Un settore nel mirino di investitori stranieri

Anche nel 2018 il comparto, interessato da diverse operazioni di fusioni e acquisizioni, ha confermato una forte dinamicità

di Matteo Bigliardi e Federico Polini

Anche nell’esercizio 2018 il settore tessile e abbigliamento conferma una marcata dinamicità: è stato interessato da diverse operazioni di M&A che hanno ulteriormente modificato la composizione qualitativa e quantitativa del campione. Ciò dimostra che le eccellenze del territorio sono costantemente oggetto di interesse da parte di importanti investitori, soprattutto internazionali. Va però premesso che le analisi svolte non possono tenere conto dei dati di bilancio di Yoox Net-aporter Spa, in quanto non comparabili negli esercizi 2018 e 2017 per operazioni straordinarie che hanno recentemente interessato la società, modificandone altresì la durata dell’esercizio sociale.
Iniziando dall’analisi dimensionale, emerge che il 60% delle imprese del campione ha incrementato i ricavi rispetto all’esercizio precedente, con un aumento medio del 3,3%. Ciò dimostra che la crescita dei volumi di vendita prosegue anche nel 2018, seppur con un sensibile rallentamento sul +9% circa del 2017. In continuità rispetto a quanto rilevato nel corso del precedente esercizio, il numero medio dei dipendenti si conferma in netto aumento (+11,6%): il 75% delle aziende ha assunto nuove risorse nel corso del 2018. L’incremento più rilevante si registra nei dati di Furla Spa, che passa da 2.065 a 2.514 occupati, influenzando in modo determinante il dato del settore.
L’evoluzione dei margini economici non presenta un trend di facile interpretazione: essi risentono fortemente degli effetti di operazioni di natura non ricorrente e non afferenti alla gestione caratteristica, che hanno interessato diverse aziende. Al netto delle componenti non ricorrenti, Ebit ed Ebitda risultano generalmente in lieve flessione, con un sostanziale bilanciamento tra chi migliora e chi peggiora i propri margini economici.
Questo trova conferma negli indici economici, che descrivono una redditività percentuale del settore in generale calo, segno che la maggiore dimensione delle aziende non ha prodotto un effetto immediato e diretto sui risultati economici; l’Ebitda Margin mediano del 2018 si attesta al 7,3%, contro il 9,2% rilevato nel 2017; il Roi mediano passa dal 7,9% nel 2017 al 6,7% nel 2018; il Ros mediano dal 6,4% al 4,8%. A livello di rischio finanziario si conferma il trend già riscontrato nelle precedenti edizioni, con una costante riduzione della rischiosità complessiva del campione, nonostante sia necessario tenere attentamente monitorate alcune situazioni di eccessivo squilibrio di aziende che hanno subito perdite consistenti negli anni precedenti.
In conclusione emerge che, come ogni anno, i risultati del settore non presentano un andamento uniforme in termini di redditività caratteristica; inoltre, anche nel 2018 si sono osservate variazioni qualitative del campione per effetto di acquisti, dismissioni e ristrutturazioni, operazioni che confermano la necessità di dinamismo, efficienza e continua evoluzione che le aziende del settore devono sempre garantire per essere competitive.

FOCUS

Sei imprese su dieci aumentano i ricavi

1 Ricavi
Il 60% delle imprese del campione ha incrementato i ricavi rispetto all’esercizio precedente, con un aumento medio del 3,3%.

2 Dipendenti
Il numero medio dei dipendenti si conferma in netto aumento (+11,6%)

3 Indici economici
Descrivono una redditività percentuale del settore in generale calo, segno che la maggiore dimensione delle aziende non ha prodotto un effetto immediato e diretto sui risultati economici

4 Ebitda, Roi e Ros
L’Ebitda Margin mediano del 2018 si attesta al 7,3%, contro il 9,2% rilevato nel 2017; il Roi mediano passa dal 7,9% nel 2017 al 6,7% nel 2018; il Ros mediano dal 6,4% al 4,8%.