#EMILIA ROMAGNA     #MARCHE

 

EMILIA ROMAGNA

La regione continua a correre: crescita ok

Pil, numeri positivi nell’anno appena chiuso. Le previsioni per il 2019

di MARCO PRINCIPINI

IL 2018 si è chiuso con numeri positivi per l’economia dell’Emilia Romagna e anche le previsioni per il 2019 prevedono numeri col segno più anche se in diminuzione rispetto all’anno appena chiuso. Entrando nei dettagli, le stime per il 2018 vedono un Pil in crescita dell’1,4% – al vertice nazionale – e una disoccupazione al 5,9%. Guardando al 2019, invece, la regione, secondo le stime, dovrebbe raggiungere un Pil in progresso dell’1,2% e una disoccupazione in calo al 5,7%. I numeri emergono dal Rapporto 2018 sull’economia regionale dell’Emilia Romagna, realizzato in collaborazione tra Unioncamere e Regione con il contributo di Aster ed Ervet e le stime di Prometeia. Nei primi nove mesi dell’anno scorso, viene spiegato, la produzione industriale emiliano romagnola ha fatto registrare un +2,2% mentre l’export è salito del 5,2% con 20 miliardi di saldo commerciale. Il comparto manifatturiero è arrivato al quindicesimo trimestre di crescita mentre quello turistico è cresciuto di oltre il 4%, con 56 milioni di presenze. Sul fronte del lavoro gli occupati hanno superato quota 2 milioni con un tasso di occupazione vicino al 70% e quello femminile quasi al 63%. In calo del 50% le ore di cassa integrazione nei primi dieci mesi del 2018. Guardando al 2019, appunto, l’Emilia-Romagna è stimata raggiungere un Pil in progresso dell’1,2% e una disoccupazione in calo al 5,7%. «Numeri – viene osservato nel rapporto – in controtendenza rispetto al rallentamento congiunturale registrato a livello nazionale, con alcuni segnali di decelerazione, comunque da non sottovalutare, che si avvertono tra le imprese manifatturiere più piccole e quelle artigiane, mentre fatica ancora il settore del commercio, stretto tra la mancata ripresa della domanda interna e la crescita dell’e-commerce». Nei giorni scorsi alcune cifre sono state riviste: secondo l’edizione di gennaio degli Scenari per le economie locali di Prometeia si prospetta un sensibile rallentamento del Pil nel 2019 che dovrebbe attestarsi a quota +0,7%.

A GIUDIZIO del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, «mentre il Paese rallenta, l’Emilia-Romagna non smette di crescere, così come sta facendo ormai da quattro anni: sono numeri che dimostrano la forza del nostro sistema economico e produttivo, fatto di imprese e professionalità straordinarie, così come l’efficacia della scelta che abbiamo fatto come Regione di puntare su ricerca e formazione, innovazione e internazionalizzazione. Ma certo non ci accontentiamo, non vogliamo fermarci né essere fermati». Mettendo in fila i numeri, ha sottolineato il presidente di Unioncamere Emilia Romagna, Alberto Zambianchi, il rapporto «dice che anche nel 2018 l’Emilia-Romagna è motore del Paese. Cresce il Pil, l’occupazione e in Emilia Romagna si confermano le imprese leader della manifattura italiana nei settori ad alta intensità di tecnologia. Se l’industria è chiamata alla sfida della rivoluzione tecnologica – conclude – il commercio deve trovare forme di convivenza con i giganti delle piattaforme digitali per trasformare potenziali minacce in opportunità».

INTANTO cresce anche il turismo emiliano romagnolo: nei primi 10 mesi del 2018 le presenze hanno toccato quota 56 milioni, il 4,4% in più, e la giunta regionale si appresta a investire altri 45 milioni in progetti per la riviera e 25 per riqualificare strutture ricettive e ricreative dell’interno territorio. Non solo: Bonaccini ha anche annunciato che tornerà ad occuparsi della metropolitana leggera lungo la costa. «I dati sono andati ben oltre le nostre previsioni», ha sottolineato Bonaccini, ricordando che «avevamo posto come obiettivo i 50 milioni di presenze e siamo quasi a 60». Un risultato «clamoroso», secondo il presidente. In crescita sono anche gli arrivi (12,4 milioni, +6,4%), i turisti dall’estero (+6,3% di presenze, +8% di arrivi) e gli italiani (rispettivamente +3,8 e 5,8%). Tra i comparti quello che sorride di più sono le terme, tornate a far segnare un segno positivo (+16,3% di arrivi, +8,9% di presenze) dopo anni di magra, seguite dalle città d’arte (+13,8% e +12,1%) e dall’Appennino (+8,6% e +13%). Bene anche la riviera: da gennaio a ottobre ha visto crescere gli arrivi del 2,5% e le presenze del 2,1%. E proprio alla costa è dedicato il finanziamento da 20 milioni di euro che la giunta regionale metterà in campo per migliorare la qualità architettonica di 150 chilometri di litorale. Saranno finanziati «non piccoli interventi, come parchi o panchine, ma interventi di rigenerazione e riqualificazione degli spazi urbani», ha messo in chiaro l’assessore al Turismo, Andrea Corsini. Le risorse saranno distribuite grazie a bandi mirati su 14 comuni del distretto turistico balneare. Inoltre, altri 25 milioni andranno – sempre tramite bando – a sostenere le imprese su progetti di potenziamento delle strutture grazie alla creazione di un Fondo di controgaranzia regionale e contributi a fondo perduto per il 20%.

