L’EDITORIALE

IL 2018 PUÒ SEGNARE LA SVOLTA DEFINITIVA. OCCORRE IMPEGNO.

L’economia va a ritmo sostenuto
Però le ferite della crisi non sono sparite

di MATTEO NACCARI

I BILANCI del 2016, come raccontano le analisi e gli approfondimenti di Top 500, si sono chiusi – finalmente – con numeri positivi in quasi tutti i comparti. L’economia bolognese, insomma, si è rimessa in moto e la regione Emilia Romagna sta tornando a essere locomotiva d’Italia. E come sempre – ormai è un ritornello più che una parola d’ordine – chi ha innovato i propri prodotti, chi ha investito in nuove tecnologie e soprattutto chi esporta in maniera intelligente e organizzata può vantarsi di risultati robusti e splendenti. Il 2017 è proseguito su quest’onda e tutto il contesto bolognese sta dando segnali di vivacità. Ad esempio, guardando alle infrastrutture, progetti da decenni sulla carta, come la navetta che collegherà la stazione all’aeroporto e il Passante autostrale sono partiti. A questo si aggiunge la scossa che arriva da Fico, la grande cittadella del cibo che ha attirato sulla città gli sguardi di tutta la Penisola. Infine, in tema di turismo, il ‘Marconi’ ha annunciato l’avvio dei voli diretti con la Cina: è un sostegno decisivo al turismo.

TUTTO bene quindi? In parte sì, perché tutto sommato sulla faccia degli imprenditori si vedono molto sorrisi, ma ci vorrà tempo per eliminare le ferite che la crisi ha provocato su fatturati, occupazione e sistema economico in generale. Molte macerie ci sono ancora – basta guardare alle imprese, soprattutto piccole, che hanno chiuso, o alle grandi che si sono riorganizzate, tagliando posti di lavoro – e ci vorrà tempo per spazzarle via. Purtroppo da Roma arrivano incertezze, le elezioni sono un’incognita, l’Europa non sempre è un aiuto, tutti fattori di disturbo che ai aggiungono alle tasse alte, a una burocrazia tentacolare e difficilmente ostacolabile, a un Jobs Act tutto ancora da valutare (sono molte le aziende che lo hanno smontato con accordi di secondo livello). Tradotto: gli imprenditori da soli non possono fare tutto. Ancora una volta ci si aspetta uno scatto in più da chi governa, che permetta all’economia di ingranare una marcia sostenuta verso una crescita robusta e continuativa. La speranza che qualcosa si muova è l’ultima a morire.

NOTE METODOLOGICHE

CAMPIONE ANALIZZATO Sono state prese in esame le prime 500 imprese con sede legale e attività operativa nella Provincia di Bologna, selezionate sulla base del fatturato nell’esercizio 2016, di cui risulta disponibile il bilancio approvato. I dati presentati come esercizio 2016 sono relativi ai bilanci chiusi fra il 1 aprile 2016 e il 30 marzo 2017 (la data di gran lunga più frequente di chiusura del bilancio è comunque il 31 dicembre 2016). Sulla base delle informazioni in nostro possesso, sono state incluse nel campione anche le imprese con sede legale non nella Provincia di Bologna che avessero tuttavia la sede direzionale, amministrativa ed operativa nella Provincia di Bologna, al fine di fornire una rappresentazione dell’economia bolognese il più accurata e completa possibile. Dall’analisi sono state invece escluse le società finanziarie (banche e assicurazioni) e le holding finanziarie (ossia le società che hanno come attività quasi esclusiva la gestione di partecipazioni in altre imprese, come le cosiddette “casseforti di famiglia”) senza sede operativa nella Provincia di Bologna. Utilizzando le informazioni disponibili, inoltre, si è cercato di escludere dal campione tutte le società controllate da imprese già inserite in graduatoria, per evitare duplicazioni. Non siamo tuttavia in grado di escludere che qualche gruppo sia stato presentato con più di una società nella graduatoria generale. Nel caso in cui il nome di una controllante fosse meno noto di quello di una o più controllate, si è provveduto ad inserire fra parentesi il nome/i della controllata/e più conosciute. I dati riportati nelle tabelle sono quelli del bilancio consolidato di gruppo, ovvero del bilancio d’esercizio, quando il bilancio consolidato non viene redatto. Salvo eccezioni, i dati comparativi dell’esercizio 2015 riportati nelle tabelle sono quelli presentati dalle società nel bilancio 2016 (e non quelli del bilancio 2015), ciò al fine di evitare che l’introduzione dei nuovi principi contabili italiani OIC (avvenuta a partire dal 1 gennaio 2016) minasse la com- parabilità temporale. È stato esplicitato nella descrizione del nome della società se l’attività d’impresa è esercitata in forma cooperativa, data l’importanza di questo aggregato nell’econo- mia della nostra provincia. È opportuno precisare che per l’individuazione iniziale delle società è stata utilizzata la banca dati AIDA. È quindi possibile che alcune imprese, pur avendo i requisiti succitati, non siano state inserite in graduatoria in quanto a ottobre 2017 il loro fatturato 2016 non risultava disponibile nella suddetta banca dati, oppure poiché non è stato possibile reperire una copia del loro bilancio approvato. Infine, evidenziamo che la classificazione nei diversi settori è stata effettuata utilizzando i codici ATECO attribuiti all’impresa dalla banca dati AIDA.

