Una firma per sostenere i progettie le attività di organizzazioni no profit

Lo strumento / Una quota dell’imposta IRPEF che lo Stato italiano ripartisce fra soggetti del terzo settore in base alle scelte dei contribuenti

Il 5 per Mille è uno strumento fiscale, istituito nel 2006 in via sperimentale e poi riproposto di anno in anno fino ad oggi, che permette ai contribuenti di destinare a determinati soggetti giuridici una parte delle imposte sui redditi prodotti nell’anno precedente. Non si tratta di una imposta aggiuntiva ma di una quota (il 5 per mille, appunto) sottratta allo Stato per destinarla ad attività e soggetti specifici. In particolare è un modo per sostenere le realtà del terzo settore, il cosiddetto no-profit, che svolgono attività di volontariato, assistenza, promozione sociale, ecc. e che non perseguono fini di lucro. E’ quindi una forma di sostentamento diretto agli enti che si impegnano in attività e servizi di rilievo sociale, in ambiti diversi.Per il contribuente – è opportuno chiarirlo- destinare il 5 per Mille è una scelta volontaria e non obbligatoria, peraltro diversa, in termini fiscali, dalla “donazione” (per cui non esiste la possibilità di godere delle relative agevolazioni).


Chi sono i possibili beneficiari: le varie categorie

La normativa attualmente in vigore, legge 23/12/2014, n. 190, che disciplina la materia, definisce chiaramente quali sono i beneficiari che possono ricevere il 5 per Mille, suddividendoli in categorie omogenee, come segue.Enti ed organizzazioni di volontariato, di cui fanno parte le ONLUS, cioè Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali, le ONG, cioè organizzazioni non governative riconosciute ed iscritte all’Anagrafe unica delle ONLUS, gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti o accordi, le associazioni di promozione sociale, le associazioni e fondazioni di diritto privato che operano, per esempio, nei settori riguardanti l’assistenza socio-sanitaria, l’istruzione, la beneficenza, la formazione, la tutela del patrimonio storico e artistico, ecc.Enti della ricerca scientifica e dell’Università, cioè tutti quegli enti che si occupano di ricerca scientifica nei principali settori di sviluppo delle conoscenzeEnti della ricerca sanitaria, cioè tutti quegli enti che svolgono attività di ricerca nel campo della medicina, per esempio per la cura di malattie come il cancro o malattie rareAttività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente, che possono essere, per esempio, di assistenza ad anziani, disabili, bambini, ecc.Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, che offrono occasioni di praticare gli sport più diversi a tutte le fasce d’età della popolazione.


Istruzioni

Come indicare la destinazione del contributo

Non ci sono novità per il 2020 sulla modalità con cui il 5 per Mille deve essere versato. Sia che si tratti del modello Redditi Persone Fisiche o del modello 730 o semplicemente del modello CU, troveremo un allegato con sei riquadri in cui indicare il codice fiscale dell’ente a cui vogliamo destinare il nostro 5 per Mille e l’apposito spazio per apporre la nostra firma. La mancanza di una delle due indicazioni rende nulla la nostra intenzione di versare il 5 per Mille, che rimarrà quindi nelle casse dello Stato. Se si appone la firma in un settore, ma non si indica il codice fiscale, la normativa in vigore prevede la ripartizione dei contributi in parti uguali tra tutti gli enti e le associazioni che fanno parte della categoria indicata.