Il mare come risorsa anche quando
si tratta di bruciare calorie

Faticare può rivelarsi davvero divertente

Per tenersi in forma, le vacanze in spiaggia sono una tavola imbandita di occasioni: basta coglierle. Certo, si deve vincere la pigrizia e, se non si è inclini a queste battaglie, saper cogliere le opportunità. La passeggiata sulla battigia è una di queste: costa maggior fatica di una camminata su superficie rigida e brucia non poche calorie. Utile, quindi, ancor più se alternata ad un corpo a corpo con le onde: affrontarle richiede energia, energia che così si consuma. Come si bruciano almeno 120 calorie in un’ora di frisbee o, in presenza di un compagno a quattro zampe: lancio della palla da tennis e attesa del pronto recupero. Per i regressivi, il buon vecchio castello di sabbia costa fatica, conducendo per mano all’infanzia. Per chi invece non conosce pigrizia, c’è l’imbarazzo della scelta. Dall’acquagym al nuoto, dal Water Nordic Walking al jogging, dalla subacquea alle varianti del surf: comunque vada, racchettoni, calcetto o yoga, tenersi in forma al mare è uno divertimento per tutti.


FOCUS

On the beach, 
non mancano ingredienti salubri

Perché una vacanza al mare può far bene? Ad esempio per la maggiore presenza di iodio, in favore di tiroide e metabolismo, buon antidoto contro riniti, asma ed allergie. Badando a proteggere la pelle, la luce solare svolge funzione antidepressiva, stimola la produzione di vitamina D, favorisce l’assimilazione del calcio: le ossa ringrazieranno. Con i sali minerali presenti nell’acqua di mare, circolazione ed epidermide traggono i propri benefici. Infine, la battigia: massaggiatrice instancabile delle piante dei piedi, rende soffice ogni passo. Aria aperta, insomma, e il buon umore è assicurato.


Abbronzatura

Tra indie-beauty e novità hi-tech

Se non si protegge la pelle, persino un’indimenticabile vacanza al mare finisce per diventare un danno: peccato, visto che nuove creme solari e dispositivi hi-tech offrono oggi soluzioni sempre più efficaci. A partire dalla disponibilità crescente di filtri protettivi ‘green’ e ‘clean’, quasi assenti di componenti chimiche e composte da un connubio minimalista di sostanze. Cresce il numero di local brand che, grazie allo shop online, sottraggono porzioni di mercato persino a multinazionali specializzate; l’indie-beauty, in sostanza, pervade sempre più il segmento della protezione solare, grazie ad una produzione autoctona, frutto di mini-coltivazioni di ingredienti e una filiera realizzativa a conduzione familiare. A ciò si aggiunga l’evoluzione tecnologica, che squaderna una quantità di rilevazioni preziose, ad esempio, sull’esposizione al sole: basta un sensore, senza batterie ed agganciato al costume con una clip, per monitorare raggi UV, inquinamento, umidità, presenza di pollini.