Un mondo in evoluzione

Digital Paper: L'IMPRESA FA NOTIZIA

«Uniti per contrastare la concorrenza»

Cosimo Quaranta, referente di Fita-Cna: «In città taxi e Ncc viaggiano insieme»

di SIMONE ARMINIO

IL MODELLO Bologna esiste anche nei trasporti, come spiega Cosimo Quaranta, referente bolognese per Cna Fita. «Bologna è l’unica città in Italia in cui i noleggiatori con conducente (Ncc) sono un terzo dei tassisti e condividono la stessa area di mercato, l’area vasta bolognese, che raccoglie Bologna e 12 Comuni della cintura, in cui si applicano regole comuni. In altre città invece il clima è tutt’altro che collaborativo”.

Quaranta, perché qui è così? «Confrontandoci negli anni, si è scelto di condividere lo stesso mercato. Ciò non vuol dire che la concorrenza non ci sia. Ma riguarda il mercato, non certo le regole, che sono condivise, le possibilità e neppure la capacità di trattare con l’amministrazione pubblica”.

In questa capacità sindacale risiede il vostro ruolo? «Guardi, non le sto dipingendo un mondo idilliaco. La concorrenza tra taxi e auto blu c’è ed è alta. Ma se si siede a un tavolo sui trasporti con il Comune, sentirà parlare di circa mille mezzi per il trasporto persone e nessuno, a quel tavolo, farà distinguo tra tassisti e conducenti di autonoleggio”.

I distinguo, però, lei li conosce. «Parliamo, in città, oggi, di 707 tassisti e 246 noleggio. E non dimentichiamo gli autobus”.

Modello Bologna a parte il sistema del trasporto pubblico vi sta cambiando sotto agli occhi. «Le nuove tecnologie hanno radicalmente cambiato questo mestiere. Torniamo ai taxi: una volta i tre canali di servizio – ovvero radiotaxi, servizio ai posteggi e servizio al volo – nei fatti si equivalevano. Oggi il radiotaxi, sia contattato per telefono o via app, copre il 55% del totale”.

In più c’è Uber a cavalcare la tecnologia. «Non creda che sia il solo. La nostra Cosepuri, per esempio, investe moltissimo su una sua app, e anche i taxi ne hanno una – Taxi Click – che oggi in città funziona benissimo. In generale il sistema ha dimostrato di tenere comprendendo e rispondendo a una crescente richiesta di personalizzazione del servizio che arriva oggi dai clienti”.

Innegabile, però, che l’applicazione americana abbia drenato clienti. Come hanno reagito i servizi tradizionali? «Puntando su un mercato sempre più nazionale. Ciò è avvenuto in due modi: i taxi bolognesi si sono coalizzati con quelli di altre città, per condividere app, servizi e generare economie di scala. Cosepuri, invece, ha scelto la crescita diretta, aprendo servizi in altri comuni”.

E il trasporto merci, come sta? «Cambia radicalmente anch’esso. Vira verso la logistica, che prima era appannaggio solo dei corrieri, e si scontra costantemente con regole e paletti burocratici sempre più complicati. Ma in questo interveniamo noi, con corsi di formazione, assistenza legale e fiscale, disbrigo di pratiche”.

Poi ci sono le Ztl, le preferenziali, Siria, Rita e un’altra serie di occhi elettronici. «Ai quali deve aggiungere i controlli costanti dell’Ispettorato del lavoro, che monitorano il rispetto dei turni orari e del monte ore al volante e intervengono a controllare dopo ogni multa presa. Qui arriva, forse, il nostro supporto principale”.

Come vede il futuro del settore? «Sempre più attento all’ecologia, all’ambiente, al rinnovo del parco macchine. E all’innovazione del servizio e razionalizzazione delle spese. Unica voce su cui il nostro settore, non dimentichiamolo, può agire”.

Cosa intende? «Vede, un’azienda può cambiare macchinari e implementare tecnologie per aumentare la produttività di ogni singolo dipendente. È una cosa che noi non possiamo fare: il nostro personale ha una produttività scolpita, che è data dalle ore che un guidatore può passare davanti a un volante. Ma proprio per questo, per stare sul mercato, è importante puntare a innovare tutto il resto»

2018-02-28T10:05:10+00:00Argomento: ECONOMIA|Speciale |