Befana e Re Magi: diverse leggende sull’antico legame tra queste figure

Obiettivo / Le storie che inseriscono la vecchietta nel viaggio dei tre sacerdoti a Betlemme tentano di ‘cristianizzare’ un personaggio dalle origini pagane

Una leggenda cristiana risalente intorno al XII secolo, racconta che i Re Magi, in viaggio per Betlemme, avessero chiesto informazioni sulla strada ad una vecchia, e che avessero insistito perché lei andasse con loro a portare i doni al Salvatore. La vecchia rifiutò, ma poco dopo, pentita, preparò un sacco pieno di doni e si mise in cerca dei Magi e del bambino Gesù. Non trovandoli bussò ad ogni porta e consegnò i doni ai bambini sperando di potersi così far perdonare la mancanza. Da allora gira il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per espiare il proprio senso di colpa. Narra un’altra leggenda che la Befana, la notte in cui passarono i Magi diretti a Betlemme per onorare il Bambino Gesù, era così presa dalle faccende domestiche, da non potersi occupare di loro. Attese così il loro ritorno, ma sembra che i Magi presero un’altra strada. Ogni dodicesima notte allora – ossia la dodicesima notte dopo il Natale – si dice ella speri di vederli passare.


Chiave di lettura: il dualismo tra ‘bene’ e ‘male’

Origini / Da dove nasce l’immagine della strega ‘brutta’ e spesso cattiva

La festa della Befana è probabilmente l’evoluzione di un rito pagano legato all’agricoltura che si fa risalire tra il X e il VI secolo a.C. con il quale si ringraziava per il raccolto dei dodici mesi precedenti e ci si augurava un fecondo anno nuovo. I Romani, infatti, credevano che nelle dodici notti dopo il Natale – che rappresentano i dodici mesi dell’innovativo calendario romano – delle figure femminili volassero sui campi coltivati, per propiziare la fertilità dei futuri raccolti, da cui il mito della figura “volante”. La Befana, comunque, non ha nulla a che vedere con il significato religioso dell’Epifania. Da dove nasce, allora, l’idea della befana-strega? Alcuni pensano che sia legata al fatto che, a partire dal IV secolo d.C., la Chiesa di Roma iniziò a condannare tutti i riti pagani. Si pensava che dietro essi si celassero influenze sataniche. Da qui il passaggio alla figura apparentemente malevola della Befana, tuttora rappresentata come una figura cattiva e “brutta” ma allo stesso tempo buona visto che, secondo la tradizione popolare, vola su una scopa, fa visita ai bambini e dona loro dolci o carboni a seconda che siano stati bravi o cattivi nell’anno passato. Alcuni ritengono poi sia la personificazione di Madre Natura: questa, giunta alla fine dell’anno invecchiata e avvizzita, offre regali che potrebbero simboleggiare dei semi da cui lei rinascerà bambina.


Curiosità

Tanti nomi e altrettante identità

In alcune versioni, si dice che la Befana sia la moglie di Babbo Natale o, in altre, una sua amica o una sua parente; in altre ancora si narra che siano in leggera conflittualità visto che il signore in rosso andrebbe a spargere la voce della non esistenza di questa vecchina. In altre, infine, si racconta che la Befana abbia un marito (Il Befanotto) molto vecchio, brutto a tal punto da incutere terrore nei bimbi vedendolo arrivare, mentre accompagna la sua vecchia e malandata moglie. La Befana ha poi, non solo molte leggende che la riguardano, ma anche nomi diversi a seconda della regione o della città d’Italia in cui viene festeggiata: Barbasa a Modena, Vecchia a Pavia, Redodesa o Marantega a Venezia, Berola a Treviso, Bazara in Liguria.