Torna FuturPera e conquista anche l’estero

Al via alla Fiera di Ferrara il più importante evento internazionale dedicato alla filiera della pera, giunto alla terza edizione

Dal 28 al 30 novembre torna FuturPera, il Salone Internazionale della Pera, giunto alla terza edizione. Un evento che continua a guardare allo sviluppo e al futuro della filiera pericola italiana, in un anno difficile per il comparto, colpito da ingenti cali produttivi. Nata nel 2015 grazie alla collaborazione tra Ferrara Fiere e Oi Pera (Organizzazione Interprofessionale Pera), FuturPera è diventata un appuntamento molto atteso da tutti i protagonisti del settore, grazie alla presenza delle più importanti aziende della filiera, il ricco calendario di convegni e la possibilità di relazionarsi con i più importanti player internazionali. Location del Salone sarà nuovamente la Fiera di Ferrara, 16mila metri quadri di spazio espositivo che accoglieranno le aziende italiane ed estere dei settori: ricerca varietale, vivaismo, agrofarmaci e fitofarmaci, produzione, raccolta e post-raccolta, meccanizzazione agricola, logistica, packaging, commercializzazione del prodotto e import-export. Anche per questa edizione l’obiettivo principale del Salone è quello di chiamare a raccolta l’intera filiera, per dare agli operatori una chiara prospettiva di rilancio del settore. Grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna – che ha riconosciuto il valore internazionale dell’evento – saranno presenti alcuni importanti buyer esteri, chiamati per favorire e sviluppare le relazioni con possibili paesi importatori. La ricerca di nuovi sbocchi di mercato a livello europeo ed extra-europeo, oltre a quelli consolidati di Germania e Francia, è essenziale per un comparto eccellente e dalle grandi potenzialità, che ha però bisogno di un forte rilancio. Essenziale anche lo scambio di informazioni su tecnica e ricerca, che saranno protagoniste della seconda edizione del World Pear Forum. Un prestigioso forum internazionale con quattro convegni che quest’anno saranno dedicati a difesa fitosanitaria, miglioramento produttivo e nuove strategie di commercializzazione del prodotto. Giovedì 28, al mattino, ci sarà un confronto tra modalità produttive italiana e australiana, mentre nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sul contrasto alla maculatura bruna, una delle più temute fitopatologie del pero. Venerdì 29, esperti italiani e internazionali discuteranno di nuovi mercati e valorizzazione del prodotto, e sabato 30 il tema centrale del World Pear Forum sarà la lotta alla cimice asiatica, una delle principali responsabili delle difficoltà del settore. Accanto ai convegni del forum ci sarà un ampio calendario di incontri tecnici, organizzati dalle aziende espositrici, che presenteranno le ultime novità e approfondiranno alcuni argomenti cruciali per i produttori: nuovi prodotti per la difesa fitosanitaria, innovazione varietale, diserbo e pirodiserbo e macchine agricole “green” e performanti. Un’edizione sempre più specializzata e ricca come spiega Filippo Parisini, amministratore delegato di Ferrara Fiere e Congressi. «La pericoltura rappresenta un importante tassello dell’economia agricola di Ferrara e dell’intero areale produttivo della nostra Regione. Per questo, sin dalla prima edizione, abbiamo scelto di organizzare un evento che portasse innovazione attraverso tutta la filiera, dalla ricerca varietale fino alla valorizzazione del prodotto nei confronti del consumatore. Quest’anno – racconta – punteremo fortemente su due aspetti essenziali: l’informazione tecnica e le novità in termini di difesa fitosanitaria da un lato e le strategie di internazionalizzazione del prodotto, finalizzate a raggiungere nuove e promettenti piazze estere, dall’altro. In quest’annata complessa vogliamo, infatti, che FuturPera diventi un luogo d’incontro tra domanda e offerta per tutti gli operatori della filiera, anche grazie ai dealers provenienti da tutto il mondo. Una novità di questa edizione è certamente la giornata di sabato, che sarà dedicata ai consumatori per favorire il consumo interno del prodotto e aumentare il grado di affezione soprattutto di bambini e ragazzi. Saranno presenti, infatti, molte scuole dell’Emilia-Romagna e del Veneto che abbiamo inviato per sensibilizzare i giovani nei confronti di un prodotto buono e sano, che fa parte del nostro patrimonio agricolo e deve diventare una vera e propria abitudine di consumo».


