«Moratorie indispensabili, ma ora serve continuità»

Edoardo Bigoni, direttore generale Fider: «Saremo vicini a banche e soci
Dopo la gestione della fase emergenziale servono progettazione e fiducia»

BOLOGNA

Ha 38 anni, due lauree in materie finanziarie e un master in ‘Auditing e controllo interno’; una precisa conoscenza del mondo dei Confidi, delle banche, della consulenza; un’esperienza internazionale come quadro direttivo per oltre 7 anni in una delle big 4. E’ Edoardo Bigoni, dallo scorso 1° giugno nuovo direttore generale di Fider, di cui è stato responsabile dell’area amministrazione, pianificazione strategica e finanziaria. Inizia il suo mandato da dg in un tempo complesso tra auspicata fine della pandemia e inizio di ripresa. Lo fa con una proiezione triennale, convinto che ci siano le condizioni per ragionare non più in termini di emergenza ma di progettazione, per restituire fiducia e sicurezza alle Pmi e ai liberi professionisti, ossia alla platea di Fider, che conta oggi 25mila soci.
Quali misure state mettendo in campo per le imprese?
«Abbiamo completato nei giorni scorsi con successo le operazioni relative ai finanziamenti a tasso agevolato e a fondo perduto nell’ambito del bando Simest per l’internazionalizzazione. Abbiamo soddisfatto le esigenze di tutte le aziende che ne hanno fatto richiesta. Abbiamo perfezionato e siamo pronti sui prodotti bonus 110 per cento per la riqualificazione edilizia, un fronte su cui stiamo spingendo. Nell’ambito dell’industria 4.0 c’è grande attenzione all’intercettazione degli strumenti che verranno messi in campo con il Pnrr. Nel frattempo, continuiamo con l’erogazione della garanzia, che è il nostro core business, e con la consulenza».
Cosa vi aspettate dalla fine delle moratorie?
«Nuove misure di sostegno da parte del Governo. A quelle tampone, che si sono rese indispensabili per affrontare l’emergenza, va data continuità. Noi, come Fider, saremo vicini alle banche e ai soci per la rinegoziazione del debito».
Quando si potrà capire se davvero la ripresa è tale?
«Al quarto trimestre 2021. La ripresa sarà tale solo se ci sarà continuità, senza ulteriori interruzioni, quando con serenità si tornerà a pianificare sul medio e lungo termine».
Collaborazione Confidi e banche senza essere alternativi. Per l’impresa, cosa significa? E per le banche?
«Per le imprese significa misure agevolative, come quelle citate, di cui le banche non dispongono. Per le banche, soluzioni con riduzione del rischio e delle lungaggini burocratiche. Questo ci consente di essere partner a sostegno dell’utente finale, che è l’impresa».
Oggi, i Confidi, che ruolo sostanziale hanno?
«Di prossimità, di conoscenza diretta dei clienti e dei territori e delle loro vocazioni. Per essere protagonisti, serve il giusto mix tra garanzia e consulenza».
Lei è tra i più giovani dg di Confidi. Un’accelerazione di passo importante in un mondo che non vede frequenti ricambi generazionali. Che messaggio arriva, al mercato?
«Quella anagrafica è una questione tutta italiana. All’estero, nella cultura anglosassone, laddove si valorizza la creatività frutto degli studi appena conclusi, sarei considerato ‘quasi’ vecchio. Diciamo che appartengo alla generazione per cui ci sono requisiti innati oggi indispensabili. Penso alla digitalizzazione, con tutto ciò che comporta e in cui si declina, che per me e i miei coetanei non è un obiettivo da raggiungere ma un modo di approcciarsi al mondo e quindi ai processi produttivi e al mercato ».

Il profilo

Edoardo Bigoni, 38 anni, ha due lauree in materie finanziarie e un master. Dal 1° giugno è direttore generale Fider di cui è stato responsabile dell’area amministrazione e pianificazione stretegica