GLOSSARIO – LEGENDA L’analisi è volta ad approfondire tre rilevanti caratteristiche delle maggiori imprese della Provincia di Bologna: la dimensione, la redditività ed il rischio finanziario. Ciascuna caratteristica è studiata attraverso l’utilizzo di appositi indicatori/indici di bilancio di seguito illustrati. Si precisa che la classificazione delle voci di bilancio delle società che adottano i principi cantabili internazionali (IAS/IFRS) è stata talvolta modificata, sulla base delle informazioni disponibili, al fine di rendere il calcolo degli indicatori/indici il più coerente possibile con quello delle società che adottano i principi contabili italiani.

DIMENSIONE AZIENDALE 1. Ricavi: è il valore complessivo dei ricavi di vendita dell’esercizio di riferimento. 2. Totale attivo: è il totale degli investimenti aziendali in essere al termine dell’esercizio. È pari al totale delle attività di stato patrimoniale. 3. Patrimonio netto: per definizione è la differenza fra attività e passività e rappresenta la valorizzazione delle risorse investite dai soci nell’impresa, direttamente attraverso il conferimento di denaro o beni e indirettamente attraverso la mancata distribuzione di utili. È pari al patrimonio netto di stato patrimoniale (patrimonio netto consolidato, in caso di bilancio consolidato). 4. Numero di dipendenti: è il numero di dipendenti dell’impresa (o del gruppo, in caso di bilancio consolidato). Tale valore per alcune imprese è il valore medio dei dipendenti dell’esercizio, per altre il numero di dipendenti alla data di bilancio, a seconda che la società abbia reso pubblico l’uno o l’altro dato (se presenti entrambi, il dato riportato è il valore medio di dipendenti).