Istituzioni e sponsor fanno squadra
Così il salone vola oltre i co

L’evento ha ottenuto anche il patrocinio del ministero delle Politiche agricole per il valore dell’iniziativa

L’impegno organizzativo di Ferrara Fiere e Congressi e dell’Oi Pera, le importanti aziende del settore che scelgono la manifestazione come vetrina e il sostegno di enti e sponsor privati. Questi sono gli ingredienti che consentono, ormai da tre edizioni, la buona riuscita del Salone della Pera. Anche nel 2019 di FuturPera avrà l’importante sostegno del Comune di Ferrara e della Camera di Commercio di Ferrara che, nonostante la crisi generale di risorse assegnate dallo Stato agli enti locali, hanno confermato lo stesso trasferimento di risorse del 2017. Rilevante per garantire la presenza di operatori stranieri anche il contributo della Regione Emilia-Romagna, che ha ammesso FuturPera al “Bando per la concessione di contributi a progetti di internazionalizzazione del sistema fieristico regionale sui mercati esteri “Fiere e Filiere 2018-2019” (DGR n. 289 del 5/3/2018), riconoscendo il carattere internazionale del Salone. Oltre al contributo degli enti pubblici arriva anche quello di Bper Banca – sponsor anche della precedente edizione – e di Generali Italia e VH Italia Assicurazioni. Secondo l’organizzazione è un segnale positivo che istituti bancari e assicurativi sostengano la manifestazione, perché in questo momento di crisi della frutticoltura, possono diventare un punto di riferimento per le aziende agricole, primo ed essenziale anello della filiera pericola. L’evento ha inoltre ottenuto il prestigioso patrocinio del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, che ha riconosciuto il valore e la rilevanza dell’evento nell’ambito del settore agricolo. (Nella foto, Filippo Parisini, amministratore delegato di Ferrara Fiere e Congressi).


Ingresso gratuito per tutti ai padiglioni
Registrazioni online

Gli organizzatori di FuturPera hanno scelto, sin dalla prima edizione, di realizzare una manifestazione ad accesso libero e il più possibile aperto al pubblico. L’entrata a FuturPera e ai convegni del World Pear Forum è pertanto gratuita. Viene richiesta una registrazione che, accedere più velocemente ai padiglioni, si può effettuare nella sezione dedicata sul sito della manifestazione www.futurpera.com. Chi non riuscisse a registrarsi on line, può farlo direttamente in fiera durante i giorni dell’evento.


Con il pass sconti in ristoranti e hotel della città del gusto

Nella settimana di FuturPera il pubblico della manifestazione potrà gustare le specialità enogastronomiche del territorio nei migliori ristoranti di Ferrara grazie all’iniziativa “La Città del gusto”. Chi si presenterà con il pass d’ingresso o espositore avrà diritto a sconti e sorprese. Agevolazioni anche per chi soggiornerà negli hotel del territorio grazie alla partneship con il Consorzio Visist Ferrara che ha riservato uno speciale sconto a tutti i visitatori del Salone. Info sul sito www.futurpera.com


FuturPera, team di esperti per un poker di convegni

Quattro gli appuntamenti con l’informazione d’eccellenza organizzati con il World Pear Forum in collaborazione con Cso Italy

