Macfrut Innovation Award sul podio

Molte aziende emiliano-romagnole insignite del prestigioso riconoscimento

LA COMPETIZIONE nel campo ortofrutticolo si vince se si hanno strumenti adatti per essere all’avanguardia. E a Macfrut saranno presentate diverse novità, premiate al MacfrutInnovation Award. A salire sul podio nella sezione ‘Sementi e cultivar’ è il Melone Corallo (O.P. Agricola Campidanese in provincia di Oristano) che incrocia il colore della varietà Piel de Sapo con il gusto dolce del melone Charentais. Oro anche per Biozon (Multiossigen S.p.A., Gorle – BG; categoria agrofarmaci e fertilizzanti), l’olio vegetale trattato con ozono, una sostanza corroborante (ovvero in grado di esaltarela capacità di resistenza della pianta alle avversità, malattie comprese) a impatto ambientale zero, utilizzabile anche in agricoltura biologica. È readyto-eat lo snack con medaglia d’oro che abbina 100 gr di frutta e verdura già lavate a varie tipologie di formaggio: BuoninsiemeSolarelli è un’idea nata dalla collaborazione di due aziende romagnole, Apofruit Italia e Antica Cascina (Fc). SPAZIO alle innovazioni per la IV gamma anche nella categoria ‘Strutture e attrezzature per le colture protette’; con Hoover Crab (Hortech S.r.l., Agna – PD), il potente aspiratore che si guadagna il riconoscimento più alto per il sistema di pulizia di colturali e di foglie. Sul fronte ‘Logistica e servizi’, Opi (Evja S.r.l., Acerra – NA) vince la selezione per il supporto intelligente che ottimizza il ciclo colturale prevenendo anche le malattie delle piante con l’utilizzo combinato di Internet of things (sensori in campo che trasferiscono dati in tempo reale ad un software), intelligenza artificiale e modelli agronomici. Anche il packaging sfila al MacfrutInnovation Award e assegna il primo premio al vassoio ‘con airbag’ per la frutta delicata o ready-to-eat: è il Soft FruitProtector (Ilip, Valsamoggia – BO) che ammortizza urti e sollecitazioni preservando l’integrità del frutto.

PREMIATE con la medaglia d’argento tre aziende romagnole: Unitec di Lugo propone Uniq Kiwi, un sistema in grado di svelare le caratteristiche della polpa del frutto e le qualità organolettiche. Sipo di Bellaria presenta il pesto fresco e le salse pronte di verdure, di buona spalmabilità e consistenza. Non pastorizzate, 100% vegetali, non contengono coloranti, aromi, conservanti, additivi e olio di palma. Le verdure provengono da coltivazioni italiane. Confezionate in vaschette PET riciclabile, con pellicola easy- peel per facilitare l’apertura e con una shelf-life di 30 giorni, che permette di mantenere ottimale la qualità e la sicurezza (stand B1 – 073). Altra novità premiata è il carciofo Violì, progetto nato da tre grandi aziende del settore ortofrutticolo per valorizzare e promuovere il carciofo. I partner sono Apofruit Italia (Cesena), Cericola, La Mongolfiera. I Violì sono carciofi da seme ibrido e coltivati seguendo accurati disciplinari di produzione.


L’ANALISI MICHELANGELO RIVOIRA, VICEPRESIDENTE NAZIONALE FRUITIMPRESE

«Export in frenata, occorre subito una scossa»

