Università “verde”, è boom!
In Italia cresce l’attenzione
per l’ambiente e la natura

Sono sempre più numerosi gli iscritti

Fino a qualche anno fa c’erano soprattutto Giurisprudenza, Scienze Politiche, Ingegneria, Architettura. Oggi le cose, in ambito universitario, sono un po’ cambiate e sono molte le nuove facoltà definite “green” che puntano, cioè, a formare professionisti che potrebbero trovare occupazione nella green economy con le mansioni più disparate. Dalla laurea triennale di Parma che propone Architettura Rigenerazione Sostenibilità all’Università di Brescia con il corso sui sistemi agricoli sostenibili sono davvero tante le possibilità da sfruttare per chi, “da grande”, vuole trovare un’occupazione green. Una indagine condotta da Almalaurea rileva che circa il 75% di chi si laurea in Scienze della natura trova per esempio occupazione a cinque anni dal conseguimento, l’ultimo rapporto firmato da GreenItaly evidenzia invece come le imprese che hanno realizzato investimenti sostenibili siano più propense all’innovazione e anche che il 43% delle imprese investitrici nel green ha laureati contro il 23% delle altre. Insomma le università dedicate all’importante tema del rispetto dell’ambiente aumentano e, con esse, anche le iscrizioni.


I giovani si appassionano alla terra

Un tempo erano i nostri nonni a lavorare la terra e a conoscere molto bene i suoi frutti, oggi sono anche i giovani a prediligere lavori all’aria aperta. Si riscopre insomma la passione per la natura e il fiorire di università mirate alla salvaguardia dell’ambiente circostante non è altro che la prova di una tendenza giovanile in netta crescita. E aumentano anche i siti che si occupano di lavori verdi e socialmente responsabili e che danno la possibilità di trovare lavoro.


PROGETTI

Un network per la didattica innovativa

Rilanciare la missione sociale di chi insegna: è questo l’obiettivo dichiarato della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (Rus), una sorta di network per la didattica innovativa che chiama a raccolta numerosi atenei e rappresenta una possibilità, da parte delle università stesse, di condividere esperienze nell’ambito della green economy, promuovere progetti di ricerca e lavorare insieme nella stessa direzione. Ad oggi sono 62 gli atenei coinvolti attivamente ma in un futuro potrebbero essere molti di più. Collaborare è quindi alla base di un futuro migliore e più rispettoso dell’ambiente.