«Lavorazione della frutta in crescita»

L’amministratore Stefano Concari: «Grandi opportunità al Macfrut»

TROPICAL FOOD Machinery è un’azienda di Busseto, in provincia di Parma, concentrata sulle tecnologie più moderne che consentono di progettare e costruire linee complete di processo di frutta. Quest’anno parteciperà al Macfrut 2019.

Ingegner Stefano Concari, amministratore generale dell’azienda, di cosa si occupa la vostra società?

«Tropical Food Machinery realizza impianti per la lavorazione su scala industriale di ogni varietà di frutto, tropicale e mediterraneo, al fine di ottenere prodotti come succhi, salse, marmellate, nettari e ketchup. Ma il nostro lavoro è molto ampio: va dall’adeguamento di impianti già esistenti alla fornitura di consulenza per la parte agricola».

Lavorate anche all’estero?

«Prevalentemente all’estero. Abbiamo un buon mercato nei paesi in via di sviluppo».

Quando è nata l’azienda?

«È stata fondata nel 1975 in Brasile. All’epoca si chiamava Tecnifood, poi è stata trasferita in Italia, a Busseto, dove si trova ora, e ha preso il nome di Tropical Food Machinery».

È la prima volta che partecipate al Macfrut a Rimini?

«No, ci siamo stati per la prima volta lo scorso anno. Pensavamo che questo evento non ci riguardasse direttamente e che fosse marginale per noi che produciamo macchinari grandi, invece ci siamo ricreduti».

Cosa vi ha fatto cambiare idea?

«Abbiamo visto una fiera in evoluzione e viva, con tanti player in azione. È stato qui che abbiamo presentato anche impianti più piccoli, per chi lavora prodotti freschi e ha piccoli scarti di frutta».

Quali novità presenterete dall’8 al 10 maggio?

«Quest’anno il tema dell’esposizione è l’ananas, un frutto tropicale che ci interessa da vicino. Quindi presenteremo duemacchinari appostiti per la trasformazione di questo frutto».

Di cosa si tratta?

«Il primo è un impiantomolto innovativo che riguarda il taglio dell’ananas, il secondo è un macchinario che separa la buccia dalla parte edibile per preparare il succo. Questi apparecchi sono già stati presentati in altre fiere all’estero, ma in Italia si tratta di una novità assoluta».

Quest’anno si terrà anche la seconda edizione del Tropical Fruit Congress volto ad approfondire tutto ciò che riguarda il mondo esotico. Sarà la vostra occasione?

«Certo, parteciperemo volentieri al Tropical Fruit Congress, appuntamentomondiale di rilievo del settore. Il 9 maggio terrò un discorso in prima persona sull’ananas essendo proprio il Pineapple Day (giorno dell’ananas, ndr)».

Quello della lavorazione dell’ortofrutta è un settore in espansione?

«È sicuramente un mercato in crescita. In questo ambito ci sono tante opportunità che nascono e bisogna imparare a cercarle e a coglierle anche se, come nel nostro caso, non sono proprio dietro l’angolo».

Come vede il settore dell’ortofrutta in futuro?

«Lo vedo sicuramente florido e in sviluppo fondamentalmente per ben tre motivi: il primo è l’aumento demografico, perché siamo sempre di più al mondo. Il secondo motivo di ottimismo è la crescita, seppurlenta, della ricchezza pro capite. E infine, il terzo elemento favorevole allo sviluppo del settore dell’ortofrutta a livello di mercato mondiale è nella ricerca sempre più frequente di cibi e bevande salutari, trend in grande accrescimento in cui frutta e verdura sono protagonisti assoluti».