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Origine / Una misura di sussidiarietà fiscale introdotta per la prima volta in Italia nella legge finanziaria per il 2006

Il 5 per mille è una quota percentuale dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) che, invece di essere versata allo stato italiano, può essere destinata alle associazioni di volontariato, ma anche agli enti della ricerca scientifica, o del terzo settore che svolgono attività socialmente utili. Introdotta in Italia nella legge finanziaria per il 2006, ha fin da subito accolto molte adesioni e oggi sono tanti gli italiani che decidono di sfruttare questa possibilità per aiutare concretamente qualcuno.
La legge di Bilancio, cui è demandato il compito di rinnovare la possibilità di versare il 5 per mille anno per anno, si limita a indicare questa opportunità e a elencare i soggetti che possono beneficiare del 5 per mille. La stessa legge affida all’Agenzia delle entrate il compito di tipo amministrativo di definire con successive circolari le specifiche tecniche riservate agli enti che possono e vogliono concorrere alla ripartizione delle somme.


La differenza con 8 per mille e 2 per mille

Focus / Confessioni religiose e partiti i destinatari delle altre due misure

Il 5 per mille non va confuso con 8 per mille e 2 per mille che sono comunque altri due strumenti di cosiddetta sussidiarietà fiscale ma che hanno destinazioni differenti. L’8 per mille è infatti la quota che può essere destinata a confessione religiosa: Chiesa Cattolica, Comunità Ebraiche Italiane, Chiesa Apostolica, Diocesi Ortodossa Italiana, Chiesa Luterana in Italia. E ancora Chiese Metodiste e Valdesi, Unione Buddhista, Unione Induista, Unione Cristiana Evangelica Battista, Chiesa Avventista del settimo giorno e Assemblee di Dio in Italia. Il 2 per mille, invece, è la quota percentuale dell’IRPEF che il contribuente può destinare ai partiti politici. Attenzione dunque a non fare confusione, perché si tratta di misure di solidarietà fiscale completamente differenti tra di loro. In caso voleste maggiori informazioni, il consiglio è quello di affidarsi a un esperto professionista per essere guidati al meglio.


Riscontro

Risultati ottimi da subito

Fin dalla sua introduzione, ormai quasi quindici anni fa, il 5 per mille ha raccolto grandi consensi. A oggi, si stima che circa il 65% dei contribuenti italiani approfitti ogni anno di questa misura di democrazia fiscale che permette la devoluzione di una somma che raggiunge 400 milioni di euro l’anno. Non male, dunque, per tutti coloro che possono beneficiare di piccoli grandi sostegni per poter continuare a lavorare al meglio.
All’Agenzia delle entrate è affidato il compito di tipo amministrativo di definire con dettagliate circolari le specifiche tecniche riservate agli enti che possono e vogliono concorrere alla ripartizione delle somme.