L’occasione per un’esperienza di vita
storia e obiettivi del progetto Erasmus

Il programma europeo che consente di studiare all’estero

Era il 1969 quando Sofia Corradi, pedagogista e consulente scientifico della Conferenza permanente dei rettori delle università italiane, ebbe un’intuizione: realizzare scambi di studio fra universitari europei. Come tutti i progetti brillanti ma ambiziosi, ci vollero vent’anni perché divenisse realtà: nel 1987 viene ufficialmente approvato il programma Erasmus. Ad oggi, il programma è riuscito a promuovere la mobilità di milioni di studenti, provenienti da migliaia di istituzioni universitarie sparse per il continente. Ma come funziona il progetto Erasmus? E’ molto semplice. Esso dà la possibilità a uno studente europeo di studiare o effettuare un tirocinio in un paese dell’Unione, o in alcuni paesi non associati come Liechtenstein, Islanda, Norvegia e Turchia, per un periodo che va dai 3 ai 12 mesi. Ogni anno vengono stanziati dei finanziamenti per l’avvio dei progetti, i quali vengono ripartiti tra tutti gli studenti partecipanti sotto forma di borsa di studio utilizzabile per le spese di sostentamento.
I posti sono soggetti ad un concorso pubblico e chi intende partecipare deve farlo attraverso un bando reperibile sul sito internet della facoltà. Sarà un’apposita commissione a valutare i requisiti dei candidati componendo le graduatorie. E, una volta partiti, quali sono i compiti degli studenti erasmus? Gli stessi che avevano in Italia: essi devono affrontare gli esami nell’università ospitante, facendoseli poi riconoscere nell’università del proprio paese. Ma quali sono le motivazioni che spingono uno studente ad aderire al progetto? Per molti il programma Erasmus offre semplicemente l’occasione di vivere da soli all’estero per la prima volta. Un’altro motivo che spinge in molti a partecipare è l’opportunità di apprendere una lingua che potrà essere in seguito spendibile nel mondo del lavoro. Infine, per l’interesse di conoscere un paese diverso, ed avere in seguito la possibilità di trasferirsi all’estero in maniera definitiva. Il programma Erasmus, infatti, non è considerato solo un’esperienza di studio, ma anche un’occasione per imparare a convivere con culture diverse.
Infine, c’è un aspetto da non sottovalutare del progetto, che è quello occupazionale. Secondo le ultime analisi, infatti, l’80% di chi vi partecipa riuscirebbe a trovare lavoro prima degli altri: i datori di lavoro vedono chi ha svolto questa esperienza come una persona indipendente, che conosce le lingue e che ha dunque una marcia in più rispetto alla concorrenza.


Una marcia in più con Erasmus +: per singoli e organizzazioni

Nel 2014, la nascita di Erasmus + segna una svolta nella storia del progetto Erasmus. Il programma combina e integra una serie di meccanismi di finanziamento attuati dall’Unione Europea fino al 2013, offrendo l’opportunità di effettuare periodi di studio, formazione, esperienze lavorative o volontariato all’estero. Gli ambiziosi obiettivi sono molteplici: ad esempio, creare o migliorare partenariati tra istituzioni e organizzazioni nei settori dell’istruzione, della formazione e dei giovani e il mondo del lavoro, concedendo finanziamenti non solo a università e istituti di formazione, ma anche a partenariati innovativi, le cosiddette “alleanze della conoscenza” e “alleanze delle abilità settoriali”. In ambito sportivo, il programma si concentra su progetti transnazionali volti a sostenere gli sport amatoriali.