Ortofrutta protagonista per tre giorni

Oggi al via l’edizione 2019 di Macfrut, rassegna internazionale di tutta la filiera

di EMANUELE CHESI

IL FUTURO dell’ortofrutta, prima voce dell’export agroalimentare italiano con 8,4 miliardi di euro, passa dall’innovazione e dall’internazionalizzazione. Sono queste le linee guida dell’edizione 2018 di Macfrut, la rassegna internazionale organizzata da Cesena Fiera nei padiglioni fieristici di Rimini da oggi al 10 maggio. Un evento che ha conquistato un ruolo specifico in quanto vetrina di tutta la filiera ortofrutticola dalla produzione alla tecnologia, passando per il packaging e le sementi. «Macfrut riflette la leadership italiana in diversi ambiti – afferma Renzo Piraccini, presidente di Cesena Fiera – La chiave è puntare su innovazione e internazionalizzazione. Solo così il settore può produrre ulteriore ricchezza ed essere trainante per l’export».

LA dimensione internazionale di Macfrut è testimoniata dai numeri dei partecipanti: 1.100 espositori (il 25% esteri), 1.500 buyer invitati, 60 eventi, Africa Subsahariana partner della fiera (200 aziende da 14 nazioni), contatti con decine di paesi esteri grazie alle continue missioni internazionali di Cesena Fiera e agli eventi organizzati in giro per il mondo. E per la prima volta sarà presente anche Cuba con cinque aziende.

TANTE le novità in mostra negli otto padiglioni di Rimini. In fiera sarà allestito il ‘Greenhouse technology village’, una vetrina di innovazioni destinate a diventare strumenti di lavoro quotidiani per i produttori. Tecnologia spinta che non vuol dire che i prodotti saranno meno naturali, ma anzi più puliti, più salutari e più rispettosi dell’ambiente. Un esempio: in una grande serra sarà allestita una coltivazione di insalata con la tecnologia del flotting. In sostanza l’insalata galleggia sull’acqua in appositi contenitori e dopo 25 giorni viene raccolta in un impianto interamente robottizzato. Ormai non è fantascienza pensare alla possibilità di coltivare ortaggi in casa propria con ‘vertical farm’ e produrre baby leaf (insalate adulte di dimensioni molto ridotte) o micro green in piccoli ambienti domestici.

LE TECNOLOGIE dell’irrigazione sono invece al centro di ‘AcquaCampus’ il progetto in partnership tra i Consorzi di bonifica associati, i laboratori tecnicoscientifici di ricerca del Canale Emiliano Romagnolo e Cesena Fiera. Sarà una vetrina delle novità riguardanti il risparmio di risorse idriche in agricoltura e l’ottimizzazione di tutte le tecnologie più avanzate in campo. Il terzo polo delle aree dedicate all’innovazione è ‘Macfrut in Campo’, una grande area sempre allestita all’interno dei padiglioni della fiera dove viene riprodotto un vero e proprio campo prova con all’opera le macchine agricole più innovative.

IL CARTELLONE dell’evento propone inoltre una sessantina di appuntamenti di rilievo per il settore, in primo luogo il Tropical Fruit Congress, summit europeo dedicato ai frutti tropicali. In tema di logistica ci sarà un evento organizzato dal porto di Trieste, Emirates Cargo e Mercato di Padova sulle opportunità aperte dall’accordo ‘Via della Seta’ tra Italia e Cina. Infine il Macfrut Innovation Award, premio indetto insieme all’Informatore Agrario per valorizzare l’innovazione nella produzione e nelle tecnologie della filiera ortofrutticola.


L’INTERVISTA IL RUOLO DI MACFRUT SECONDO IL PRESIDENTE RENZO PIRACCINI

«Una vetrina per le nostre eccellenze»

LA TRE giorni della fiera è il momento centrale di un lavoro che dura tutto l’anno, portato avanti dalla squadra di Cesena Fiera. «Siamo pronti per l’edizione 2019 di Macfrut – spiega il presidente Renzo Piraccini – in cui registriamo una crescita di circa il 6% della superficie espositiva e dellacomponente estera, sia espositori che delegazioni. Nuovi spazi dinamici rendono la nostra fiera unica nel panorama internazionale. Una rassegna a misura di visitatore, oltre che di espositore».

Presidente, cosa caratterizza le imprese italiane che, troppo spesso, soffrono rispetto a quelle di altre nazioni?

«Non tutti i comparti soffrono. Vi sono settori in crescita specie a livello internazione. Penso al vivaismo, alle tecnologie per la selezione, al packaging, ai software gestionali. In questi campi le nostre imprese corrono veloci. Sul fronte produttivo invece soffriamo. Non è una novità: il mercato globale è molto competitivo e occorre aumentare la nostra competitività, non sperare che gli altri retrocedano».

Quale ruolo deve svolgere una fiera in questo senso?

«Una grande fiera che si tiene in Italia è una straordinaria vetrina per mettere in mostra le nostre eccellenze. Dobbiamo rendere più attrattiva ai buyers internazionali anche la parte produttiva. Non ci sono ricette magiche e solo se riusciamo a rendere la nostra ortofrutta più competitiva ed attrattiva potremo crescere e conquistare maggiori spazi nel mercato. FruitAttraction è diventata grande quando le varie Regioni spagnole e l’ICEX hanno concentrato tutta le loro risorse nella kermesse di Madrid. Noi abbiamo diverse Regioni che lo hanno capito e sostengono Macfrut: penso al Veneto, all’Emilia Romagna, al Piemonte, alla Calabria per citarne alcune. Però dovremmo riuscire a coinvolgerle tutte e dare una panoramica completa sulla migliore produzione italiana».

Quale sarebbe lo scopo finale di questa collaborazione?

Dobbiamo portare un numero sempre maggiore di buyer internazionali in fiera. I compratori esteri vengono se hanno modo di vedere la completezza dell’offerta italiana e le tecnologie che permettono di selezionare la frutta migliore in modo da farla arrivare ai consumatori con gusto gradevole. Dobbiamo sfruttare la presenza a Macfrut per portarli nelle zone di produzione, fargli toccare con mano le eccellenze italiane. Serve un grande impegno del settore in questa direzione e la parte pubblica deve appoggiare questo sforzo».