per gli operatori economici in campo, chiamati necessariamente a porsi nuovi e sempre più ambiziosi obiettivi.


PROVINCIA DI RAVENNA LE ESPORTAZIONI SOSTENGONO I DATI DI MOLTE IMPRESE

Sono confermati i segnali di ripresa In aumento i ricavi e la redditività

di LUCA DAL PRATO

RAVENNA e provincia confermano, nel 2017, segnali economici di ripresa grazie anche a una certa vocazione all’esportazione, considerato che il capoluogo romagnolo occupa il 38° posto nella graduatoria nazionale delle provincie esportatrici, guadagnando 5 posizioni rispetto alla media del 2016. Il fatturato complessivo delle 202 aziende ravennati incluse nel campione Top 500 è pari a 15,3 miliardi di euro, circa il 7% in più rispetto all’anno precedente. Di queste 202 aziende, 47 figurano nella Top100 mentre l’ultima in classifica chiude alla 497esima posizione. Le prime tre aziende ravennati sono Cmc, Eurovo e Bunge Italia, seguite da Gvm. Le tre aziende che guadagnano più posizioni sono Borgwarner Systems Lugo, M.D.A, e Destauto.

QUEST’ANNO entrano nell’analisi Top 500 diverse nuove aziende, tra cui Faenza printing industrie con un balzo di circa 4 milioni di fatturato in più rispetto al 2016 e Zeus car. In termini di forme giuridiche, figurano 64 società per azioni e altrettante società a responsabilità limitata, 33 società cooperative a responsabilità limitata per azioni, 18 srl a socio unico, 9 spa a socio unico, 7 società cooperative consortili e 4 società consortili per azioni e altrettante a responsabilità limitata. I settori più diffusi sono il commercio all’ingrosso e al dettaglio di autovetture e di autoveicoli leggeri, che conta 13 diverse società, con una forbice di fatturato da 66 milioni di euro a 14 milioni di euro. Segue l’attività delle Holding impegnate nelle attività gestionali (holding operative) che presenta una popolazione di 8 unità con una forbice di fatturato che oscilla tra i 287 milioni di euro e i 39 milioni di euro, il trasporto di merci su strada con 6 aziende e il commercio all’ingrosso di cereali e legumi secchi con 5 aziende.

IN TERMINI dimensionali aumentano i ricavi – che passano da una media 2016 pari a 69.979 migliaia di euro a una media 2017 pari a 75.929 migliaia di euro – il totale dell’attivo – che passa da una media 2016 pari a 72.874 migliaia di euro a una media 2017 pari a 77.447 migliaia di euro – e il patrimonio netto – che passa da una media 2016 pari a 22.448 migliaia di euro a una media 2017 pari a 23.240 migliaia di euro. Aumentano anche i principali indicatori di redditività. La media dell’Ebit passa da 1.879 migliaia di euro nel 2016 a 2.048 migliaia di euro nel 2017, la media dell’Ebitda passa da 4.402 migliaia di euro nel 2016 a 4.708 migliaia di euro nel 2017, la media del Roe passa da 4,12% nel 2016 a 7,22% nel 2017 e la media del Roi passa da 3,94% nel 2016 a 4,07% nel 2017.

PER QUANTO riguarda il rischio finanziario si registra invece una riduzione del rapporto di indebitamento, compensato da un aumento dell’indice di copertura degli oneri finanziari. È quindi possibile affermare che l’economia ravennate, nel 2017, ha registrato segnali di consolidamento e, in certi casi, anche di sviluppo delle proprie capacità.