A FuturPera 2019 torna l’appuntamento con l’informazione d’eccellenza con il World Pear Forum, organizzato in collaborazione con CSO Italy. Quattro convegni con gli esperti italiani e internazionali per fare il punto sul comparto dal punto di vista tecnico e commerciale. Oggi, giovedì 28 il forum entrerà subito nel vivo, a partire dalle 10, grazie a un ospite d’eccezione, l’horticultural adviser australiano Marcel Veens che si confronterà con i tecnici della Fondazione Fll. Navarra di Ferrara, partner del Salone, sui due sistemi produttivi, italiano e australiano, nella logica del miglioramento produttivo e della riorganizzazione dell’assetto varietale. Nel pomeriggio, sempre del 28, l’attenzione si sposterà sulla difesa fitosanitaria, con il convegno “Analisi e possibili soluzioni ai danni della maculatura bruna”. Sul palco del forum si alterneranno tecnici e ricercatori per una prima parte dedicata ai risultati della ricerca sulla maculatura, con Marina Collina dell’Università di Bologna e le prove in campo, con Stefano Civolani (Unife e Innovaricerca), Claudio Cristiani (Consorzio Agrario dell’Emilia) e Michele Preti (Astra). A seguire due interventi sugli indirizzi di difesa di Loredana Antoniacci (Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna) e di Gabriele Zecchin (Servizio Fitosanitario della Regione Veneto) che parlerà della situazione in Veneto. Alle 16 l’interessante tavola rotonda “Il punto della situazione in termini di aree coinvolte dalla problematica ed esperienze dirette” con: Maurizio Sgobbi (Vivai Mazzoni), Mansueto Andrea Rimondi (AFE); Maurizio Foschini (Agrintesa), Andrea Gozza (Consorzio Agrario dell’Emilia), Aleardo Bertazzoni (Consulenza Agronomica OP Corma) e Maurizio Saltari (Fruit Modena Group). Per le conclusioni sarà presente Simona Caselli, assessore all’Agricoltura, caccia e pesca delle Regione Emilia- Romagna. Moderatore dell’evento Ivano Valmori, direttore di Agronotizie. Sabato 30 novembre, a partire dalle 10, si terrà il secondo convegno tecnico del World Pear Forum dal titolo: “Come affrontare le nuove sfide: l’esempio della cimice asiatica”. Un argomento rilevante per il settore che sarà trattato da tutti i punti di vista a partire dalla relazione del CSO Italy che aprirà il forum con un intervento sulle ultime tendenze della pericoltura italiana. Il convegno entrerà nel vivo con una serie di relazioni dedicate alla diffusione e alla gestione del problema negli areali colpiti a partire da “Biologia e diffusione della cimice Asiatica in Europa” di Lara Maistrello (Dipartimento di Scienze della Vita, Unimore). A seguire l’intervento “Cimice asiatica: esperienza e gestione territoriale in Emilia – Romagna” di Luca Casoli del Consorzio Fitosanitario di Modena e Reggio Emilia e quello che analizzerà “Le esperienze di monitoraggio e difesa in Piemonte” a cura di Luciana Tavella (Dipartimento Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, UniTO). Chiuderà questa serie di interessanti interventi quello di un’esperta spagnola, Adriana Escudero (IRTA Catalogna) che parlerà di “La Cimice Asiatica in Catalogna: la situazione e le attività”. Chiuderà questo importante focus su uno dei principali problemi fitosanitari della frutticoltura italiana una tavola rotonda che vedrà anche un confronto con i produttori, tra Stefano Cocchi (Agrintesa), Albano Bergami (Oi Pera/Op Diamantina), Stefano Boncompagni – Servizio Fitosanitario della Regione Emilia – Romagna, Lorenzo Tosi (Agrea) e Gabriele Zecchin (Servizio Fitosanitario Regione Veneto). A moderare l’incontro ci sarà Giannantonio Armentano, giornalista dell’Informatore Agrario. Il World Pear Forum si terrà nella Sala Plenaria (Decana) della Fiera di Ferrara e la partecipazione è gratuita e aperta a tutti i visitatori di FuturPera.


«Le piaghe da risolvere: cimice asiatica e maculatura bruna»

Albano Bergami, membro del cda di FuturPera, punta il dito sulle due fitopatologie. «Colpita soprattutto la varietà Abate»