A DISPOSIZIONE OLTRE 4,1 MILIONI DI EURO

Immobili storici: fondi per il recupero

LA REGIONE Emilia Romagna ha previsto oltre 4,1 milioni di euro in quattro anni per il restauro e recupero di immobili storici e per l’innovazione tecnologica. Destinati a iniziative in comuni sotto i 20mila abitanti, sono stati ammessi a contributo 18 dei 68 progetti presentati da enti pubblici e privati in base alla legge regionale n.40 (4 in provincia di Bologna, 3 a Modena, 3 a Parma, 2 a Ravenna, 2 a Ferrara e 1 a Rimini, Forlì Cesena, Reggio Emilia e Piacenza), finanziati con 2,803 milioni nel triennio 2018-2020 (400mila nel 2018, 403mila nel 2019 e 2 milioni nel 2020), rimandando ad atti successivi interventi privati per 246mila euro nel 2019 e altre iniziative per circa 1,1 milioni nel 2021. «Con questi interventi – afferma l’assessore regionale alla cultura, Massimo Mezzetti – diamo valore al nostro patrimonio storico ripristinando da un lato la sicurezza degli edifici e dall’altro bellezza artistica originaria, oltre a portare innovazione con l’utilizzo di nuove tecnologie, a supporto di servizi o iniziative. In alcuni casi si tratta di mettere a disposizione delle comunità edifici storici, oltre a ospitare attività e iniziative culturali. L’obiettivo è salvaguardare e valorizzare il patrimonio, rendendo l’Emilia-Romagna sempre più attrattiva anche per un turismo culturale».


MARCHE

L’economia soffre, il turismo è in ripresa

Male il Pil, secondo gli ultimi dati. L’anno scorso sono aumentati arrivi e presenze

di MARCO PRINCIPINI

LE MARCHE non corrono. Anzi. Lo dimostrano gli ultimi numeri, negativi. Secondo, infatti, i dati elaborati dall’ufficio studi di Confartigianato Marche il Pil in volume della regione nel 2017 – ultimi dati disponibili – è diminuito dello 0,2%, dinamica in controtendenza rispetto alla media nazionale (+1,6%). «Questa variazione – ha spiegato Giorgio Cippitelli, segretario di Confartigianato Imprese Marche – segna il rientro in territorio negativo dopo il +0,5% del 2016, e colloca le Marche al ventesimo posto tra le regioni e province autonome italiane. Fa peggio solo il Molise col -0,4%. Inoltre, considerando l’orizzonte temporale più ampio, dal 2007 al 2017, il Pil in volume del 2017 è inferiore dell’11,6% rispetto al livello del 2007, mentre in media nazionale la diminuzione è meno intensa e pari al -5,2%. Quello che stiamo osservando – aggiunge Cippitelli – è una dinamica del Pil regionale sempre più prossima a quella del Mezzogiorno che al Centro Italia; anzi, l’ultimo dato disponibile, indica una situazione peggiore proprio per il nostro territorio. Inoltre, in termini di Pil pro capite, si amplia il gap con le regioni del Centro-Nord: nel 2007 il Pil per abitante era pari all’84,3% della media del Centro-Nord; nel 2017 è al 79,8%».

SECONDO Confartigianato, la colpa è del terremoto, ma con la differenza che le altre regioni colpite dal terremoto sono andate meglio delle Marche. «Preso atto di questi dati – conclude Cippitelli – ormai a due anni dalla prima scossa che ha dato inizio alla serie di eventi sismici, la fase iniziale di emergenza deve necessariamente chiudersi. Ben vengano le proroghe di alcuni termini, come i versamenti dei tributi sospesi, le esenzioni di alcune imposte, ma si devono creare il più possibile le condizioni per la ripresa di investimenti che ripristinino una situazione di normalità, per diventare poi volano per la ripresa dei consumi».

