Piano Impresa 4.0

Digital Paper: Economia 4.0

Aziende del territorio: cresce l’interesse verso sistemi sempre più digitalizzati

Fabio Bezzi, direttore CNA Emilia Romagna su Impresa 4.0

Da un indagine svolta da CNA Emilia Romagna su oltre 250 imprese del territorio a proposito della percezione e l’impegno rispetto al progetto Impresa 4.0 emerge “Un interesse elevato per le soluzioni e le proposte connesse a questo tema”, spiega Fabio Bezzi, direttore Cna Emilia Romagna. L’indagine ha rilevato un elevato livello di consapevolezza rispetto al piano Impresa 4.0, tanto che una buona quota del campione di imprese intervistate (il 75%) dichiara di conoscerne molto i contenuti. “A questa generale consapevolezza si sommano la volontà, l’impegno e una precisa strategia di utilizzo di questi strumenti, che non solo danno benefici fiscali e finanziari ma prefigurano anche un forte orientamento dell’impresa verso un incremento dell’elemento connettivo, su processi e soluzioni di prodotto” prosegue Bezzi. Ma non solo. “Emerge anche con una certa evidenza il fatto che le aziende sono le vere protagoniste dei processi Impresa 4.0, vale a dire che molte delle tecnologie che le imprese intervistate stanno già utilizzando sono compatibili con i temi del piano. Il contesto emiliano-romagnolo è attivo sia nell’interpretare e recepire le opportunità del 4.0 che proattivo nel promuovere iniziative, temi e contenuti tecnologici “4.0-compliant”, al punto che la stragrande maggioranza delle aziende (82%) ha dichiarato di avere in fase di elaborazione o concezione idee innovative su cui investire.” Rispetto agli effetti sull’occupazione “si percepisce in modo forte, anche da parte degli enti di formazione, il bisogno di aumentare personale con competenze nei contesti 4.0. Possiamo affermare che queste competenze, oggi non certamente comuni, quando si parla di digitalizzazione di processi e prodotti, o più in generale di connettività, riscontrano grande interesse da parte delle industrie. Pertanto, sia in termini di riconversione delle competenze professionali già presenti in azienda, sia nei termini del delineare di nuovi profili, il quadro sembra quello di un contesto molto vivace e ricettivo”, dichiara Bezzi. Cna, inoltre, ha sviluppato “CNA Hub 4.0”, un brand esteso a livello nazionale fino alla creazione del network che oggi coinvolge tutto il sistema associativo nazionale. “In Emilia-Romagna abbiamo dieci punti di contatto, una vera e propria interfaccia per le imprese, che caratterizzano e valorizzano le competenze, i servizi e le nuove modalità che CNA rende disponibili per accompagnare le imprese nella loro trasformazione tecnologica e manageriale”, prosegue Bezzi. CNA Emilia Romagna nel 2017 ha inoltre lanciato un piano biennale per promuovere il miglioramento competitivo delle PMI e delle imprese artigiane nelle filiere produttive, attraverso la metabolizzazione di tematiche quali le Tecnologie Abilitanti individuate a livello europeo, i Big Data, tramite la partecipazione attiva ai Clust-ER regionali, in qualità di Socio Fondatore attraverso CNA Innovazione, e lo sviluppo di una stretta relazione sia con il Competence Center promosso dalle Università dell’Emilia Romagna, sia con i Punti di Impresa Digitale delle Camere di Commercio.Dal punto di vista della digitalizzazione, l’Emilia Romagna a che punto è rispetto alle altre regioni? Fabio Bezzi risponde: “È innegabile che in questi anni il mondo sia cambiato. Questo nuovo scenario mette tutti i sistemi economici territoriali di fronte a molteplici sfide che dovranno essere affrontate nel migliore dei modi per cercare di recuperare il terreno perduto a causa di un lungo periodo di crisi economica. Una delle sfide più importanti in corso è quella di saper affrontare i cambiamenti che la rivoluzione digitale sta apportando al modo di vivere e di fare impresa. L’Italia è costantemente agli ultimi posti in Europa per livello di digitalizzazione dell’economia e della società: nonostante gli indubbi progressi registrati negli ultimi quindici anni sul piano della diffusione di computer e smartphone, della crescita esponenziale dell’uso di Internet nella vita quotidiana e dell’espansione delle infrastrutture digitali su tutto il territorio nazionale, il nostro Paese soffre di un gap considerevole rispetto ai principali Paesi che si ripercuote in un deficit di competitività. I margini di miglioramento si rilevano soprattutto nell’ambito del commercio elettronico: 7 imprese su 10 hanno un proprio sito web ma solamente 1 su 10 è attiva nel campo dell’e-commerce. Sono notevoli le aspettative riposte sull’ampliamento della banda ultra larga. L’impegno della Regione Emilia-Romagna, infatti, è quello di portare connettività in banda ultra larga al 100% del territorio regionale entro il 2020. L’accordo tra Regione e Governo investe in questa azione 255 milioni di risorse pubbliche e consentirà di garantire interventi in tempi rapidi, utilizzare nuove strategie e tecnologie di scavo, valorizzare tutte le infrastrutture già realizzate tramite Lepida SpA. E azzerare, così, il divario digitale.”


