Filiera in cresita

Boom dell’export di ortofrutta
Superata quota 5 miliardi: Germania primo mercato

L’ORTOFRUTTA continua a macinare dati positivi nel settore delle esportazioni, nonostante tutte le difficoltà interne.
L’anno scorso è stato raggiunto un risultato particolarmente significativo: per la prima volta è stato superato il muro dei 5 miliardi di euro (5,1 miliardi per la precisione, +2,5%) che pongono il settore ortofrutticolo al secondo posto come valore nell’agroalimentare italiano (Fonte Ice Agenzia). Solo il vino ha fatto meglio, con 6 miliardi di euro, tutto il resto viene dopo con conserve e succhi vegetali a quota 3,2 miliardi di euro, anch’essi cresciuti ma in misura minore (+1%).
L’anno passato sono state prodotte in Italia circa 18.400.000 tonnellate di ortofrutta destinata al consumo fresco (compreso le patate), il +3% rispetto al 2017. Oltre 6.000.000 di tonnellate hanno riguardato la frutta fresca, registrando un -5% sul 2016; 9.500.000 tonnellate hanno invece interessato gli ortaggi, +8% sul 2016 di cui circa 1.400.000 tonnellate di patate. Gli agrumi con circa 2.900.000 tonnellate sono saliti del 5% rispetto al 2016.

LA QUOTA maggiore dell’export è rappresentata dalla frutticoltura (3,7 miliardi di euro), minore ma sempre di rilievo la quota orticola (1,4 miliardi). Preoccupante un dato: i primi dieci Paesi destinatari dei prodotti italiani sono tutti europei, con la Germania ad assorbire quasi la metà dal prodotto (quota 42%, con un +5,8%). A seguire Francia (quota 14% del totale, +9,5%) e Austria (quota 8%). Ultimo dato, il Paese dove si è registrata la migliore performance dell’export italiano è stato la Spagna con un +12,8%. Il fatto che la Germania assorba il 42% delle esportazioni non è positivo. Si tratta di un mercato tradizionale, che già dagli anni Trenta del secolo scorso era ‘battuto’ dai commercianti di frutta italiani e romagnoli in particolare. Ma oggi con la globalizzazione è indispensabile che le aziende produttrici e di commercializzazione si aprano al resto del mondo.

LA CHIAVE di volta è rappresentata dalle innovazioni nel settore della logistica ma anche da un favorevole andamento dei costi nei trasferimenti dei prodotti. Grazie alla logistica, ai costi ridotti dei containers, all’uso di navi cargo e anche di aerei, tutto il mondo può essere raggiunto a costi accessibili.

TRASPORTARE un bilico di agrumi dalla Sicilia a Milano, costa, al chilogrammo, più o meno quanto si spende per esportare kiwi o pere in Sud Africa via nave. L’incidenza minore del mercato tedesco è riscontrabile nel caso di kiwi, uva da tavola, arance, mele e patate, mentre predomina con alte percentuali nel caso di pomodoro, ciliegie, fragole e albicocche. E’ indispensabile differenziare e imporsi anche in altri mercati, anche perché la Spagna sta esportando in Germania più di quanto era immaginabile solo qualche anno fa.

NEL 2017, il principale prodotto esportato dall’Italia in termini di volumi sono le mele (fonte Fresh- Plaza-Fruitimprese), con 974.697 tonnellate. Seguono: uva da tavola (con 498.175 tonnellate), kiwi (321.228), pesche e nettarine (222.194), pere (140.043), patate (122.506), arance (110.205), pomodoro da mensa (66.493), albicocche (44.579), fragole (15.457) e ciliegie (12.588 tonnellate). Le ciliegie registrano un alto valore, attorno ai 45 milioni in totale, superiore a quello delle fragole e vicino a quello delle albicocche.

Scarsa presenza oltreoceano

I prodotti italiani sono poco presenti sui mercati extraeuropei dove invece il consumo aumenta con la crescita della ricchezza.

 

Opportunità e costi favorevoli

Trasportare un bilico di agrumi dalla Sicilia in Germania ormai costa quanto spedire pere o kiwi in Sud Africa via mare.


Al banco Pesche e nettarine in crisi, ora i produttori si orientano verso i lamp

DI FRONTE alla crisi di produzioni tradizionali come pesche e nettarine, i cui ricavi spesso non coprono i costi di produzione, alcuni agricoltori hanno optato per colture innovative come i piccoli frutti. E, fra questi, il lampone è fra quelle in crescita, tanto che le aziende che dedicano dai 3mila ai 5mila metri quadrati ai piccoli frutti. La tendenza degli ultimi anni è questa vale a dire superfici mediamente estese, fino a 5.000 metri quadrati, che l’agricoltore dedica a queste specie. Il lampone ha una caratteristica molto apprezzata: entra in produzione in poco tempo. In Italia vi sono diverse zone in cui i piccoli frutti vengono coltivati con successo. Il Trentino è una delle zone più vocate, seguito dalla provincia di Verona e dal Piemonte. La Romagna sta crescendo negli ultimi tempi, così come la zona di Caserta. Calabria e Sicilia hanno areali ben consolidati, così come il Metaponto dove aziende come Apofruit contano molti soci produttori.

FRA i piccoli frutti, lampone e mirtilli sono quelli più coltivati. Seguono la mora, il ribes e le altre specie. La tendenza è di crescita per la mora. I consumatori non sono abituati a mangiare costantemente queste referenze. Spesso sono ancora visti come acquisto per una ricorrenza, come guarnizioni delle torte. E invece si prestano grazie alla loro praticità e all’alto contenuto in sostanze nutritive, comprese le vitamine. Scendendo nel dettaglio della distribuzione, i punti vendita potrebbero lavorare meglio. Capita di vedere i piccoli frutti posizionati vicino alle bilance, così da favorirne l’acquisto. Ma in realtà sono specie delicate e andrebbero conservate nel banco frigo. Anche sul fronte packaging si può fare di meglio: esistono in commercio alcune soluzioni valide, mentre altre, ancora molto usate, non favoriscono il mantenimento.

I LAMPONI producono in media 10-12 quintali ogni mille metri quadrati. Il prezzo di vendita varia mediamente dai 5 ai 10 euro il chilogrammo all’ingrosso, con punte di 12-14 nella vendita diretta a pasticcerie, gelaterie e ristoranti. Una pianta resta produttiva per 6 anni. Con una produzione lorda vendibile di circa 25mila-30mila euro ogni 5.000 metri quadrati, il lampone è fra le prime colture esistenti nel rapporto tra redditività e superficie.

2018-05-08T12:20:53+00:00Argomento: FOOD&BEVERAGE|Speciale |