TESSILE E ABBIGLIAMENTO

IL SETTORE SI CONFERMA DINAMICO ANCHE NEL 2016

Ricavi e patrimonio netto aumentano
E i risultati reddituali sono positivi

di MATTEO BIGLIARDI e FEDERICO POLINI

IL SETTORE tessile e dell’abbigliamento, come ogni anno, presenta le caratteristiche di un settore dinamico in cui convivono imprese che conseguono notevoli performance reddituali, progettano e concludono acquisizioni, ed altre che, invece, si concentrano su processi di riorganizzazione per ritrovare competitività. Ad ogni modo, a livello aggregato, non si può assolutamente considerare il 2016 come un anno negativo, tutt’altro. Sia i risultati reddituali sia i dati sull’indebitamento, infatti, devono sicuramente considerarsi positivi, grazie, principalmente, ad un ambiente economico maggiormente favorevole. In particolare, i ricavi sono aumentati per i due terzi delle società del campione, raggiungendo una media di oltre 154 milioni. Lo stesso numero di imprese incrementa anche il patrimonio netto, denotando una ridotta politica di distribuzione dividendi. Inoltre, il numero del personale occupato ha raggiunto una media di circa 498 addetti, contro i circa 444 del 2015, con circa l’80% delle imprese che ha assunto nuovi dipendenti. L’analisi dei risultati reddituali evidenzia miglioramenti a tutti i livelli, anche se in proporzione minore rispetto all’incremento del fatturato. L’Ebitda incrementa per circa il 63% delle società, raggiungendo una media di circa 13,9 milioni, contro gli 8,4 milioni dell’esercizio precedente. L’Ebit e il risultato di periodo migliorano, con una distribuzione omogenea in tutti i quartili, per circa il 58% delle imprese del campione.

L’ANDAMENTO sostanzialmente analogo degli ultimi due indicatori citati dimostra come la gestione finanziaria e quella fiscale non incidano in misura sostanziale sul trend dei risultati di periodo. Gli indici di redditività non presentano, invece, miglioramenti significativi: ROE e ROI, ad esempio, presentano dati in linea con quelli dell’esercizio precedente, portandoci a considerare che gli investimenti effettuati per l’aumento dimensionale non hanno ancora generato un corrispondente aumento in termini reddituali. Con riferimento alla composizione delle fonti di finanziamento si osserva una riduzione, anche se leggera, del rischio complessivo, tramite un minor ricorso all’indebitamento verso terzi, nonché un forte miglioramento dell’indice di copertura degli oneri finanziari, frutto combinato dell’andamento inversamente proporzionale dei tassi di interesse e dei margini di conto economico. In conclusione, il settore presenta un generalizzato miglioramento, da un punto di vista quantitativo, dei margini e dei principali indici di dimensione, anche se a tali risultati positivi non è corrisposto un analogo incremento della redditività percentuale (ROE, ROI e ROS). Tali risultati indicano come il settore del tessile e dell’abbigliamento sia un settore sostanzialmente maturo, in cui, tra l’altro, le economie di scala non producono effetti rilevanti.

2017-12-07T16:29:41+00:00Argomento: ECONOMIA|