L’EXPORT italiano di ortofrutta nel 2018 ha subito un grave stop. Se ne parlerà anche a Macfrut (Rimini, 8-10 maggio) e durante la fiera si discuteranno azioni per rilanciare il Made in Italy vegetale. I dati (elaborati da Fruitimprese) mostrano che l’export perde quasi 447.000 tonnellate di prodotto (-11,2%) e si ferma in valore appena sotto 4,6 miliardi (-6,3%) Anche l’import frena, ma con perdite più contenute (- 0,4% in quantità e -0,9% in valore). Il saldo economico resta positivo ma si allontana dal record del 2017 (1 miliardo di euro) per fermarsi a 781 milioni (-26,2%). Analizzando le specie, sono tutte negative le voci dell’export, tranne gli agrumi (+7,1%). Il calo più rilevante riguarda la frutta fresca che perde 400.000 tonnellate di prodotto e in valore oltre 300 milioni di euro (-11%). Le quantità di prodotti importati ed esportati si equivalgono, anzi l’import è di poco superiore (6671 tonnellate). A fronte di un calo dell’export di frutta fresca c’è un aumento dell’import in valore (+4,6%). Michelangelo Rivoira, vicepresidente nazionale di Fruitimprese, afferma:«Occorre una scossa perché il trend è preoccupante, senza luci all’orizzonte. La Russia è un mercato perso che non recupereremo mai più, anzi forse diventeranno in futuro nostri concorrenti. Nei paesi del Nord Africa, che erano nostri buoni clienti, le primavere arabe sono sfociate in una spaventosa crisi economica e in una pericolosa instabilità politica. Intanto in Europa ci si fa concorrenza tra partner, ma i Paesi dell’est sono avvantaggiati perché ricevono più aiuti da Bruxelles, hanno meno costi produttivi e molta meno burocrazia della nostra. La nostra qualità e il nostro servizio sono migliori, ma i concorrenti si stanno organizzando». Secondo Fruitimprese la politica deve prendersi le proprie responsabilità e agire concretamente. «Non c’è altro rimedio che cercare nuovi sbocchi, aprire nuovi mercati. Perché la Cina può esportare in Europa la sua frutta e noi non possiamo portare le nostre pere/mele in Cina? Non ha senso. Ci sono enormi possibilità in Paesi che ci chiedono il nostro prodotto, come Thailandia e Vietnam, dove sono scaduti o mancano i protocolli sanitari. Abbiamo fatto accordi commerciali con gli Usa che non hanno funzionato perché gli Usa erano (e sono) nostri concorrenti. Tempo perso. Dobbiamo puntare solo sui mercati che non possono produrre la nostra frutta». L’Italia è penalizzata da costi energetici, del lavoro, del fisco, della previdenza più alti degli altri, da una burocrazia snervante. La Spagna ha un’organizzazione superiore a quella italiana e ha conquistato tutti i mercati. I Paesi Bassi, grazie a tecnologie, conoscenze e una logistica perfetta, riescono ad esportano anche i pomodori in Italia. Il sistema italiano è frammentato e senza una politica razionale.


TECNOLOGIA

AcquaCampus, la nuova frontiera dell’irrigazione

LA disponibilità di acqua sta diventando un tema sempre più scottante anche in agricoltura. Già dal 2018 Macfrut allestisce un’area dinamica denominata Acquacampus con in mostra le ultime tecnologie per razionalizzare l’irrigazione ed evitare gli sprechi. La proposta di Macfrut è stata recepita dai Consorzi di bonifica associati ad Anbi, i laboratori tecnico-scientifici di ricerca del Canale emiliano romagnolo (Cer) con Cesena Fiera. Lo spazio per l’Acquacampus supera i 650 metri quadrati. Oltre al risparmio (fino al 30%) di acqua per utilizzo agricolo, si approfondirà il tema della fertirrigazione, pratica che porta benefici solo se calcolata nelle minime dosi. Il punto di forza della fertirrigazione, infatti, sta nel minimizzare i principi nutritivi, massimizzando le rese. Ma occorre conoscere sia la tecnica, sia la tecnologia. «AcquaCampus è la frontiera più avanzata della ricerca su questi temi – commenta il presidente del Cer Massimiliano Pederzoli – I mutamenti climatici in atto richiedono capacità di adattamento sempre più sofisticate e la nostra mission è proprio quella di individuarle, adeguarle alla nostra realtà e proporle alle imprese agricole e ai consorzi di bonifica che operano perla difesa e lo sviluppo del territorio». AcquaCampus può contare su collaborazioni importanti con le multinazionali leader dei rispettivi settori come Toro, Irritec, Bosch e Haifa.