Reddito di emergenza, boom di domande

Prorogata al 31 luglio la scadenza per la presentazione delle richieste: contributo in base al reddito e alla composizione del nucleo familiare

Previsto dal decreto Rilancio per i nuclei familiari in grave disagio economico a causa dell’emergenza Coronavirus, ma che non possono accedere a quello di cittadinanza, il Reddito di emergenza (Rem) è un’altra misura straordinaria di sostegno per chi è in difficoltà. L’obiettivo è quello di venire incontro alle esigenze eccezionali di categorie, come precari, lavoratori sottopagati o in nero, che sono rimasti senza entrate all’improvviso o non posso usufruire di altre forme di sussidio: né della Cassa integrazione – perché irregolari o operanti nel sommerso –, né del bonus per gli autonomi. Il Rem è stato chiesto, fino a metà giugno, da 270mila persone. «Sono arrivate circa 13mila domande al giorno, da parte di famiglie che si trovano in difficoltà – spiega Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro –. È una misura nata per affrontare l’emergenza, ma senza scordarci che abbiamo già una misura più strutturale, come il Reddito di cittadinanza, che ha avuto comunque un aumento del 12 percento delle richieste». Il contributo. Il valore base del Reddito di emergenza è di 400 euro, che deve essere moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza dell’Isee, che assegna un valore a ogni differente composizione familiare. In ogni caso, non può superare il valore massimo di 800 euro per ogni famiglia. In presenza di un componente con condizioni di disabilità grave, è possibile arrivare a un massimo della scala di equivalenza di 2.1, cioè 840 euro totali. Il Rem viene erogato in due quote di pari importo, a partire dal mese in cui si presenta la domanda. Va allegata anche la Dichiarazione sostitutiva unica, in cui risulti possibile verificare l’Isee e la composizione del nucleo familiare, oltre a un’autocertificazione di residenza in Italia, sul patrimonio immobiliare e sul reddito familiare. Il Rem viene richiesto all’Inps esclusivamente online, presentando la domanda sul sito www.inps.it: il termine di scadenza è stato prorogato da oggi, 30 giugno, al 31 luglio 2020. L’erogazione avviene fino all’esaurimento dei fondi: 955 milioni di euro. Oltre non si va. La domanda viene presentata da uno dei componenti del nucleo, individuato come il richiedente del beneficio, in nome e per conto di tutta la famiglia. I requisiti. Per chiedere il contributo occorre essere residenti in Italia al momento della presentazione della domanda. Il nucleo familiare deve avere innanzitutto un valore del reddito, nel mese di aprile 2020, inferiore all’ammontare del beneficio: in pratica, da 400 a 840 euro. Nello specifico, la soglia del reddito familiare è determinata moltiplicando 400 euro per il valore della scala di equivalenza pari a 1, per il primo componente del nucleo, e incrementato di 0.4 – per ogni ulteriore membro della famiglia maggiorenne – e di 0.2 – per ogni componente minorenne. Il sussidio viene negato se nel nucleo sono presenti soggetti che percepiscono altre indennità previste per l’emergenza Covid, inoltre non può essere richiesto se in famiglia sono presenti titolari di pensione o, come già sottolineato, percettori del Reddito di cittadinanza.


FOCUS

I requisiti per ottenerlo

1
L’ammontare

Il Reddito di emergenza, erogato in due tranche di pari importo a partire dal momento di presentazione della domanda, ha un valore base di 400 euro, che può essere moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza dell’Isee, sulla base dei vari componenti familiari

2
I parametri

Il nucleo familiare deve possedere un valore del patrimonio immobiliare, al 2019, inferiore a 10mila euro. Tale soglia aumenta di 5mila euro per ogni componente successivo al primo e fino a un massimo di 20mila euro. Deve avere, infine, un valore Isee inferiore a 15mila euro

3
I termini

Fissati inizialmente a oggi, 30 giugno, i termini di scadenza per presentare la richiesta all’Inps sono stati prorogati al 31 luglio. In ogni caso, il contributo viene erogato fino all’esaurimento dei fondi stanziati: 955 milioni di euro e non oltre


Baby sitter, il bonus raddoppia
E servirà anche per i centri estivi

Cambiano le modalità, i criteri e il pagamento per i contributi utili alla gestione della famiglia. Da 600 a 1200 euro: può essere richiesto, in via telematica, da genitori con figli minori di 12 anni

