Liberazione e rinascita: il significato della festa per ebrei e cristiani

Valore religioso / Per i cattolici la celebrazione più importante dell’anno liturgico segna la libertà dal peccato che si compie con la morte e resurrezione di Cristo

Pasqua, una sola parola per due tradizioni religiose diverse: quella ebraica che, con questo termine, indica la celebrazione della liberazione dalla schiavitù dell’Egitto, e quella cristiana che commemora la resurrezione di Cristo. In ebraico, il termine si richiama al verbo “pāsaḥ” – ovvero “passare oltre” – del Dio d’Israele, in concomitanza dell’avvenuta eliminazione dei primogeniti egiziani, e nella simbologia biiblica anche come passaggio alla libertà, come salvezza degli ebrei. Il popolo ebraico, infatti, era schiavo in Egitto, e a nulla erano valse le nove piaghe che, per ottenere la liberazione, Mosè aveva fatto lanciare da Dio contro il Faraone. Nella decima, però, Dio muove Mosè affinché ogni famiglia ebrea uccida un agnello, con il suo sangue ricopra l’ingresso delle case, ne mangi le carni arrostite con pane azimo ed erbe, per poi disporsi alla partenza. Dio, quindi, passa di porta in porta, uccidendo tutti i primogeniti, astenendosi però dal farlo laddove il sangue imbratta l’architrave. Davanti alla morte di tanti giovani egiziani, il Faraone capitola, allenta la presa e il popolo ebraico fugge.Secondo tradizione cristiana, invece, la parola “Pasqua” ha origine da altro significato, significato che scaturisce da una fallace etimologia assunta in Oriente, secondo cui il termine deriverebbe dal verbo “patire” (in greco, πάσχειν), connotazione presente nel concetto di passione e morte di Cristo, al punto che tuttora i greci chiamano il “venerdì santo” Pasqua della Crocifissione. Le successive interpretazioni della Chiesa hanno poi riequilibrato il senso del termine, da atto di morte a rinascita nella resurrezione.


Liturgia

Celebrazionia porte chiuse e in streaming

Viste le restrizioni imposte per il contenimento del contagio del Coronavirus, vescovi e parroci potranno dare luogo a celebrazioni senza il popolo da trasmettere in diretta in tv e streaming. Questo il calendario delle celebrazioni del Papa che saranno trasmesse in tv: il 9 aprile, Giovedì Santo, alle ore 18 Messa ‘in Coena Domini’. Il 10 aprile, Venerdì Santo, alle 18 celebrazione della Passione del Signore e, alle 21, sul sagrato della Basilica di San Pietro si svolgerà la Via Crucis. Sabato Santo, 11 aprile, la veglia nella Notte Santa alle ore 21 e il 12 aprile celebrazione per la Resurrezione del Signore alle ore 11, a seguire la benedizione “Urbi et orbi”.


Origini

Richiami alla Festa pagana di Ostara

La Pasqua incorpora nelle sue origini tradizioni precristiane. In particolare la si può far risalire alla festa pagana di Ostara con cui le popolazioni germaniche celebravano la rigenerazione della natura e la rinascita della vita, coincidente con l‘equinozio di primavera.


Curiosità

Simbolo giamutuata dal paganesimo

Parecchi elementi della tradizione pagana antica furono inglobati dalle festività attuali, tra questi si possono citare il coniglio pasquale, simbolo di fertilità e prosperità e l’uovo, simbolo dell’embrione primordiale da cui scaturisce la vita.