Le proprietà nutritive della mozzarella vaccina,
alimento cardine della dieta mediterranea

IL CONSIGLIO / In condizioni normopeso, gli esperti consigliano di concedersi questa specialità non più di 1 o 2 volte

Il latte e i suoi derivati sono considerati alimenti cardine della dieta mediterranea e per questa ragione il loro consumo è fortemente consigliato, nell’ambito di una alimentazione bilanciata, in tutte le fasce di età. La mozzarella, ad esempio, è uno degli alimenti più presenti sulle tavole degli italiani.
Quella vaccina – anche detta fior di latte – è leggermente meno calorica di quella di bufala, è fonte di proteine e grassi saturi e contiene proprietà antiossidanti che durante la digestione contrastano i radicali liberi e rigenerano la mucosa dell’intestino.
Andando ad analizzare i valori nutrizionali si scopre che la la mozzarella è un alimento molto ricco di proteine animali, ma anche di minerali, in particolar modo il calcio, ma non manca anche una buona percentuale di sodio, fosforo e ancora potassio e magnesio. Lo stesso vale anche per le vitamine in particolar modo la B12 (Cobalamina), la K (Fillochinone) e la J (Colina), ma risulta abbastanza ricca anche di betacarotene.
Gli amanti di questo formaggio saranno contenti poi di sapere che non è da bandire in caso di ipercolesterolemia. Anche se 100 grammi di mozzarella forniscono circa 250 calorie, infatti l’apporto di colesterolo non è altissimo, “solo” 46mg ogni 100 grammi.
Per i più attenti alla linea, in commercio esiste anche la versione light che in genere utilizza latte parzialmente scremato, essenziale per ridurre il contenuto di grassi, anziché il latte intero.


Tutti pazzi per i prodotti caseari “Made in Italy”

DATI / E’ record per l’export formaggi 
(+14%) nel primo bimestre del 2019

Mai così tanto formaggio “Made in Italy” è stato consumato all’estero con l’Italia che festeggia il record nelle esportazioni che nel 2019 fanno registrare un balzo del 14%. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione del Milk World Day indetto dalla Fao lo scorso primo giugno, sulla base dei dati Istat relativi al primo bimestre. A guidare la classifica degli appassionati di formaggi “Made in Italy” sono Germania, Francia e Regno Unito, mentre fuori dall’Europa sono gli Stati Uniti il principale mercato, con le Dop (denominazioni di origine), dal Parmigiano al Grana, dal Gorgonzola al Pecorino, dal Taleggio al Provolone, che rappresentano più del 40% del totale dei consumi nel mondo. Gli acquisti di formaggi italiani nel 2019 sono cresciuti del 25,8% in Germania, del 16,2% in Gran Bretagna e addirittura del 7,5% in Francia storica rivale casearia dell’Italia. Ma anche nel resto del mondo i formaggi Made in Italy stanno vivendo un vero e proprio boom con un balzo del 40% in Giappone e del 16,3% negli Stati Uniti che sono però i principali creatori di falsi tarocchi “Made in Italy” con il quantitativo record di 2,4 miliardi di chili all’anno venduti anche con nomi che richiamano esplicitamente le specialità casearie più note del Belpaese senza averci nulla a che fare.