L’intervista

Digital Paper: L'IMPRESA FA NOTIZIA

«Il mestiere cambia velocemente
Siamo manager e comunicatori»

L’analisi di Sabrina Betti, presidente Unione servizi alla comunità Cna

UNA professione che cambia tanto in fretta quanto le automobile. È la professione dell’autoriparatore, categoria alla quale appartiene Sabrina Betti, imprenditrice del settore e che rappresenta in qualità di presidente dell’Unione servizi alla comunità di Cna Bologna.

Presidente, cosa significa essere autoriparatori oggi?

«Considerando la complessità e il continuo progresso dei veicoli, tutti gli aspetti legati all’evoluzione tecnologica dei prodotti e delle attrezzature (sia diagnostiche che tecniche) sono fondamentali per fornire un servizio di alta qualità che garantisca la sicurezza stradale. Pertanto è essenziale che l’esperienza professionale sia accompagnata a una formazione continua in linea con lo sviluppo dei veicoli immessi sul mercato».

Insomma, un mestiere che riparte dall’officina ogni volta.

«Non solo. Oggi anche la formazione gestionale dell’artigiano-imprenditore è essenziale per comprendere e governare l’andamento economico e finanziario, in un mercato difficile anche da un punto di vista burocratico».

Autoriparatore imprenditore e comunicatore?

«Sì, oggi occorre saper comunicare al cliente sia tramite i mezzi di comunicazione tradizionali che tramite internet e i social network. Anche l’officina stessa comunica: fornisce una chiara visione dei servizi e delle lavorazioni presenti».

Cosa si chiede oggi a un autoriparatore?

«Attenzione alle esigenze del cliente e connessione con quest’ultimo, anche tramite dispositivi digitali. L’autoriparatore oltre a essere un bravo tecnico dovrà essere più informatico, sviluppare la capacità di fare gruppo e porsi come un consulente in grado di consigliare l’automobilista ».

Consulente, qualche esempio?

«In caso di incidente, rivolgersi al proprio autoriparatore di fiducia che può dare informazioni dettagliate sulla gestione del sinistro, dall’apertura della pratica all’incasso diretto. Oppure può analizzare la polizza assicurativa, verificando l’esistenza di coperture per danni come atti vandalici, grandine, kasko, etc con le relative franchigie o scoperti».

Proprio su questo si concentra la campagna di Cna “Dai fiducia al tuo autoriparatore”.

«Gli autoriparatori di Cna Bologna dal 2016 sono scesi in campo per il diritto di scegliere il proprio autoriparatore di fiducia. La campagna di comunicazione, su quotidiani, web e social network, vuole infatti sottolineare come, in caso di sinistro, l’automobilista abbia tutto il diritto di optare per il proprio autoriparatore di fiducia, quello selezionato negli anni per qualità, puntualità, sicurezza e affidabilità ».

Come si può sapere qualcosa di più sulla categoria?

«Nel 2016 e 2017, ad esempio, siamo stati presenti al Motor Show con un’officina 4.0 di ultima generazione. In quello spazio, attraverso le più innovative strumentazioni presenti sul mercato, gli autoriparatori associati Cna hanno potuto cimentarsi su un’auto di ultima generazione, con il supporto di tecnici esperti, in attività di diagnostica 4.0 e simulazione 4.0».

Quali sono le sfide di domani?

«Attraverso la formazione, le competenze, attrezzature all’avanguardia l’autoriparatore riesce a migliorare l’attività di autoriparazione e garantire agli automobilisti di circolare in totale sicurezza. Ma un ruolo chiave verrà giocato dalle istituzioni che dovranno mettere l’autoriparatore nelle condizioni di poter investire per migliorare la professionalità e il proprio lavoro. Le istituzioni e tutti gli operatori del settore devono essere alleati nel farsi carico sempre più del tema della sicurezza».

È possibile riassumere il tutto in uno slogan?

«È perfetta una frase di Benjamin Franklin: “L’amarezza di una scarsa qualità rimane per molto tempo, dopo che il piacere di un prezzo basso è stato dimenticato”. Un lavoro di qualità, eseguito con esperienza e professionalità, implica per un’azienda tutta una serie di costi: formazione, attrezzature automotive, prodotti di nuova generazione, smaltimento rifiuti tossici e il rispetto di innumerevoli richieste burocratiche o amministrative imposte dalla legislazione, sicurezza nei luoghi di lavoro. Quindi una tariffa ragionevole tiene conto dei costi di chi opera onestamente sul mercato».