5 dicembre in Fiera 1.200 imprenditori e circa 2000 incontri

A Modena il primo Business Day nazionale di CNA

Tra pochi giorni, il 5 prossimo dicembre, la Fiera di Modena ospiterà un grande evento nazionale rivolto alle imprese della filiera manifatturiera, dal packaging all’automotive, dalle macchine utensili alle macchine per l’agricoltura ed il movimento terra, oltre a tutti i servizi (logistica, marketing online e offline, ICT, marketing) ad essa correlata. Ben 1200 i manager e i titolari di azienda che, in rappresentanza di oltre 400 aziende, promuoveranno i propri prodotti e servizi, attraverso più di 2000 incontri individuali di 20’ ciascuno. Un matching che sarà il fulcro del Business Day di CNA, che dopo le esperienze regionali degli anni scorsi (nel 2015 al PalaPanini di Modena, nel 2016 a Ferrara e nel 2017 all’Unipol Arena di Bologna), quest’anno diventa nazionale e raggiungerà dimensioni tali da farne un evento unico. “Un’iniziativa -afferma Dario Costantini, Presidente di CNA Emilia Romagna- che deve il suo successo a due caratteristiche particolari. Innanzitutto la presenza di grandi imprese, che noi definiamo player e che stanno al vertice della filiera della subfornitura, in particolare quella meccanica, che parteciperanno al matching per selezionare potenziali nuovi fornitori. Il secondo elemento a cui il Business Day deve il suo successo sta nel fatto che gli incontri avvengano soltanto tra quelle imprese che, mediante un meccanismo di preferenze incrociate, abbiano manifestato un reciproco interesse ad incontrarsi.” Il successo di questo format, peraltro, è testimoniato dai numeri: il 20% delle 270 imprese partecipanti alla passata edizione ha affermato di aver raggiunto accordi commerciali il giorno stesso dell’evento, percentuale salita al 35% nei giorni seguenti.“In una sola giornata -conclude Costantini- le imprese possono allacciare contatti che altrimenti richiederebbero molto più tempo e, soprattutto, investimenti ben superiori al costo di partecipazione al nostro network”.


Manager, incontri e programmi:qualche numero su CNA Network

– 370 imprese presenti al b2b- 1.200 imprenditori e manager presenti- 2.368 incontri già programmati, pari a circa 800 di incontri programmati in parallelo (in un giorno solo è come se l’imprenditore facesse un numero tale di incontri che lo occuperebbero un mese!)- il 45% delle imprese presenti sono strettamente connesse ai temi del 4.0 (10% imprese del settore della robotica, il 5% erogano servizi specialistici di progettazione legati a industria 4.0, il 20% legati alle filiere innovative dell’automotive e del packaging che sono quelle che più hanno investito in industria 4.0, il 10% eroga servizi ICT legati al settore meccanico).

2018-12-03T10:32:25+00:00Argomento: ECONOMIA|Speciale |