Obesitá: “l’epidemia del nuovo millennio”
colpisce sempre piú bambini e ragazzi

Junk food, sedentarietà e poco sport ne sono le prime cause

Stando agli ultimi dati raccolti dalla COSI (la Childhood Obesity Surveillance Initiative) relativi al biennio 2015-2017, i paesi dell’Europa meridionale sono quelli col più alto tasso di bambini con problemi di obesità; “in paesi come Italia, Portogallo, Spagna e Grecia”, si legge nei rapporti della COSI, “sebbene i dati restino allarmanti, vi è stata una sensibile decrescita della percentuale di bambini obesi, grazie alle politiche efficaci adottate da queste nazioni, inerenti la gestione e prevenzione dell’obesità infantile”.La fascia d’età più colpita da problemi di sovrappeso e obesità è quella tra gli 11 e i 15 anni, a causa innanzitutto della facilità di reperimento dei cosiddetti junk food (i cibi preconfezionati, di scarso valore nutritivo e alto contenuto calorico) e delle bevande zuccherate. Anche altri fattori contribuiscono alla situazione, come pochezza di attività fisica, errate abitudini alimentari collegate al dove e al quando si mangia (è il caso dei fast-food sempre aperti), sedentarietà, e, infine, l’appartenenza a famiglie dallo status socio-economico più basso.


LO SCOPO: FORNIRE LA BASE CON CUI IMPLEMENTARE LE POLITICHE NAZIONALI

Un piano d’azione UE per combattere il problema

In vigore fino al 2020, è stato redatto nel 2014 l’Action Plan on Childhood Obesity; firmato dai Paesi membri, ha lo scopo di contribuire ad arrestare l’aumento di sovrappeso e obesità nei bambini e nei ragazzi fino ai 18 anni tramite delle linee guida comuni ai Paesi coinvolti fornendo delle indicazioni cui attenersi.Il Piano è diviso in otto aree d’intervento: sostenere un sano inizio della vita, promuovere ambienti sani (specie asili e scuole), rendere l’opzione sana la scelta più semplice, limitare la commercializzazione e la pubblicità rivolta ai bambini, informare e responsabilizzare le famiglie, promuovere l’attività fisica, monitorare il fenomeno e potenziare la ricerca.Tra i soggetti coinvolti, i 28 Stati dell’UE, la Commissione europea e le organizzazioni internazionali quali l’Oms, le Ong, l’industria e gli istituti di ricerca.


I DANNI

L’eccesso ponderale porta, da adulti, numerosi rischi

L’obesità, già di per sé importante fattore di rischio di malattie croniche, se presente in età pediatrica si associa ad una più precoce insorgenza di patologie tipiche dell’età adulta, oltre ad essere fattore predittivo di obesità in futuro.Possono insorgere anzitempo, dunque, problemi cardiovascolari e polmonari (elevata pressione arteriosa, asma e apnea notturna), diabete di tipo 2, alcuni cancri e colesterolo alto, oltre a steatosi epatica e un’alterata tolleranza al glucosio. Problematiche muscoloscheletriche come varismo, valgismo, distorsioni e fratture sono infine estremamente diffuse.