La seconda edizione del World Pear Forum, una proposta convegnistica di altissimo livello informativo che accompagna il Salone Internazionale della Pera, non poteva che occuparsi dei due problemi fitosanitari che hanno portato alle gravi difficoltà il settore pericolo: cimice asiatica e maculatura bruna. Perché, come spiega Albano Bergami, vicepresidente di Oi Pera e membro del cda di FuturPera, «il 2019 sarà ricordato come l’anno “horribils” per la pericoltura nazionale e ci sembra doveroso utilizzare Futur- Pera per cercare di dare qualche risposta alla nostra filiera». «Secondo i dati diffusi dall’Oi Pera, elaborati da CSO Italy – continua Bergami – l’offerta di prodotto nazionale è di 365.000 tonnellate, contro le 730.000 del 2018 e le 934.000 raggiunte nel 2011. Un livello così basso non si era mai avuto in precedenza, anche in Emilia Romagna dove la produzione 2019 si è attestata su circa 243.000 tonnellate. Colpevoli di questo tracollo produttivo sono, appunto, cimice asiatica e maculatura bruna del pero, che non solo hanno portato a una riduzione dei quantitativi, ma stanno influendo negativamente sulla quota di prodotto adatto alla commercializzazione del fresco». «Il contenimento di queste due fitopatologie – spiega il vicepresidente dell’Oi – è certamente l’obiettivo primario del settore. La maculatura bruna è una malattia fungina che ha provocato molti danni, soprattutto sulla varietà Abate e per questo abbiamo pensato a un confronto con esperti per capire come si può contenerla e se ci sono esperienze significative di contenimento in altri areali produttivi, ad esempio quello spagnolo. I danni che può fare la cimice asiatica, un insetto presente sul suolo nazionale già da alcuni anni, sono, invece, devastanti e ormai noti, tanto che a livello istituzionale ci si sta rendendo conto quale è la portata del problema per il comparto. Per questo abbiamo chiamato al World Pear Forum i massimi esperti, per capire dove sta andando la ricerca scientifica e quali saranno nel prossimo futuro le modalità di difesa per bloccare la sua diffusione. Al Forum – conclude Bergami – ci sarà anche un focus miglioramento produttivo, grazie a un confronto tra sistemi di produzione italiano e australiano, per cercare spunti interessanti e modalità innovative di gestione del frutteto. Un’offerta convegnistica importante, con la quale crediamo di rispondere alla domanda informativa ed operativa di produttori e tecnici».


Ecco le nuove opportunità di mercato

Le prospettive commerciali di domani saranno al centro del quarto appuntamento del World Pear Forum di FuturPera

Venerdì 29, a partire dalle 9.30, al quarto appuntamento del World Pear Forum di FuturPera si discuterà un tema cruciale per il settore: “Le prospettive commerciali e le nuove opportunità di mercato”. Una scelta dettata dalla necessità per la filiera di ricercare nuove modalità di valorizzazione del prodotto, nonostante le difficoltà di questa annata e la mancanza di volumi, come spiega Stefano Calderoni, presidente di FuturPera. «Quest’anno il World Pear Forum vedrà tre importanti approfondimenti tecnici, perché debellare maculatura e cimice asiatica è essenziale per continuare a produrre le nostre pere e dare al mercato una buona quantità di prodotto. Ma le nuove strategie di difesa – continua Calderoni – devono andare di pari passo a quelle di commercializzazione e ricerca di nuovi sbocchi di mercato. Anche se quest’anno il prodotto manca, non dobbiamo smettere di lavorare per aprire la strada alle nostre pere nel mondo, perché sono certo che torneremo presto a fare massa critica per soddisfare la richiesta dei mercati italiani ed esteri». Il programma del convegno prevede, in apertura, un intervento del CSO Italy dedicato a “La campagna commerciale 2019/2020: le prospettive della stagione”. A seguire la tavola rotonda con il punto di vista dei rappresentanti della produzione europea sulla prossima campagna di commercializzazione: Luca Granata, direttore generale di Opera (Italia); Marc Evrard, Belgian Fruit Valley (Belgio); Wim Rodenburg, GroentenFruit Huis (Olanda); Vincent Guerin, ANPP (Francia) e Joan Serentill Rubio, Fepex/Afrucat (Spagna). Dopo la tavola rotonda due interventi dedicati al consumo della pera e alle sue proprietà per la salute con “Le pere italiane: come vengono percepite dal consumatore?” a cura di UNITO e CSO Italy e “Nella pera 24/7 freeradicals scavengers” con la ricercatrice dell’Università di Ferrara, Maria Gabriella Marchetti. Dalle 11 l’attenzione di sposterà sui mercati potenziali, in particolare la Cina, con un intervento del CSO su “Le sfide e le opportunità dei mercati Terzi con aggiornamenti sulla Cina” e l’intervento di Enrico Berti, dell’Ambasciata italiana a Pechino che farà il punto sulla sua esperienza diretta dei negoziati Italia-Cina. Chiuderà l’appuntamento del venerdì del World Pear Forum un’altra tavola rotonda, un confronto diretto tra gli operatori della filiera, con Marco Salvi, presidente Fruit Imprese; Piergiorgio Lenzarini, presidente del Consorzio della Pera dell’Emila Romagna IGP; Ilenio Bastoni, direttore generale di Apofruit e Luigi Mazzoni, amministratore delegato Vivai Mazzoni. Modererà il forum la giornalista Rossella Gigli, caporedattrice Freshplaza. «Abbiamo inviato al Forum – conclude il presidente di FuturPera – tutti i più importanti attori della filiera e incontreremo a FuturPera i rappresentanti delle catene europee e italiane della grande distribuzione perché adesso il nodo dei prezzi diventa cruciale. I pericoltori hanno avuto perdite ingenti di prodotto, devono cercare di recuperare redditività e potranno farlo solo se la filiera darà valore alle pere sul mercato. A chi acquista e distribuisce la frutta faremo, dunque, un vero e proprio appello: scegliete e valorizzate la produzione italiana di pere. In questo modo la nostra filiera, che per il territorio ha un valore socio-economico essenziale, potrà continuare a produrre e ad affrontare le sfide del futuro».