INTANTO nel 2018 le Marche registrano oltre 2 milioni di arrivi e sfiorano i 10 milioni di presenze, con un aumento rispettivamente del 5,6% e dello 0,6% rispetto al 2017 secondo i dati dell’Osservatorio Turismo. Secondo il presidente della Regione Luca Ceriscioli, «nella mappa del turismo nazionale le Marche si collocano come una regione in crescita: nonostante il sisma del 2016, siamo riusciti a tenere sul mercato italiano con buoni risultati in termini di incremento degli arrivi e abbiamo importanti segnali sugli stranieri, aumentati del 12%». A scegliere le Marche sono soprattutto i turisti tedeschi (+12,46%), dei Paesi bassi (+16,58%), polacchi (+35%), statunitensi (+16,3%) e cinesi (+51,28%). In calo invece il mercato russo, a causa della crisi del rublo (-3,9%), e spagnolo (-10,52%). Le Marche – spiega Ceriscioli – intendono «consolidare il mercato italiano su cui siamo sempre andati molto bene e crescere sui mercati esteri». Per farlo la Regione punta sull’aeroporto (ha investito per il salvataggio di Aerdorica, la società di gestione dello scalo) e sull’incremento di voli, «mezzo essenziale per gli stranieri», e sulla riqualificazione delle strutture turistiche, per la quale «sono stati stanziati 14 milioni di euro». Infine, «il tema della ‘bike’ che piace moltissimo in tutta Europa». Sono in corso investimenti per realizzare un sistema di ciclovie, «aggiungendo un nuovo cluster importante a quelli che già le Marche offrono». Secondo l’assessore regionale al Turismo Moreno Pieroni, i dati confermano «l’appeal turistico delle Marche e l’efficacia delle politiche di promozione, prontamente riorientate e realizzate dalla Regione dopo il terremoto e condivise dalle associazioni di categoria». «Grande», secondo l’assessore, la capacità di reazione del sistema turistico marchigiano «che si conferma asset economico strategico, traino fisiologico anche di altri settori, quali l’enogastronomia, l’artigianato, il commercio. Per questo motivo dobbiamo spingere sulla promozione». Significativi i dati dell’area del cratere sismico: dove le strutture ricettive non sono state compromesse è iniziata la ripresa dei flussi turistici, «+19% per gli arrivi e +10% delle presenze. Numeri eccezionali se si pensa che all’indomani del sisma i numeri erano crollati al -50%». «Sessanta operatori turistici delle zone del terremoto hanno usufruito di 8 milioni di euro a loro disposizione per la ristrutturazione delle strutture ricettive – rileva l’assessore – dimostrando di credere in un nuovo futuro di crescita e questo ci fa ben sperare per il futuro. Altri 6 milioni sono stati destinati, sempre nelle zone del sisma, alle aree campeggio per favorire sia il turismo di ritorno di chi aveva una seconda casa, sia nuove presenze».

L’ANALISI

Palazzo Ducale, boom di visitatori e incassi A Urbino bene anche i pernottamenti

BOOM di visitatori e incassi al Palazzo Ducale di Urbino. Gli ingressi sono aumentati dai 169mila nel 2017 (anno influenzato negativamente dalle notizie sul terremoto) a 201 mila nel 2018, gli incassi sono saliti da 561 mila euro a 745 mila. «Sono tornate le scuole – ha commentato il direttore Peter Aufreiter – con 60 mila ragazzi in primavera, ma soprattutto sono aumentati i paganti. L’80% provenienti dall’Italia e solo il 20% dall’estero, quindi con un potenziale ulteriore aumento degli stranieri». Soddisfatto il sindaco Maurizio Gambini, dopo un recente incontro all’assessorato regionale al Turismo: i pernottamenti sono cresciuti del 25% negli ultimi due anni. Sindaco e direttore vogliono fare un piano di comunicazione congiunto e coordinato dei prossimi eventi. Il direttore della Galleria Nazionale delle Marche ha ricordato tutte le attività del 2018: le mostre di arte contemporanea e lo Spazio K dedicato agli artisti emergenti; le esposizioni su ‘Il Montefeltro e l’Oriente islamico’ e quella su Giovanni Santi; i restauri dello Stendardo di Tiziano, di 8 opere del padre di Raffaello, del Giardino pensile e della Meridiana; le attività didattiche con ‘Raffaello in Minecraft’ che ha già coinvolto 200 scuole; i 300mila depliant e gli stand promozionali lungo la riviera adriatica. Aufreiter ha infine elencato anche le prossime iniziative programmate per il 2019: una mostra su San Francesco nell’arte degli ultimi secoli; altre esposizioni sulle ‘Sculture come gioielli’, sulle Ceramiche Ducali e su ‘Raffaello e gli amici di Urbino’.