Mare e colline, una cucina che emoziona

La cucina romagnola è ricca di piatti e ricette nate da antiche tradizioni, dal carattere marcatamente contadino, ma influenzato dal mondo della pastorizia e della marineria. Molti i primi tradizionali, dai manfrigoli, agli gnocchi, dalle lasagne al forno ai maccheroni; tra i dolci famoso il bracciatello, dalla forma a ciambella, e i sabadoni, tortelli ripieni di castagne cotte e marmellata di mele, pere cotogne o fichi. Particolarmente diffusa la cultura della sfoglia fatta in casa, da cui si ricavano tagliatelle, tagliolini, quadrettini, maltagliati, strichetti nonché le paste ripiene come i cappelletti e i ravioli. Con la sfoglia senza uova sono fatti gli strozzapreti. Famosissima poi la piada, spessa oppure sottile a seconda delle aree, e i crescioni alle erbe di campo, ingrediente molto utilizzato.


Passatelli

INGREDIENTI E DOSI

  • 100 g di pangrattato
  • 100 g di Parmigiano Reggiano 24 mesi
  • 2 uova
  • sale
  • noce moscata
  • scorza di limone grattugiata
  • 1 l brodo di gallina

Piatto povero delle feste, i passatelli, tipici di Ravenna, sono ancora oggi un pasto completo e sostanzioso. Si dice che nella tradizione costituissero anche un’ottima medicina per i convalescenti e le neo-mamme.
Sono senz’altro un toccasana per scaldarsi nelle lunghe serate d’inverno.
Esistono movimenti caratteristici per ottenere questa particolare pasta realizzata con uova, pangrattato e parmigiano, lavorando di gran lena utilizzando il tipico ferro per preparare i passatelli, in dialetto “fèr per i pasatèi”. I fori di uscita dell’impasto hanno una larghezza che varia, l’uno dall’altro, da 4 a 5 mm garantendo così forme sempre differenti. Qualora non si abbia a disposizione questo strumento, si può optare per uno schiacciapatate a fori larghi, uno strumento in genere alla portata di tutti.
Mescolare insieme pangrattato, parmigiano e uova, conditi con sale, buccia di limone e noce moscata, fino ad avere un impasto omogeneo. Farlo riposare 30 minuti e coprirlo per non fare asciugare troppo la superficie.
Passare l’impasto nel “fér”, ovvero il ferro per passatelli, in modo da ottenere dei cilindretti di pasta rugosa lunghi quattro-sei centimetri. Buttarli nel brodo bollente e, non appena salgono in superficie, tirarli su con il mestolo forato. Servirli a tavola con un po’ di brodo.

Persone: 3 | Tempo: 15 minuti | Difficoltà Aaaaa


Polpettone romagnolo

INGREDIENTI E DOSI

  • 200 g di pane grattugiato
  • 150 g di parmigiano grattugiato
  • 200 g di mortadella
  • 2 uova
  • noce moscata
  • scorza di limone grattugiata
  • sale

Il polpettone romagnolo è un tipico secondo piatto della regione. Portarlo a tavola significa indubbiamente portare la tradizione nei nostri pranzi della domenica. Per la piena riuscita della ricetta è necessario, come sempre, utilizzare ingredienti freschissimi e di prima qualità; ma, nel nostro caso, è necessario prestare particolare attenzione ai due ingredienti principe che compongono il piatto, che, sono, ovviamente, la mortadella ed il formaggio grattugiato.
Il procedimento è particolarmente semplice, ma la peculiarità del polpettone romagnolo è che va cucinato nel brodo precedentemente preparato a proprio piacimento, sia esso vegetale che di carne: sarà proprio il brodo a dare gusto al piatto.
Per cucinare il polpettone romagnolo, tritare finemente la mortadella, aggiungere le uova, pan grattato, parmigiano, noce moscata, sale ed un pizzico di scorza di limone; amalgamare il tutto e, a seconda della consistenza del composto, aggiungere o meno un altro pò di pane grattugiato. Formare quindi il rotolo e metterlo nella pentola con il brodo già in bollore. Abbassare la fiamma e far cuocere per circa 30 minuti. Si aspetta poi che il polpettone diventi tiepido, si taglia a fette di circa un centimetro di larghezza e si serve bagnandolo con un filo di brodo.

Persone: 6 | Tempo: 60 minuti | Difficoltà AAaaa


Bustrengo

INGREDIENTI E DOSI

  • 100 g di farina gialla
  • 200 g di farina bianca
  • 100 g di pangrattato
  • 200 g di zucchero
  • 3 uova
  • 1/2 litro di latte
  • 100 g di uva passa
  • 100 g di fichi secchi
  • una scorza di limone
  • una scorza d’arancio
  • 1/2 kg mele sbucciate e fatte a pezzetti
  • 1/2 bicchiere di olio di extravergine d’oliva
  • sale

Il bustrengo è un dolce diffuso nelle aree collinari e montane della Romagna. è una ricetta tipica del periodo autunnale e invernale e la sua preparazione è molto semplice, ma richiede numerosi ingredienti, seppur tutti molto economici: questo perché il bustrengo è nato come dolce preparato per svuotare la dispensa. L’origine del bustrengo è poco chiara, ma è sicuramente un piatto molto antico, che si pensa risalga addirittura alle popolazioni barbare; allo stesso modo è incerta l’origine del nome, che in dialetto si pronuncia “bustreng”. Quel che è certo è che si tratta di un antico dolce che affonda le radici nelle tradizioni contadine della bassa Romagna; oggi le ricette in realtà sono molto diversificate a seconda della zona, e non solo, anche all’interno delle singole aree di diffusione; potremmo in realtà quasi dire che ogni famiglia ha la sua ricetta.
Per preparare il bustrengo, fare un impasto con le farine, il pangrattato, le uova intere, l’olio, il sale, amalgamando con il latte. Aggiungere poi mele, fichi secchi e uvetta, e poi grattugiare le scorze degli agrumi.
Ungere una teglia da forno con olio, versarvi il composto e porre in forno a 160 / 170 gradi per circa cinquanta o sessanta minuti. Il bustrengo va gustato a pezzettoni con vino dolce o passito.

Persone: 6 | Tempo: 20 minuti | Difficoltà Aaaaa