Reggio Emilia, incontro fra la cultura
della “bassa”e anima contemporanea

Un profilo a più facce ma sempre interessante

Nel cuore della pianura padana, Reggio Emilia è come sospesa tra passato e futuro: una sosta estiva è un’ottima occasione per osservare la città più da vicino. Per gli appassionati di storia Reggio Emilia è prima di tutto la città del Tricolore: chi la visita per la prima volta, allora, deve passare alla Sala del Tricolore, dove la bandiera italiana venne tenuta a battesimo, e ancora al Museo omonimo. La città vanta, del resto, molte testimonianze storico-artistiche preziose, al Palazzo dei Musei, nella Galleria Parmeggiani o nell’architettura religiosa locale. La zona nord della città esprime meglio invece l’anima moderna di Reggio Emilia: qui sorgono il famoso ponte di Calatrava e la moderna stazione dell’alta velocità MedioPadana. La neue Reggio Emilia, del resto, ha molti altri edifici interessanti da ammirare, come la Fonderia 39 o lo Spazio Gerra, in centro. A Reggio Emilia, dunque, tradizione e innovazione coesistono in maniera particolare, e il periodo estivo è forse un buon momento per una visita in tranquillità.


Dove e come si produce il Parmigiano Reggiano

È una delle eccellenze del territorio, e organizzandosi per tempo si possono organizzare visite guidate agli antichi “caselli” (caseifici) della zona reggiana, per osservare il processo di lavorazione del latte nelle diverse fasi che portano poi alla “forma” pronta per il consumo. È prevista, naturalmente, una degustazione a fine visita. Maggiori informazioni su orari e modalità di visita possono essere richieste al Consorzio del Parmigiano Reggiano (www.parmigianoreggiano.it).


FUORI PORTA

Tour fra il fiume Po e la via Emilia

La cosiddetta “bassa” reggiana è terra di borghi sonnacchiosi ma affascinanti, e un tour di questo piccolo territorio compreso tra il fiume Po e la via Emilia permette di scoprire tesori nascosti e mitici luoghi narrativi: Brescello, per esempio, teatro dello scontro tra Don Camillo e Peppone, o Gualtieri, che ha visto nascere il pittore Antonio Ligabue. In tutta l’area si ammirano poi antiche dimore nobiliari o fortificazioni dell’epoca dei Gonzaga. Sulle rive del Po, infine, si mostra appieno la civiltà contadina sviluppatasi attorno al grande fiume, con le sue usanze, le sue opere e la sua (ottima) cucina.