Il Coronavirus e il successivo lockdown hanno comportato la chiusura di asili e scuole di tutti i gradi, con difficoltà per i genitori nella gestione dei propri figli. Soprattutto, nella convivenza tra lavoro e famiglia. Per sostenerli, attraverso il decreto ‘Cura Italia’ prima e quello Rilancio poi, il governo ha modificato i criteri, le somme, le modalità di richiesta e di pagamento per i servizi di baby-sitting, estendendo i contributi anche per chi usufruisce dei centri estivi o degli asili nido. Il nuovo bonus. Attraverso il decreto Rilancio il contributo raddoppia, passando da 600 a 1200 euro: chi ha già ricevuto la prima tranche a marzo, potrà chiedere altri 600 euro (non superandoi 1200 totali). Il contributo va richiesto da famiglie che abbiano figli minori di 12 anni, non è compatibile con quello per l’asilo nido e uno dei due genitori non deve risultare beneficiario di nessun altro strumento a sostegno del reddito. Il limite di età decade per figli con disabilità. Tempistiche ed erogazione. Il bonus va richiesto entro il 31 luglio, per via telematica: l’Inps ha attivato sul proprio portale il servizio (Bonus servizi di babysitting) per inoltrare le domande, in cui vengono richieste le credenziali Inps, Spid, carta d’identità e elettronica 3.0 o la Carta nazionale dei servizi. Se il primo bonus baby-sitting veniva pagato attraverso il Libretto di famiglia dell’Inps, la nuova modalità di erogazione prevede la possibilità di un versamento per il pagamento dei centri estivi sul proprio conto corrente o libretto postale e bancario, oltre che su una carta prepagata – indicando l’Iban – o con bonifico domiciliato presso uno sportello postale. I servizi. Se il primo contributo, come detto, serviva esclusivamente per il pagamento dei servizi di baby-sitting, il nuovo bonus può essere richiesto anche per coprire le rette dei centri estivi (spazi di gioco, ludoteche, prima infanzia, attività diurne) e per servizi integrativi per l’infanzia (centri per famiglie, asili nido, centri di aggregazione sociale). Il genitore dovrà allegare alla domanda l’iscrizione a centri e strutture (indicando ragione sociale e partita Iva, ricevute e fatture), i periodi (fino al 31 luglio) e i costi. Il congedo parentale. Sulla base delle circolari emesse dall’Inps (e consultabili attraverso il sito internet www.inps.it) e in armonia con i decreti, il bonus baby-sitting può essere richiesto in alternativa all’altra misura introdotta per favorire i genitori nell’assistenza dei figli: il congedo parentale Covid. Il decreto Rilancio ha prolungato di altri 15 giorni i termini per la sua scadenza (in tutto 30 complessivi, fra i due genitori), fino al 31 luglio. In entrambi i casi, il bonus baby-sitting o congedo parentale (retribuito al 50 percento) riguardano i lavoratori dipendenti, gli iscritti in via esclusiva alla gestione separata dell’Inps, i lavoratori autonomi iscritti alle Casse professionali e alle loro gestioni separate.


FOCUS

Scuole chiuse, servizi estesi

1
Il sussidio

Riprendo quanto già introdotto dal decreto ‘Cura Italia’, raddoppiando il bonus che passa così da 600 a 1200 euro. Chi avesse già ottenuto il primo contributo a marzo, potrà fare richiesta per avere la seconda tranche, sempre a costo di non superare l’importo complessivo di 1200 euro

2
L’alternativa

Fino al 31 luglio c’è la possibilità di ottenere il ‘Congedo parentale Covid’ (retribuito al 50%): si tratta di un’altra misura di sostegno al reddito per le famiglie in difficoltà economica, dopo la pandemia

3
La novità

Il bonus non riguarda solo i servizi di baby-sitting, come accaduto per il contributo erogato a marzo: c’è infatti anche la possibilità di utilizzare per le attività nei centri estivi e per i servizi integrativi per l’infanzia (centri per famiglie, nidi, centri di aggregazione sociale)

4
L’erogazione

A differenza del primo bonus, che veniva pagato solo attraverso il Libretto di famiglia Inps, il pagamento del nuovo contributo avviene con un versamento diretto su conto corrente