Jackfruit: il “gigante buono” della frutta,
ricco di benefici per il nostro organismo

Alto contenuto di vitamine e antiossidanti

In una classifica della frutta esotica più… esotica si piazzerebbe sicuramente ai primi posti, non fosse altro che per la difficoltà a farlo crescere alle nostre latitudini: il jackfruit, conosciuto anche come giaca o jacko, è il più grande frutto da albero al mondo (e l’albero che lo produce è a sua volta il più grande della categoria), ha un odore decisamente sgradevole quando è maturo, ma ha molte proprietà benefiche. Il frutto adulto ha un peso variabile tra i 4 e i 10 kg e viene annoverato tra i superalimenti in ragione della quantità di nutrienti che offre: in particolare, è ricco di vitamine e antiossidanti, utili a proteggere il sistema immunitario e mantenere in salute la vista; la sua fibra ha proprietà lassative e il buon contenuto di zuccheri e calorie lo rendono energizzante; contiene inoltre dosi importanti di magnesio, ferro e calcio; infine, offre un buon apporto di potassio, necessario per regolare i valori della pressione sanguigna. Si aggiunga a queste proprietà benefiche il fatto che ha un sapore ottimo, a metà tra ananas e mango, e si avrà un quadro decisamente lusinghiero di questo frutto.


L’areale di diffusione dell’albero

L’habitat originario del jackfruit è l’India, dove è conosciuto e apprezzato da tempi lontanissimi. Da qui la coltivazione si è diffusa in tutto il Sud-Est asiatico, in particolare Filippine, Indonesia e Thailandia, quindi in altre zone come l’Africa o il Brasile. L’albero comunque ha difficoltà a sopravvivere al di fuori dei climi tropicali, quindi la sua diffusione è relativamente limitata: esistono del resto campi di jackfruit in Florida e, persino, in parti del Giappone.


CONSIGLI

Come apprezzarlo al meglio

Prima di mangiare un jackfruit occorre fare un po’ di pulizia: come per l’ananas, vanno tolti buccia esterna e fibra centrale (i semi si mangiano arrosto). Ciò che resta può essere consumato sia crudo, come un qualsiasi frutto, sia cotto secondo numerose varianti naturalmente caratteristiche della cucina asiatica e in particolare indiana: tipico è per esempio il chakka thoran indiano, che mescola la polpa del frutto con cocco e spezie. Più recenti, ma in progressiva diffusione, sono invece le ricette che impiegano la polpa come sostitutivo della carne, per esempio in tacos e sandwich, per il suo alto contenuto di proteine.