Per le false dichiarazioni il rischio è
la perdita di tutte le somme ricevute

Accertamenti del Ministero del Lavoro

Il recupero del 5 per mille da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali comprende una lunga serie di casi. Ad esempio quando è dichiarato il falso anche attraverso documentazione o quando il 5 per mille Irpef è impiegato per finalità diverse da quelle perseguite istituzionalmente dall’organizzazione. Ma anche quando non è stata redatta la rendicontazione oppure se non è stata inviata la rendicontazione e la relazione illustrativa dall’organizzazione che ha ricevuto un 5 per mille pari o superiore a 20.000 euro. Altro caso comune di recupero delle somme è il mancato invio della rendicontazione e della relazione illustrativa dall’organizzazione che ha ricevuto un 5 per mille inferiore a 20.000 euro su richiesta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Semaforo rosso all’utilizzo dell’importo destinato dai contribuenti anche quando l’organizzazione non ha i requisiti soggettivi e oggettivi richiesti dalla legge per ricevere il 5 per mille e quando l’organizzazione ha cessato l’attività in generale o quell’attività che dà diritto a ricevere il 5 per mille Irpef.


CONTRADDITTORIO

Sessanta giorni a disposizione per la restituzione

Al termine del contraddittorio tra l’organizzazione e il Ministero del Lavoro, se il dicastero produce un provvedimento contestativo, il beneficiario ha 60 giorni per riversare all’erario la somma contestata. L’importo deve essere rivalutato al tasso d’inflazione e maggiorato degli interessi al tasso legale, con decorrenza dalla data di stanziamento del contributo. Nel caso in cui l’erogazione sia stata determinata sulla base di dichiarazioni mendaci o basate su false attestazioni anche documentali, spetta sempre al Ministero del Lavoro decidere se trasmettere gli atti all’autorità giudiziaria.


PREDISPOSIZIONE

Chi forma le liste dei beneficiari

Stando alle norme in vigore, vengono redatti distinti elenchi sulla base di ciascuna delle tipologie di soggetti aventi diritto. In particolare, l’Agenzia delle entrate predispone la lista degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche sulla base delle iscrizioni pervenute in via telematica. Il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca mette a punto quello degli enti della ricerca scientifica e dell’università sulla base delle domande ricevute e lo trasmette telematicamente all’Agenzia delle entrate. Infine il Ministero della Salute cura la predisposizione dell’elenco degli enti della ricerca sanitaria e la sua trasmissione in via telematica all’Agenzia delle Entrate. Si fa poi presente che per i Comuni non è prevista la predisposizione di un’apposita lista ai fini della partecipazione al beneficio poiché i contribuenti che intendono sostenerli per le attività sociali svolte possono esprimere la propria scelta solo per quello di residenza.