Viene confermato il trend positivo. Cresce il gap fra le grandi e le pmi

Il consolidamento dei risultati economici e finanziari è dovuto anche all’effetto delle recenti politiche fiscali. L’aumento medio dei ricavi (+6,8%) si rivela particolarmente concentrata tra le migliori aziende

di Matteo Bigliardi
e Federico Polini

Il fiore all’occhiello del tessuto industriale bolognese è da sempre costituito dal settore delle macchine automatiche, che si conferma una nicchia di eccellenze tra le più performanti delle Top500. Il campione in esame, pur essendo uno dei più ristretti in termini di numerosità, è composto per oltre il 30% da aziende con oltre 100 milioni di fatturato e annovera ben 3 delle uniche 11 società della graduatoria generale in grado di produrre ricavi per oltre un miliardo di euro; le prime tre società del settore macchine automatiche si collocano infatti tra le prime 7 posizioni della Top500. Analizzando i dati dimensionali più significativi, si nota come la crescita dei ricavi – che si attesta comunque a una media del 6,8% – sia in lieve flessione sull’anno precedente (che aveva registrato un +7,6%); ma, soprattutto, sia particolarmente concentrata tra le migliori aziende del settore. Anche il valore dell’attivo patrimoniale e il numero medio dei dipendenti hanno andamenti simili: i dati sono ancora in aumento sul 2017 (attivo medio +7,4%, numero dipendenti +5,1%) ma a tassi di crescita più contenuti; inoltre, gli incrementi sono sempre concentrati nella parte alta della graduatoria. Significa che la crescita del settore è sostenuta quasi del tutto dalle aziende di maggiori dimensioni, mentre le piccole faticano a stare al passo. I dati reddituali dimostrano con ancor più evidenza questa sostanziale differenza di andamento tra i quartili al di sopra dei valori mediani rispetto a quelli al di sotto: se a livello globale gli utili medi di settore sono crescono del 14,3%, l’utile mediano del 2018 si è leggermente contratto (-0,7%) rispetto al 2017. Infatti, più della metà delle aziende del settore non riesce a incrementare i margini intermedi di conto economico, che comunque restano su valori mediani ampiamente positivi (EBITDA Margin mediano pari a 9,2%). Le uniche aziende che continuano ad incrementare EBIT ed EBITDA, anche in questo caso, sono tendenzialmente quelle collocate nei quartili più alti. Passando all’analisi dei principali indicatori di performance, si nota come, pur con ancora buoni livelli di redditività, siano tutti in lieve flessione: il ROI mediano passa dal 6,8% al 5%, il ROS mediano dal 7,5% al 5,7%, dimostrando una contrazione generale della redditività, che si verifica anche nelle aziende con i risultati migliori.
Soffermandosi infine sull’analisi del rischio finanziario, il comparto si dimostra come sempre molto solido, con un rapporto di indebitamento mediano pari a 1,49, e con valori in generale miglioramento. Anche l’indice di copertura degli oneri finanziari presenta generalmente valori stabili e comunque sempre distanti da soglie di criticità. In conclusione, il settore delle macchine automatiche prosegue il percorso di crescita e consolidamento dei risultati economici e finanziari, probabilmente anche per effetto delle recenti politiche fiscali volte ad incentivare l’acquisto di macchinari e linee di produzione che hanno sostenuto gli ordinativi del mercato italiano.

FOCUS

Comparto ancora molto solido

Roi e Ros mediani in flessione, ma resta buona la redditività

1 Gli indicatori
Pur con ancora buoni livelli di redditività, sono tutti in lieve flessione: il Roi mediano passa dal 6,8% al 5%, il Ros mediano dal 7,5% al 5,7%

2 Il rischio finanziario
Il comparto si dimostra come sempre molto solido, con un rapporto di indebitamento mediano pari a 1,49

3 L’indice di copertura
Presenta generalmente valori stabili rispetto all’esercizio precedente e comunque sempre distanti da soglie di criticità.

4 Gli aiuti
Le recenti politiche fiscali hanno sostenuto gli ordinativi del mercato italiano.