Wedding cake: tradizione o innovazione
Come risolvere un goloso dilemma…

Torte / Scenografiche da vedere e, naturalmente, buone da mangiare: come combinare le due cose?

La wedding cake, la torta di matrimonio, è l’atto finale della cerimonia e, come tale, deve lasciare il segno: per sceglierla serve dunque considerare tanto l’aspetto scenico quanto il gusto, anzi magari concentrarsi più sul primo. La torta a più piani è da tempo la regina del genere: pure, le declinazioni del modello sono tante e ce n’è, letteralmente, per tutti i gusti. Per gli amanti del classico ci sono strutture sobrie e raffinate, che riproducono le levigature proprie di materiali nobili come il marmo e l’oro: in marble o golden cakes, infatti, il rivestimento è essenziale ma di sicuro effetto. Grande classico è anche la torta a motivo floreale, dove i fiori possono essere inseriti concretamente o disegnati. Per chi cerca effetti più vistosi si consigliano invece le torte ad effetto arcobaleno o quelle “gocciolanti” (la dripping cake, con la colata di caramello, cioccolato e altre golosità preparata ad arte, è in effetti tra le favorite), o ancora le tante che invece sono modellate sull’abito da cerimonia di uno dei coniugi. Insomma, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.


I gusti

Composizione: il classico è una sicurezza

È vero che l’impatto scenico è molto importante, ma poi la torta va mangiata, quindi che indicazioni dare al pasticcere? Il consiglio è quello di restare sul classico, cercando di incontrare i gusti del maggior numero di presenti. La torta, come dicevamo, è l’atto conclusivo del ricevimento, ed è bene dunque che tutti gli invitati possano parteciparvi: meglio evitare allora composizioni troppo pesanti (in fin dei conti si è alla fine di un banchetto generalmente molto corposo) o gusti “di nicchia”. I sempreverdi millefoglie alla crema o il pan di Spagna farcito possono fare dunque al caso vostro. Se invece volete stupire i presenti non solo per l’aspetto ma anche per la composizione della torta, avete molte possibilità. Particolarmente attraente è per esempio la torta alle crêpes: sicuramente incontrerà il favore dei golosi, ma anche dolci tradizionali interpretati creativamente, per esempio monoporzioni di tiramisù, possono essere una buona idea.


Monoporzione

La torta nuziale scomposta: tendenza sempre più diffusa

Con il nome di monoporzione si intendono le wedding cakes per così dire destrutturate, dove cioè il dolce non ha un corpo unico ma è composto da più dolci creativamente assemblati. L’idea è relativamente recente ma sta incontrando crescente favore per il notevole effetto scenico che garantisce ma anche per la sua praticità. Anche qui, la tipologia conosce varie interpretazioni e rielaborazioni creative. Un’alzata di monoporzioni invece della classica torta, se ben disegnata, è dunque un ottimo modo per impressionare i presenti e, spesso, per riuscire a consumare meglio il dolce: essendo già diviso, infatti, si evita di sprecarlo e si può anche pensare a una maggiore diversificazione dello stesso. È il caso per esempio delle torte a pancakes, molto in auge anche in Italia, dove si possono variare composizione e dimensioni degli stessi in modo da accontentare tutti i gusti (e gli stomaci…). Fatta salva la torta principale, quella destinata al taglio rituale da parte degli sposi, si può pensare allora a un assortimento di vario tipo e natura nella composizione dei piani. Ovviamente tenendo bene a mente un’idea e un motivo complessivo che dia coerenza all’insieme. In questo è naturalmente fondamentale il supporto di un bravo pasticcere, che potrà dare i giusti consigli su cosa si può ed è preferibile fare per ottenere una wedding cake davvero memorabile.