Approfondimenti al salone

Un ricco programma di incontri tecnici

Accanto al Forum trovano spazio incontri organizzati dalle aziende espositrici per gli acquirenti finali

Accanto al World Pear Forum a FuturPera ci sarà un interessante calendario di incontri tecnici, formativi e dedicati ai consumatori organizzati dalle aziende espositrici. Nella giornata di giovedì 28 ci sarà il focus sulle assicurazioni agricole “Attiva raccolto, Attiva raccolto, il nuovo servizio di Generali Italia Spa: le polizze parametriche” a cura di Generali Italia Spa. In mattinata anche un approfondimento su nutrizione e consumo, con l’evento “I tesori della dieta Mediterranea” a cura della Fondazione Istituto Scienze della Salute, mentre alle 12.30 si parlerà di “Formazione agricola. Fatti, esperienze e futuro” con il centro di formazione per l’agricoltura Dinamica FP. Nel pomeriggio un altro appuntamento con Generali Spa, questa volta per spiegare le opportunità di lavoro nel settore assicurativo ai giovani, mentre in serata un evento a invito di FMC: “FMC per la difesa della pera: aggiornamenti su Coragen® e Spotlight® Plus”. Venerdì 29 ci sarà un’intera giornata dedicata agli incontri tecnici. Si inizia alle 10 con “Ultimi risultati sulla difesa contro la cimice asiatica, a cura di Bayer Cropscience e a seguire “Le specialità nutrizionali Compo Expert per il pero”. Sempre in mattinata, alle 11, l’azienda Sipcam parlerà delle Novità sulla gestione dei diserbi e sui biostimolanti nel frutteto. Alle 13 appuntamento con la ricerca scientifica in campo frutticolo, con la presentazione del progetto “Friendly Fruit” a cura del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Unibo. Nel pomeriggio Mingozzi Group organizza l’incontro “Pirodiserbo: dal controllo delle infestanti al controllo delle patologie”, mentre si parlerà di “La nutrizione del pero con i fertilizzanti Timac” con Timac Agro e di “Strategie integrate per la difesa da Maculatura bruna e colpo di fuoco” con l’azienda Manica. Sabato 30 novembre ci sarà, invece, la “Premiazione delle prove dimostrative di lavorazione del terreno” dell’Antica Fiera di Portomaggiore


LA ’CHICCA’

Alida Gotta ai fornelli

La seconda classificata al 5° Masterchef Italia sabato protagonista

La cucina di alta qualità arriva a FuturPera grazie all’appuntamento “Box gastronomica-La Chef Alida Gotta per Generali Italia Spa” che si terrà sabato 30 dalle 11 alle 13 al padiglione 6 (Sala Santa Maria). Protagoniste dell’evento organizzato da Generali Italia, saranno le ricette della giovane chef arrivata seconda alla quinta edizione di MasterChef Italia. Grande appassionata di cucina, dopo il successo tv è ora protagonista della serie di YouTube “Alida TeenChef”, dove rielabora i piatti della tradizione.


