Iodio: perché è importante e come garantirne
il giusto apporto con l’alimentazione

Un elemento essenziale per la nostra salute

L’aria di mare, secondo la vox populi, cura molti malanni: migliora l’umore e soprattutto conterrebbe più iodio, un elemento fondamentale per il nostro benessere. Gli studi più recenti smentiscono però questo assunto: in questo senso solo la presenza di grandi quantità di alghe a riva incrementa realmente la concentrazione di iodio nell’aria (ma passeggiare vicino a cumuli di alghe in decomposizione non è un’esperienza molto gradevole…). Anche la medicina contemporanea conferma, d’altra parte, l’importanza dello iodio per il nostro organismo: innanzitutto per l’equilibrio degli ormoni della tiroide (e quindi, tra l’altro, per la regolazione della temperatura e del metabolismo corporeo) ma anche per il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario. Se l’aria di mare non basta, dunque, l’alimentazione può tornare utile: un apporto costante e ben bilanciato di iodio attraverso gli alimenti che ne sono più ricchi, mantenendo varietà e “naturalezza” della dieta senza ricorrere a integratori o sostanze ad hoc, garantisce il benessere del nostro organismo senza sbilanciarne il normale funzionamento.


TIROIDE

Le conseguenze in caso di eccesso o insufficienza

Ferma restando la compresenza e il contributo spesso prevalente di altri fattori (per esempio genetici), tipicamente la mancanza di iodio porta a gozzo, in casi più complessi a ipotiroidismo, mentre l’eccessivo apporto conduce all’ipertiroidismo. I sintomi principali nel primo caso sono stanchezza e debolezza, aumento del peso, pallore, nel caso del gozzo la caratteristica formazione di un rigonfiamento alla base del collo. L’ipertiroidismo è invece generalmente segnalato da ipertensione e alterazioni del battito, perdita di peso e sudorazioni. Entrambe le condizioni possono essere controllate e trattate se individuate tempestivamente.


ALIMENTAZIONE

Come seguire una dieta iodio-friendly

L’alimentazione è dunque il veicolo principale per incamerare iodio: ma quanto ne occorre e cosa esattamente occorre mangiare? La dose media consigliata si attesta per bambini e adolescenti tra i 90 e i 130 microgrammi giornalieri, per i soggetti adulti a circa 150 microgrammi; in condizioni particolari quali la gravidanza e l’allattamento la dose va incrementata ulteriormente. Alimenti principe sono naturalmente quelli legati al mare: pesci, molluschi, crostacei e alghe (che però nella nostra cucina non hanno ancora molta fortuna…). Latte e uova, assunti con moderazione, forniscono un contributo importante, così come frumento e altri cereali e, in misura minore, la carne. Per quanto riguarda il sale, naturalmente meglio quello iodato e preferibile il consumo a crudo, a pietanza ultimata, piuttosto che in fase di cottura: scarso beneficio sembra si ottenga dai sali speciali del tipo rosa, hymalaiano etc. La dose giornaliera di sale non dovrebbe superare i 5 grammi: è bene restare nei limiti, per non incorrere nei problemi opposti legati a un eccessivo apporto di iodio.