L’economia sta correndo più lenta
E adesso c’è l’incognita elezioni

A gennaio l’Emilia Romagna elegge il nuovo governatore, ma sono ancora tanti i nodi da sciogliere. Dalle infrastrutture al rilancio del turismo, dal taglio delle tasse al peso della burocrazia

Matteo Naccari

L’economia dell’Emilia Romagna sta rallentando. E’ un dato certificato anche dalla Banca d’Italia. Sarà questo il primo rebus che dovrà risolvere il prossimo governatore. Le elezioni sono l’incognita più pesante che grava sulle spalle di un quadro economico regionale affaticato da una congiuntura internazionale per nulla rassicurante. Sulla scrivania il neo presidente troverà alcuni nodi irrisolti: la carenza di infrastrutture per la viabilità; un complicato processo di riconversione di un tessuto turistico fermo ad alcuni decenni fa; la necessità di attirare investimenti dall’estero. Gli imprenditori domandano sempre le stesse cose: sforbiciata alle tasse, riduzione della burocrazia e investimenti. Richieste che tragicamente rimangono lettera morta. Ma che non impediscono a chi ha voglia di fare di rimboccarsi le maniche ed andare avanti da solo. Ma se da un lato i grandi colossi riescono a sorridere, chi non se la passa bene sono soprattutto le piccole realtà. Nessuno può dire quale sia la ricetta giusta per dare fiato all’economia, sicuramente quello che serve è sistemare alcuni tasselli. Intanto, va dato uno slancio definitivo alle infrastrutture, sistemando gli assi viari del nodo di Bologna e del distretto delle ceramiche di Sassuolo. Allargando lo sguardo, bisognerebbe mettere ordine sia al sistema aeroportuale che a quello fieristico. Purtroppo è la divisione che spesso frena le capacità di sviluppo di tutta la regione. A un governatore spettano i compiti di indicare le strategie di sviluppo: il potere ce l’ha. Certo, non sarà facile considerate le turbolenze del ciclo economico. Però qualche colpo d’ala lo si attende.

