Banca di Bologna, indagine sulla pittura

L’expò ‘Le realtà ordinarie’ a Palazzo De’ Toschi fino al 23 febbraio. Viaggio tra tredici artisti e la loro rappresentazione del quotidiano

Banca di Bologna è una realtà molto attiva e presente nel tessuto economico e sociale del territorio bolognese, urbano e non solo. Negli anni si è contraddistinta per importanti interventi a tutela e restauro di prestigiose opere, come le porte monumentali della città, l’Oratorio dei Fiorentini, piazza Galvani e piazza Minghetti, il Palazzo delle Poste – oggi Palazzo De’ Toschi –, la Basilica di San Petronio. Il gruppo collabora, sostenendone le attività, anche con il Teatro Comunale, la Fondazione Lucio Dalla, la Fondazione Golinelli e numerose altre realtà del territorio provinciale, tra cui l’Accademia di Belle Arti. Insieme alle iniziative promosse spicca sicuramente il rapporto con Arte Fiera e Art City: esempi dell’importanza che anche l’arte contemporanea riveste in città. La prima costituisce una tra le più importanti manifestazioni fieristiche di settore sul territorio nazionale, la seconda è la ormai pluriennale esperienza di coinvolgimento dell’intera città nei giorni di apertura della Fiera, con mostre ed eventi che coinvolgono il grande pubblico – dagli appassionati ai turisti fino ai nostri concittadini, in particolare i giovani e le scuole. Tra i Main project di Art City in occasione di Arte Fiera, è allestita al Salone Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi ‘Le realtà ordinarie’, una mostra di pittura contemporanea che include il lavoro di tredici artisti, italiani e stranieri: Helene Appel, Riccardo Baruzzi, Luca Bertolo, Maureen Gallace, Andrew Grassie, Clive Hodgson, Rezi van Lankveld, Maria Morganti, Carol Rhodes, Salvo, Michele Tocca, Patricia Treib, Phoebe Unwin. Curata da Davide Ferri, critico e storico dell’arte, è pensata appositamente per lo spazio di Palazzo De’ Toschi, il cui programma espositivo è arrivato al quinto appuntamento dopo la mostra tematica ‘La camera. Sulla materialità della fotografia’ (2016) e le personali del belga Peter Buggenhout (2017), dell’americana Erin Shirreff (2018) e dell’artista e videomaker Geert Goiris (2019). ‘Le realtà ordinarie’ si potrà visitare fino al 23 febbraio. Il progetto rappresenta un’indagine su alcuni aspetti della pittura, che si svolge a partire da una idea di rappresentazione dell’ordinario e da una serie di semplici domande: esiste ancora una spinta verso i generi classici? In che modo i pittori possono assecondarla o eventualmente contrastarla? Da cosa deriva la nostra attrazione, apparentemente inesauribile, per soggetti ordinari come nature morte, vasi di fiori, paesaggi, interni domestici? E perché siamo inclini a considerare la rappresentazione di questi soggetti una zona franca, il luogo di un puro piacere dello sguardo, liberato dal gioco culturale dei rimandi e delle citazioni? La mostra prova a tracciare i contorni di un territorio poroso e potenzialmente molto ampio, all’interno del quale troveranno posto quadri di genere e dipinti più ibridi, che partono da piccole epifanie, dall’osservazione di fenomeni e accadimenti minimi.


IL PROGETTO

Impegno diretto per la cultura

Il riscontro del pubblico ha dato vita a un’iniziativa su internet

Il successo di pubblico e l’apprezzamento per la qualità di ciascuna mostra, sono tra le ragioni più importanti della nascita di ‘Banca di Bologna Contemporary’: un progetto innovativo, che suggella il sostegno e il coinvolgimento della banca nei confronti dell’arte contemporanea, e che trova ora spazio anche sul web con il sito contemporary.bancadibologna. it.