Spegnere i consumi superflui
Un’illuminazione più corretta
permette di spendere meno

Progettare il giusto impianto aiuta a ridurre i costi

In Italia i costi delle bollette e dell’affitto incidono sul reddito familiare molto di più che negli altri Paesi d’Europa, assorbendo quasi il 38% del reddito di una famiglia. E il settore dell’illuminazione domestica, contrariamente a quello che si crede, ha un peso notevole su questo bilancio. Tuttavia, con qualche semplice (se non addirittura banale) accorgimento è possibile risparmiare su questa voce nelle odiate (ed odiose) bollette. Il primo, più immediato consiglio è quello di tenere accese solo le luci strettamente necessarie. È conveniente poi progettare una illuminazione adatta ai diversi ambienti della casa per evitare sprechi, sfruttare il più possibile la luce naturale e scegliere tappezzerie e colori che aiutino la diffusione della luminosità, naturale o artificiale che sia. Si rivela molto utile anche installare sistemi di controllo del flusso luminoso: sensori di presenza, dimmer che permettono di variare l’intensità luminosa, interruttori temporizzati o ancora regolatori di flusso che dosano la luce a seconda delle condizioni naturali. Questi tipi di dispositivi permettono di risparmiare fino al 50% sul consumo dell’energia elettrica. Un altro accorgimento altrettanto utile per la riduzione dei costi è quello di sostituire gli obsoleti bulbi a incandescenza con le più economiche lampadine a risparmio energetico o al led. L’Unione europea, ormai da diversi anni, ha messo al bando le lampadine a incandescenza, di fatto eliminandole gradualmente dal mercato.


FOCUS

Stand-by: quanto pesa nella fattura elettrica

Quando mettiamo in stand by un’apparecchiatura elettronica questa continua a consumare energia elettrica. E, secondo uno studio effettuato a livello europeo, è emerso che il fenomeno dei consumi in stand by pesa circa il 10% sulla bolletta dell’energia elettrica ed è responsabile dell’emissione di circa 19 milioni di tonnellate di CO2 annue. Ovviamente più l’apparecchiatura è obsoleta, più sarà alto il consumo in standby. Qualche trucco per spegnere tutti gli apparecchi quando non si usano? Utilizzare delle semplici multiprese con interruttore manuale o i più evoluti stand-by stop cioè dei multipresa che si disattivano con l’impulso del telecomando oppure le nuove multiprese wifi, cioè dei dispositivi “Internet of things” che si disattivano tramite lo smartphone indipendentemente che tu ti trovi in caso o no.


ALTERNATIVE

Risparmio energetico o led: quale lampadina?

Le lampadine a risparmio energetico illuminano grazie a una scarica generata da una differenza di potenziale tra due elettrodi immersi in un gas che permette un rendimento maggiore rispetto alle vecchie lampadine. Il costo della lampadina a risparmio è superiore a quello dei tradizionali modellia incandescenza, ma viene ammortizzato grazie a un rendimento e a una durata di vita maggiori. Le lampadine a fluorescenza possono raggiungere le 10mila ore di funzionamento contro le 1000 di quelle a incandescenza e le 2000 di quelle alogene. La presenza di mercurio, non permette però lo smaltimento nella normale spazzatura, occorre quindi rivolgersi alle isole ecologiche comunali. I LED (Light Emitting Diode) si basano sull’emissione di fotoni da parte di diodi alimentati da un circuito elettronico: questa tecnologia assicura i più elevati standard di efficienza e durata. Il risparmio rispetto alle tradizionali lampadine alogene arriva anche all’80-90% e la durata supera le 50mila oredi utilizzo. A differenza delle lampade a filamento, inoltre, i LED non si fulminano, ma riducono la loro funzionalità in modo progressivo. I LED vanno smaltiti dal sistema comunale di raccolta di Rifiuti Elettrici ed Elettronici.