Le officine sono pronte alle sfide
«Il futuro? Specializzarsi su più fronti»

Di Stefano (Unione Servizi alla Comunità Cna Bologna) fa il punto

IL SETTORE dei veicoli a motore è variegato e «interessato da cambiamenti in termini di innovazione ». È un universo sempre in movimento quello che ci racconta Simone Di Stefano, referente dell’Unione Servizi alla Comunità Cna Bologna, Unione che comprende il mestiere dell’autoriparazione. «Applicazione sempre più spinta dell’elettronica veicolare, connettività, guida autonoma: sono solo alcuni dei trend – spiega – che stanno interessando l’industria dell’automotive. Innovazioni che avranno sempre più ripercussioni su tutte le attività legate al mondo delle riparazioni, da quella meccatronica a quella di carrozzeria. E poi dai gommisti, fino alla revisione ».

Ci può fare un esempio?

«I sistemi Adas (sistemi di assistenza alla guida). Pensiamo alla frenata di emergenza autonoma, al controllo assistito della velocità, al mantenimento della corsia. Questi sistemi sono sempre più diffusi sui veicoli di ultima generazione ».

Quali scenari si prospettano?

«Alla luce di queste innovazioni, in futuro gli autoriparatori dovranno essere sempre più abili a ripensare e innovare le modalità di erogazione del servizio oltre che a comunicare al meglio col mercato».

Come si diventa autoriparatori?

«Non ci si può improvvisare. Lo si può diventare a patto di avere il giusto mix di formazione ed esperienza. Per chi ad esempio, oltre a operare nel settore autoriparazione vuole diventare responsabile tecnico di un’officina, deve essere in possesso di un titolo di studio abilitante o aver frequentato dei corsi appositi. In alternativa deve dimostrare una conclamata esperienza. Questa figura, obbligatoria nelle officine, ha compiti di supervisione, affinché tutte le attività vengano svolte a regola d’arte».

Vale anche per le revisioni auto.

«Sì. Per aprire un centro revisione è necessario che l’impresa, oltre ovviamente a soddisfare i requisiti di legge per ottenere l’autorizzazione, si doti di un responsabile tecnico delle revisioni che abbia fatto un corso apposito».

Gli autoriparatori Cna quindi sono pronti?

«Il settore è pronto a raccogliere le sfide. Anzi lo sta già facendo apportando tutte le innovazioni necessarie in officina. Ma non basta. Le istituzioni devono mettere l’imprenditore nelle condizioni di svolgere la propria attività ed essere competitivo. Spesso non avviene per l’elevata tassazione e la burocrazia che non mette l’impresa nelle condizioni di poter sprigionare tutte le energie».

Cosa chiede, oggi, l’automobilista?

«Ciò che emerge dagli ultimi dati è che l’automobilista tende a rivolgersi ad officine che garantiscono un maggior numero di servizi. Per questo gli autoriparatori devono essere multiservice e specializzarsi su più fronti. Il futuro premierà chi saprà offrire più servizi abbattendo al minimo i tempi di risoluzione di un problema».

Parliamo di formazione e rappresentanza.

«Cna Bologna, assieme al suo ente di formazione Ecipar, è al fianco del settore organizzando corsi. Nell’ultimo periodo, ad esempio, è stato organizzato un corso dal titolo ‘Rischio elettrico per gli addetti alla manutenzione di veicoli elettrici o ibridi’. Inoltre Cna organizza seminari di settore e di aggiornamento, svolge attività di tutela nei confronti delle istituzioni competenti a livello nazionale e locale, oltre a realizzare iniziative di promozione e rappresentanza. Nel 2019 Cna Bologna, ad esempio, sarà presente con Cna Nazionale ad Autopromotec – Biennale internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico ».

Per concludere, un accenno ai giovani.

«In un contesto epocale e di grandissima innovazione del settore, le imprese fanno fatica a reperire personale. Spesso quando i giovani pensano alle officine di autoriparazione hanno un’immagine che non corrisponde più al vero. Oggi le officine sono molto diverse. Inoltre, chi sceglie di operare nel campo dell’assistenza e manutenzione è un professionista che non svolge solo attività tecniche, ma mette in campo competenze trasversali che spaziano dall’informatica alla comunicazione e al marketing. Cna, assieme alle imprese del settore, dovrà essere in grado di far percepire ai giovani questo cambiamento. Questa è una sfida importante».

2018-10-19T15:26:06+00:00Argomento: ECONOMIA|Speciale |