Quali misure igieniche per produrre gli alimenti

Norme / Il Ministero della Salute stabilisce le direttive da adottare

Come definito dal Codex Alimentarius redatto dalla FAO e dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità, la sicurezza alimentare è la garanzia che un alimento non causerà danno dopo che è stato preparato o consumato secondo l’uso a cui esso è destinato. Pertanto, per garantire la sicurezza alimentare bisogna rispettare le condizioni igienico-sanitarie degli alimenti nelle intere loro fasi di produzione, trasformazione e conservazione. A tal fine, il Ministero della Salute ha indicato tre livelli di misure igieniche da adottare di cui le unità sanitarie locali verificano l’osservanza; oltre all’applicazione dei principi generali d’igiene stabiliti dai Regolamenti CE nel 2002 e nel 2004, si adottano i requisiti igienici specifici per il tipo di alimento e produzione descritti nei Codici di Buone Pratiche di Produzione e di Igiene e si seguono le indicazioni della normativa vigente in materia. Infine, si applica il sistema di HACCP, un metodo di autocontrollo che analizza tutta la catena alimentare individuando i rischi associati ad ogni passaggio del cibo e identificando le possibili soluzioni.


Spesa

I consigli per il supermercato

Mettere bene i cibi nel carrello può evitare che le componenti organolettiche di alcuni influenzino quelle di altri; mai posizionare vicine, ad esempio, carni rosse a carni bianche, mentre le carni crude, poste distanti, devono essere conservate in sacchetti diversi dagli altri cibi pronti. Nel packaging poi deve esserci l’indicazione che attesti la conformità del materiale al contatto con gli alimenti.


Dall’Europa un piano d’azione integrato

Obiettivo / Coniugare qualità e sicurezza per rispettare le produzioni

A livello mondiale, l’organismo impegnato sul fronte della sicurezza degli alimenti è la FAO, insieme all’OMS. Nel 1963 queste due organizzazioni hanno dato vita al Codex Alimentarius, un programma atto a sviluppare standard e linee guida per proteggere la salute dei consumatori. Da poco l’Europa si è posta il medesimo problema; solo nel 2000, infatti, essa ha redatto il Libro Bianco sulla sicurezza alimentare, per delineare le azioni comuni necessarie a completare e attualizzare la legislazione dell’Unione Europea in materia. Nel 2002 poi è nata l’Efsa, l’Authority europea unica per la sicurezza alimentare; formata da tecnici e scienziati indipendenti dei vari governi, è l’organo consultivo della Commissione europea e legifera in materia. Interfaccia italiana dell’Efsa è il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, nato nel 2004 dall’intesa tra Stato, Regioni e Province autonome.