Obbligo di rendicontazione delle somme
da parte dei beneficiari del contributo

Il modello è scaricabile dal sito del Ministero del Lavoro

La pubblicazione degli elenchi degli ammessi sul sito dell’Agenzia delle entrate non costituisce, per gli stessi beneficiari del 5 per mille, la nascita di un diritto certo poiché gli elenchi per diventare definitivi devono essere approvati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Tutti i soggetti che percepiscono quote del 5 per mille dell’Irpef, indipendentemente dall’ammontare del contributo ricevuto, sono tenuti a redigere entro 12 mesi dalla ricezione delle somme ad essi destinati, un apposito rendiconto, anche accompagnato da una relazione illustrativa, dai quali risulti in modo chiaro la destinazione delle somme percepite per ciascuna delle annualità di riferimento. La relazione deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla data ultima prevista per la compilazione al Ministero per consentirne il controllo. Sono obbligati alla rendicontazione anche coloro che abbiano percepito il beneficio di cui trattasi a seguito della proroga dei termini per la presentazione della domanda di ammissione al contributo. Nel caso di federazioni o di soggetti con articolazioni territoriali di cui la sola struttura centrale abbia ricevuto la quota del 5 per mille dell’Irpef provvedendo, in seguito, a disporne a favore degli enti federati, affiliati o articolati, il rendiconto deve essere unico ed elaborato dall’organismo che ha ricevuto la somma. Il modello di rendiconto è scaricabile sia dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sia dal portale dell’Agenzia delle entrate e sia da quello del Forum del Terzo Settore. Il rendiconto, debitamente firmato dal legale rappresentante deve essere corredato in copia (carta semplice) di un valido documento di identità del medesimo rappresentante legale e dalla relazione descrittiva di cui al punto successivo. L’ente nel redigere il rendiconto deve poi predisporre una relazione descrittiva per illustrare nel dettaglio la destinazione della quota ricevuta e gli interventi realizzati, indicandone il costo per ciascuna delle principali voci di spesa. Ed è quindi possibile per le associazioni beneficiarie del contributo accantonare in tutto o in parte l’importo percepito, fermo restando che l’ente beneficiario deve specificare nella relazione allegata al rendiconto le finalità dell’accantonamento effettuato ed allegare il verbale dell’organo competente previsto dallo Statuto in cui viene deliberata l’operazione.


L’alternativa alla presentazione del documento ogni anno

Il rendiconto non deve essere predisposto e trasmesso solamente nel caso in cui il soggetto beneficiario rediga un bilancio sociale. Qualora il bilancio sociale sia pubblicato sul sito dell’associazione deve essere infatti inviata la sola comunicazione dell’avvenuta pubblicazione sul sito e la delibera dell’organo competente di regolare approvazione. E se il bilancio sociale non sia pubblicato sul sito dell’associazione deve essere trasmesso al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali allegando la delibera dell’organo competente di approvazione, con le stesse tempistiche previste per la trasmissione del rendiconto standard. Nel caso in cui la riscossione dell’importo del 5 per mille Irpef cada in prossimità della chiusura dell’anno, l’obbligo è infine assolto con i successivi bilanci.