Antichi borghi, rocche e castelli nel
cuore della Romagna, tra Forlì e Cesena

Un percorso storico-culturale tra piccoli centri e città

La provincia di Forlì-Cesena rappresenta il vero e proprio cuore della Romagna e di questa ne conserva molte testimonianze storiche preziose, tanto nei centri maggiori quanto nel complesso di borghi e paesi che ne affollano la provincia. I segni del passato sono sicuramente ben evidenti nelle due città principali della zona: Cesena, dove la presenza dei Malatesta si mostra in edifici celebri come la Biblioteca o la Rocca, e Forlì, che presenta invece una fisionomia più composita ma non meno affascinante. È però allontanandosi un poco dai percorsi principali e addentrandosi in provincia che si possono fare incontri affascinanti. Seguendo la strada che da Forlì porta all’Appennino e quindi a Firenze si entra così in quella che viene chiamata la “Romagna toscana”, territorio geograficamente “interno” all’Emilia-Romagna eppure per secoli amministrato dalle signorie fiorentine e quindi ancora toscano per molti aspetti. Si incontra qui Castrocaro Terme, di origine romane ma di impronta decisamente medievale, con la sua Fortezza più volte modificata e riadattata in cui spiccano gli Arsenali Medicei, mirabile esempio di fortificazione rinascimentale. Altra preziosa testimonianza coeva si trova nella vicina Terra del Sole (che costituisce con Castrocaro un unico Comune dal punto di vista amministrativo): si tratta in questo caso di una vera e propria “città ideale” rinascimentale, concepita ed edificata con un preciso e organico modello di urbanizzazione in mente, quello per intendersi teorizzato dal Leon Battista Alberti. Terra del Sole fu costruita nel 1574 su progetto di Baldassare Lanci e concepita come cittadella fortificata seguendo quel tipo di indicazioni. Fortificazioni, castelli e rocche risalenti al dominio dei Malatesta abbondano in tutta la Romagna, così come i borghi panoramici sulle sue colline. Scendendo lungo la via Emilia in direzione di Cesena e addentrandosi da Forlimpopoli verso l’interno si incontra per esempio Bertinoro, un vero balcone naturale della Romagna: dalla sua piazza principale si può abbracciare con lo sguardo un’ampia fetta di Romagna, fino al mare (addirittura sembra che la torre del suo Palazzo municipale facesse da faro per i naviganti lungo la costa), mentre proseguendo verso l’Appennino si arriva a Pieve di Polenta, secondo la leggenda scenario degli incontri clandestini tra Paolo (Malatesta) e Francesca (da Rimini) resi immortali da Dante.


Albana, Sangiovese e altre storie: i sapori e gli aromi più autentici

Impossibile non parlare di enogastronomia nella terra di Pellegrino Artusi, padre nobile della cucina italiana (nacque a Forlimpopoli nell’agosto 1820). Prodotti simbolo qui sono i formaggi, per esempio lo squacquerone, immancabile nella “vera” piadina, o il formaggio di fossa di Sogliano al Rubicone, originariamente stagionato nel tufo. La Romagna è terra poi di vitigni storici come l’Albana (primo bianco italiano a ricevere la denominazione DOCG) e il Sangiovese: itinerari a tema permettono di apprezzare le diverse varietà prodotte sul territorio con visite guidate alle cantine e degustazioni. Durante l’estate, poi, sagre, grigliate e altre manifestazioni sono frequenti a Bertinoro, Longiano e negli altri borghi, e per chi ama la buona cucina e il buon vino un passaggio da queste parti è certo motivo di interesse.