Superati i due milioni di posti di lavoro

È il livello più alto di sempre. Di questi, 1,2 sono impiegati nel terziario

MAI TANTI posti di lavoro in Emilia-Romagna. Il dato registrato nel terzo trimestre del 2018 sfonda, per la prima volta, il tetto dei due milioni. Per la precisione: due milioni e cinquemila persone. Si tratta di 46mila unità in più rispetto allo stesso periodo del 2017. E si stima che il trend positivo proseguirà anche nel 2019, con un + 0,6%. Siamo a un livello mai raggiunto in precedenza nel nostro territorio, neppure prima della grande crisi cominciata nel 2008. Il tasso di occupazione è vicino al 70%; quello femminile, che sfiora il 63%, è tra i più alti in Italia. E, nei primi dieci mesi del 2018, le ore di cassa integrazione autorizzata sono calate del 50%.

VEDIAMO come sono ripartiti, settore per settore, questi lavoratori. Il terziario – inteso nel suo complesso – fa la parte del leone, con un milione e 297mila occupati; di questi, 402mila sono impiegati nel settore commercio, alberghi e ristorazione, 895mila in altre attività dei servizi. Il comparto dell’industria conta in totale 638mila addetti: 533mila nell’industria in senso stretto, 105mila nelle costruzioni; 70mila persone sono infine occupate nell’agricoltura. La grande parte degli occupati della nostra regione hanno un contratto di lavoro da dipendente: sono un milione e 563mila; di questi, 753mila donne e 810mila uomini. Sono così ripartiti: 986mila nel terziario in complesso, 544mila nell’industria in complesso, 33mila in agricoltura. Un milione e 283mila sono assunti a a tempo indeterminato, 279mila a tempo determinato. Sono 443mila (145mila donne e 297mila uomini) gli occupati indipendenti (cioè liberi professionisti, imprenditori, co.co.co, ecc): 311mila nel terziario in complesso, 94mila nell’industria in complesso, 37mila in agricoltura.

PARLANDO invece del tasso di disoccupazione – che aveva raggiunto il suo valore minimo nel 2008, fermandosi al 2,8%, per toccare l’8,4% nel 2013 – nel 2018 si è ridotto sensibilmente (5,9%) per scendere ancora, fino al 5,7%, nell’anno in corso. I dati e le stime (di Prometeia), si ricavano dal Rapporto 2018 sull’economia regionale dell’Emilia- Romagna. In generale, si tratta di numeri in controtendenza rispetto al rallentamento congiunturale registrato a livello nazionale. Ci sono però alcuni segnali di decelerazione, che gli analisti invitano a non sottovalutare. Si avvertono tra le imprese manifatturiere più piccole e quelle artigiane, mentre fatica ancora il settore del commercio, stretto tra la mancata ripresa della domanda interna e la crescita dell’e-commerce.


NUMERI NEGLI ULTIMI TRE ANNI OLTRE 9MILA NUOVI INGRESSI

Sanità, 1.200 assunzioni da gennaio

TANTI nuovi, più giovani, e con contratti a tempo indeterminato. In un contesto che registra percentuali di turnover da record, mediamente del 120% e con punte superiori al 150% per gli infermieri. È l’ultima fotografia, presentata in Regione, del personale impiegato nel Servizio sanitario dell’Emilia-Romagna. Sono 1.236 (882 nel comparto e 354 nella dirigenza) le assunzioni nei primi 3 mesi del 2019, con una media di 400 al mese; le stabilizzazioni, grazie agli accordi sottoscritti con i sindacati, sono 303 (94 nel comparto e 209 nella dirigenza). Negli ultimi dieci anni, si è abbassata l’età media dei medici: nel 2009, quelli con meno di 44 anni erano il 30%, a fine 2018 sfiorano il 40%. Si consolida così, anche quest’anno, la tendenza che ha visto il 2018 chiudersi con 4.223 assunti a tempo indeterminato, di cui 1.746 stabilizzazioni; nel triennio dal 2016 si sono registrati 9.106 assunti, compresi 3.204 usciti dal precariato.

IN TOTALE, nelle aziende sanitarie da Piacenza a Rimini, alla fine del mese di marzo si contano 10.342 fra medici, infermieri, ostetriche, tecnici e operatori assunti a tempo indeterminato, di cui 3.507 stabilizzati. «Confronto e condivisione con i sindacati – si legge in una nota della Regione – sono un valore aggiunto che ha portato a risultati unici nel panorama nazionale».