Disturbi specifici di apprendimento, tocca
alle scuole trovare le giuste forme didattiche

La decisione / Con un testo legislativo del 2010 dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia sono finalmente state riconosciute come “DSA”

Con la legge numero 170 dell’8 ottobre del 2010 la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia sono state riconosciute come Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). Grazie a questa legge è stato assegnato al sistema nazionale di istruzione e agli atenei il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché alunni e studenti con DSA possano raggiungere il successo formativo. Sono coinvolte in tali disturbi: l’abilità di lettura, di scritdiscitura e di fare calcoli. Sulla base dell’abilità interessata dal disturbo, i DSA assumono una denominazione specifica: dislessia (lettura), disgrafia e disortografia (scrittura), discalculia (calcolo). Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Istruzione il numero di alunni con DSA sul totale dei frequentanti è costantemente cresciuto ed è passato dallo 0,7% del 2010/2011 fino al 3,2% del 2017/2018 (ultima rilevazione) e sarebbe tra l’altro ulteriormente in aumento. L’incremento del numero di certificazioni registrato nell’arco degli ultimi quattro anni è notevole: quelle relative alla dislessia sono salite da circa 94 mila a 177 mila, segnando un tasso di crescita dell’88,7%; le certificazioni di disgrafia sono passate da 30 mila a 79 mila, con una crescita del 163,4%. Anche il numero di alunni con disortografia certificata è aumentato notevolmente, passando da circa 37 mila a 92 mila (+149,3%; gli alunni con discalculia sono aumentati da 33 mila a poco meno di 87 mila (+160,5%).


Piani didattici personalizzati per alunni con Dsa

Il documento / Andrà redatto entro il primo trimestre dell’anno

Per dare una risposta concreta al problema dei Disturbi Specifici di Apprendimento il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha pensato ad un Piano didattico personalizzato. Si tratta di un documento di programmazione con il quale l’istituto scolastico definisce tutti gli interventi che intende mettere in atto nei confronti degli alunni con esigenze didattiche particolari, ma non riconducibili alla disabilità (in caso di disabilità, come è noto, il documento di programmazione si chiama PEI, Piano Didattico Individualizzato, completamente diverso per contenuti e modalità di definizione). Per gli alunni con DSA un documento di programmazione personalizzato è di fatto obbligatorio, come pure i tempi massimi di definizione (entro il primo trimestre scolastico). Il consiglio di classe predispone dunque un Piano didattico personalizzato, nelle forme ritenute più idonee e nei tempi che non superino il primo trimestre scolastico, articolato secondo le discipline coinvolte nel disturbo, che dovrà contenere: i dati anagrafici, la tipologia del disturbo, le attività didattiche individualizzate, le attività didattiche personalizzate, gli strumenti compensativi, le misure dispensative e le forme di verifica e di valutazione personalizzata. L’obiettivo è quello di mettere a proprio agio lo studente e soprattutto di porlo nelle condizioni di imparare come tutti gi altri.