«Vongole, così l’Europa penalizza l’Italia»

Il nuovo allarme di Cogemo, che invoca la proroga sul limite minimo per la pesca dei molluschi: «Proseguire con i 22 millimetri»

La battaglia dei vongolari contro i veti di Bruxelles s’inasprisce. Una lotta che perdura ormai dal 2017 quella fra le normative sulla pesca delle vongole imposte dall’Unione Europea e chi come Cogemo, il consorzio di gestione molluschi di Pesaro- Urbino, difende la posizione di un business già regolamentato e che gioverebbe piuttosto di estremi diversi da quelli vigenti. Sono due i punti focali, nonché campo di battaglia della discussione, su cui cerchiamo di fare chiarezza con Domenico Felici, subentrato nel febbraio 2019 a Fabio Marcaccini in qualità di presidente di Cogemo Pesaro- Urbino: il pezzaggio delle vongole e la distanza minima dalla costa in cui pescare i molluschi.
Presidente Felici, a quanto ammonta oggi il pezzaggio delle vongole e come cambierebbe l’attività considerando le volontà europee?
«Oggi la misura delle vongole è di 22 millimetri. Un pezzaggio per cui ci siamo battuti e che abbiamo ottenuto da Bruxelles in via sperimentale dal gennaio 2017 al dicembre di quest’anno. La nostra esperienza di pesca con questa misura è migliorata ed è stata molto positiva e in proposito chiederemo una proroga di un ulteriore anno, anche per compensare la raccolta di dati da fornire in seno all’UE e che non siamo riusciti a dare per il primo anno di attività per motivi di ambientamento».
Perciò da dove sorge il problema legato al pezzaggio?
«Il problema sorge perché dalla Spagna è arrivata la richiesta di ristabilire la misura delle vongole pescabili a 25 millimetri. Un passo indietro che ci renderebbe la vita più difficile».
E perché?
«Consideriamo che la vongola diventa recettiva già dai 14 millimetri in su e a 22 stiamo già parlando di esemplari abbastanza grandi. Imponendo la pesca delle vongole a 25 millimetri significherebbe diminuire la reperibilità del prodotti e aumentare di almeno due ore al giorno il tempo trascorso per mare, aumentando il volume di lavoro al selezionatore e stressando di più il mollusco stesso con conseguente abbassamento della qualità».
Per quanto riguarda la distanza minima dalla costa invece cosa ci può dire?
«Premetto che le normative europee non riguardano solo la misura dei molluschi e la distanza minima di pesca, ma anche il numero di giorni di attività settimanali, ridotti a quattro e i quintali di prelievo, calati da sei a quattro. Ora la quantità che raccogliamo in un mese, circa 480 sacchi, equivale a quella di un giorno di lavoro prima delle normative europee. In più Bruxelles ci obbliga a pescare oltre i 600 metri dalla costa, quando invece le zone più prolifiche si troverebbero a 200 metri di distanza a tre metri di profondità. Questo significa perdere non solo in qualità, ma anche in quantità di prodotto».
Senza però queste normative, non crede che il commercio potrebbe pagare poi un prezzo per lo stress a cui i molluschi sarebbero sottoposti?
«Prima ancora che intervenisse l’UE, noi come consorzio regolavamo e sorvegliavamo internamente l’operato delle barche entro le 20 miglia di mare di nostra competenza. E con questo intendo individuare e adibire determinate zone al ripopolamento, considerato anche che noi peschiamo per dieci mesi all’anno, evitando i due di fermo obbligatorio in estate per motivi di turismo. Inoltre, proprio come è nell’area di competenza del Consorzio, svolgiamo un’attività di regolamentazione e distribuzione del lavoro autonoma, onde evitare sproporzioni fra i nostri associati, con provvedimenti di fermo e sanzioni pecuniarie per coloro che transigono alle norme già costituite dal Consorzio, prima che intervenisse l’UE».
Quale sarebbe quindi la vostra proposta?
«A breve chiederemo appunto una proroga per mantenere i 22 millimetri di misura e ottenere il permesso di pescare per quattro mesi, diciamo da ottobre a gennaio, anche sotto quei 600 metri di distanza dalla costa che ci sono imposti».
A livello di mercato invece quali sono le ripercussioni più rilevanti di queste regole?
«Il 90% delle nostre vongole sono dirette in Spagna. Ed è un problema perché il prodotto italiano gli costa meno e viene poi rivenduto a un prezzo molto superiore al prezzo di acquisto, causando così anche perdita di appetibilità per il prodotto. Faccio un esempio. A noi un chilo di vongole frutta circa due euro, quello stesso chilo che poi al dettaglio arriva a costare anche otto euro. Questo in Spagna, ma anche nel mercato nazionale. Consideriamo quindi che con la pesca oltre i 600 metri e il pezzaggio fissato a 25 millimetri significherebbe un aumento del lavoro e una diminuzione della quantità, con evidenti conseguenze negative per noi».