NOTE METODOLOGICHE

CAMPIONE ANALIZZATO
Sono state prese in esame le prime 500 imprese con sede legale e attività operativa nella Provincia di Bologna, selezionate sulla base del fatturato nell’esercizio 2018, di cui risulta disponibile il bilancio approvato. I dati presentati come esercizio 2018 sono relativi ai bilanci chiusi fra il 1 aprile 2018 e il 30 marzo 2019 (la data di gran lunga più frequente di chiusura del bilancio è comunque il 31 dicembre 2018). Sulla base delle informazioni in nostro possesso, sono state incluse nel campione anche le imprese con sede legale non nella Provincia di Bologna che avessero tuttavia la sede direzionale, amministrativa ed operativa nella Provincia di Bologna, al fine di fornire una rappresentazione dell’economia bolognese il più accurata e completa possibile. Dall’analisi sono state invece escluse le società finanziarie (banche e assicurazioni) e le holding finanziarie (ossia le società che hanno come attività quasi esclusiva la gestione di partecipazioni in altre imprese, come le cosiddette “casseforti di famiglia”) senza sede operativa nella Provincia di Bologna. Sono stati anche esclusi i consorzi privi di dipendenti. Utilizzando le informazioni disponibili, inoltre, si è cercato di escludere dal campione tutte le società controllate da imprese già inserite in graduatoria, per evitare duplicazioni. Non siamo tuttavia in grado di escludere che qualche gruppo sia stato presentato con più di una società nella graduatoria generale. Nel caso in cui il nome di una controllante fosse meno noto di quello di una o più controllate, si è provveduto ad inserire fra parentesi il nome/i della controllata/e più conosciute. I dati riportati nelle tabelle sono quelli del bilancio consolidato di gruppo, ovvero del bilancio d’esercizio, quando il bilancio consolidato non viene redatto. Salvo eccezioni (come in caso di passaggio agli IAS/IFRS), i dati comparativi dell’esercizio 2017 riportati nelle tabelle sono quelli presentati dalle società nel bilancio 2017 e non il valore comparativo del bilancio 2018. I dati delle società che adottano gli IAS/IFRS in talune circostanze sono stati adattati per rendere la presentazione dei valori più comparabile con quella delle società che adotto i principi contabili nazionali. È stato esplicitato nella descrizione del nome della società se l’attività d’impresa è esercitata in forma cooperativa, data l’importanza di questo aggregato nell’economia della nostra provincia. È opportuno precisare che per l’individuazione iniziale delle società è stata utilizzata la banca dati AIDA. È quindi possibile che alcune imprese, pur avendo i requisiti succitati, non siano state inserite in graduatoria in quanto a ottobre 2019 il loro fatturato 2018 non risultava disponibile nella suddetta banca dati, oppure poiché non è stato possibile reperire una copia del loro bilancio 2018 approvato. Infine, evidenziamo che la classificazione nei diversi settori è stata effettuata utilizzando i codici ATECO attribuiti all’impresa e le informazioni disponili.
GLOSSARIO – LEGENDA
L’analisi è volta ad approfondire tre rilevanti caratteristiche delle maggiori imprese della Provincia di Bologna: la dimensione, la redditività ed il rischio finanziario. Ciascuna caratteristica è studiata attraverso l’utilizzo di appositi indicatori/indici di bilancio di seguito illustrati. Si precisa che la classificazione delle voci di bilancio delle società che adottano i principi cantabili internazionali (IAS/IFRS) è stata talvolta modificata, sulla base delle informazioni disponibili, al fine di rendere il calcolo degli indicatori/indici il più coerente possibile con quello delle società che adottano i principi contabili italiani.
DIMENSIONE AZIENDALE
1. Ricavi: è il valore complessivo dei ricavi di vendita dell’esercizio di riferimento.
2. Totale Attivo: è il totale degli investimenti aziendali in essere al termine dell’esercizio. È pari al totale delle attività di stato patrimoniale.
3. Patrimonio Netto: per definizione è la differenza fra attività e passività e rappresenta la valorizzazione delle risorse investite dai soci nell’impresa, direttamente attraverso il conferimento di denaro o beni e indirettamente attraverso la mancata distribuzione di utili. È pari al patrimonio netto di stato patrimoniale (patrimonio netto consolidato, in caso di bilancio consolidato).
4. Numero di Dipendenti: è il numero di dipendenti dell’impresa (o del gruppo, in caso di bilancio consolidato). Tale valore per alcune imprese è il numero medio di dipendenti dell’esercizio, per altre il numero di dipendenti alla data di bilancio, a seconda che la società abbia reso pubblico l’uno o l’altro dato (se presenti entrambi, il dato riportato è il numero medio dei dipendenti nell’esercizio).
REDDITIVITÀ
5. Utile (perdita) d’esercizio: è il risultato che sintetizza l’andamento economico dell’anno. Se positivo, significa che l’impresa ha generato beni/ servizi con un valore superiore al costo di tutti i fattori produttivi impiegati nella produzione/fornitura dei medesimi. È pari all’utile/perdita riportato in conto economico (utile/perdita consolidato, in caso di bilancio consolidato).
6. Risultato Operativo (EBIT): misura il reddito complessivamente prodotto da tutti gli investimenti non finanziari dell’impresa, prima degli oneri finanziari e delle imposte. Tale risultato quindi non è influenzato dall’indebitamento della società. È calcolato sottraendo ai ricavi di vendita tutti i costi di natura operativa.
7. MOL (EBITDA): è il margine operativo lordo dato dalla differenza fra i ricavi di vendita e i costi delle materie prime, dei servizi e del lavoro dipendente. È una misura indiretta della capacità dell’impresa di generare risorse finanziarie attraverso la vendita di beni e/o servizi. È calcolato sottraendo ai ricavi di vendita tutti i costi operativi ad eccezione degli ammortamenti, delle svalutazioni e degli accantonamenti.
8. ROE: misura le redditività per i soci dell’impresa, ossia il rendimento del patrimonio netto. Nelle imprese (non cooperative) è un indice sintetico dell’efficacia gestionale. È calcolato come il rapporto fra l’utile (perdita) dell’esercizio e il patrimonio netto a fine esercizio. Se il patrimonio netto è negativo, l’indice non viene calcolato.
9. ROI: misura la redditività del totale attivo, ossia quanto hanno reso gli investimenti aziendali nell’anno considerato. È calcolato come il rapporto fra il risultato operativo e il totale attivo a fine esercizio. 10. ROS: misura la redditività operativa delle vendite, ossia ci dice quanta parte del fatturato dell’esercizio si è trasformata in reddito operativo. È un indice di efficienza della gestione: più alto è il ROS, più efficiente è stata l’impresa. È calcolato come il rapporto fra il risultato operativo e i ricavi di vendita.
RISCHIO FINANZIARIO
11. Rapporto di Indebitamento: misura per ogni euro di patrimonio netto, quante passività sono iscritte in stato patrimoniale. È quindi una misura dell’indebitamento complessivo dell’impresa, che considera sia le passività finanziarie (ad es. debiti verso banche), sia le passività operative (ad es. i debiti verso fornitori, e i fondi rischi e oneri). Tanto maggiore è questo rapporto, tanto più alto è il rischio finanziario. È calcolato rapportando tutte le passività (operative e finanziarie) al patrimonio netto. Se il patrimonio netto è negativo, l’indice non viene calcolato.
12. Oneri Finanziari su Ricavi: questo indice misura quanta parte del flusso economico positivo derivante dai ricavi di vendita viene assorbito dagli oneri finanziari. È calcolato rapportando gli oneri finanziari dell’esercizio ai ricavi caratteristici. Questo indice non può assumere, per definizione, valori negativi e tanto maggiore è il suo valore, tanto più elevato è il rischio finanziario di un’azienda.


RINGRAZIAMENTI

L’analisi dei bilanci è stata diretta dal professor Antonio Matacena, ordinario di economia aziendale dell’Università di Bologna, e curata da un gruppo di dottori commercialisti coordinato dal professor Marco Maria Mattei, ordinario di principi contabili internazionali dell’Università di Bologna. In particolare, si ringraziano per il prezioso contributo il dottor Luca Baccolini, il dottor Carlo Bacchetta, il dottor Alessandro Bernabucci, il dottor Matteo Bigliardi, la dottoressa Veronica Colliva, il dottor Gian Filippo Galletti, il dottor Filippo Lo Piccolo, il dottor Giovanni Martinasco, la dottoressa Elisa Pasqui e il dottor Federico Polini.
Il professor Maurizio Marano – coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Economia e Professione – ha invece curato l’approfondimento sulle società cooperative. Un sentito ringraziamento in questa edizione deve essere tributato ad alcuni brillanti studenti che – per il tramite della Associazione Alumni Economia e Professione – hanno coadiuvato la raccolta dei dati.
Questa pubblicazione, infine, non sarebbe mai stata possibile senza il supporto e la collaborazione dei professionisti della PricewaterhouseCoopers.