REDDITIVITÀ 5. Utile (perdita) d’esercizio: è il risultato che sintetizza l’andamento economico dell’anno. Se positivo, significa che l’impresa ha generato beni/servizi con un valore superiore al costo di tutti i fattori produttivi impiegati nella produzione/fornitura dei medesimi. È pari all’utile/perdita riportato in conto economico (utile/perdita consolidato, in caso di bilancio consolidato). 6. Risultato operativo (Ebit): misura il reddito complessivamente prodotto da tutti gli investimenti non finanziari dell’impresa, prima degli oneri finanziari e delle imposte. Tale risultato quindi non è influenzato dall’indebitamento della società. È calcolato sottraendo ai ricavi di vendita tutti i costi di natura operativa. 7.MOL (EBITDA): è il margine operativo lordo dato dalla differenza fra i ricavi di vendita e i costi delle materie prime, dei servizi e del lavoro dipendente. È una misura indiretta della capacità dell’impresa di generare risorse finanziarie attraverso la vendita di beni e/o servizi. È calcolato sottraendo ai ricavi di vendita tutti i costi operativi ad eccezione degli ammortamenti, delle svalutazioni e degli accantonamenti. 8. ROE: misura le redditività per i soci dell’impresa, ossia il rendimento del patrimonio netto. Nelle imprese (non cooperative) è un indice sintetico dell’efficacia gestionale. È calcolato come il rapporto fra l’utile (perdita) dell’esercizio e il patrimonio netto a fine esercizio. Se il patrimonio netto è negativo, l’indice non viene calcolato. 9. ROI: misura la redditività del totale attivo, ossia quanto hanno reso gli investimenti aziendali nell’anno considerato. È calcolato come il rapporto fra il risultato operativo e il totale attivo a fine esercizio. 10. ROS: misura la redditività operativa delle vendite, ossia ci dice quanta parte del fatturato dell’esercizio si è trasformata in reddito operativo. È un indice di efficienza della gestione: più alto è il ROS, più efficiente è stata l’impresa. È calcolato come il rapporto fra il risultato operativo e i ricavi di vendita.
RISCHIO FINANZIARIO 11. Rapporto di indebitamento: misura per ogni euro di patrimonio netto, quante passività sono iscritte in stato patrimoniale. È quindi una misura dell’indebitamento complessivo dell’impresa, che considera sia le passività finanziarie (ad es. debiti verso banche), sia le passività operative (ad es. i debiti verso fornitori, e i fondi rischi e oneri). Tanto maggiore è questo rapporto, tanto più alto è il rischio finanziario. È calcolato rapportando tutte le passività (operative e finanziarie) al patrimonio netto. Se il patrimonio netto è negativo, l’indice non viene calcolato. 12. Copertura degli oneri finanziari: questo indice misura quando il margine operativo lordo (o EBITDA) copre gli oneri finanziari dell’esercizio. È calcolato rapportando il MOL (EBITDA) agli oneri finanziari dell’esercizio. Se l’indice assume valore positivo, tanto maggiore è il suo valore, tanto minore è il rischio finanziario. Se il MOL è negativo, l’indice non viene calcolato e da un punto di vista economico ciò significa che vi è un rischio finanziario maggiore, poiché non vi è alcuna copertura degli oneri finanziari. Se viceversa non vi sono oneri finanziari, il rischio finanziario è minore, se non nullo, ed anche in questo caso l’indice non può essere calcolato.

RINGRAZIAMENTI

L’analisi dei bilanci è stata diretta dal professor Antonio Matacena, ordinario di Economia Aziendale dell’Università di Bologna, e curata da un gruppo di dottori commercialisti coordinato dal professor Marco Maria Mattei, coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Economia e Professione dell’Università di Bologna. In particolare, si ringraziano per il prezioso contributo il dott. Luca Baccolini, il dott. Carlo Bacchetta, il dott. Alessandro Bernabucci, il dott. Matteo Bigliardi, la dott.ssa Veronica Colliva, il dott. Gian Filippo Galletti, il dott. Filippo Lo Piccolo, il dott. Giovanni Martinasco, la dott.ssa Elisa Pasqui e il dott. Federico Polini. Un sentito ringraziamento in questa edizione deve essere tributato agli studenti che, per il tramite della Associazione Alumni Economia e Professione, hanno reso possibile la raccolta dei dati comparativi dell’esercizio 2015 dai bilanci 2016, al fine di mantenere la comparabilità temporale dei dati contabili nonostante l’introduzione dei nuovi principi contabili italiani nel 2016. Si ringrazia anche la dottoressa Sonia Pasini per il supporto organizzativo. Questa pubblicazione, infine, non sarebbe mai stata possibile senza il supporto e la collaborazione dei professionisti della PricewaterhouseCoopers.

2017-12-07T16:24:44+00:00Argomento: ECONOMIA|