Un mare di Bandiere blu

Ecco le spiagge che hanno avuto il riconoscimento

PARAFRASANDO Battiato, potremmo dire che nelle Marche sventola la Bandiera blu. Quindici riconoscimenti, equamente distribuiti tra le cinque province, che testimoniano la qualità ambientale del mare e della costa, in una combinazione che si sintetizza nella grande accoglienza marchigiana. E che certificano come le Marche, a livello nazionale, siano tra le eccellenze per quanto riguarda l’offerta turistica balneare, piazzandosi al quarto posto per numero di Bandiere blu, dietro solo a Liguria, Toscana e Campania. Quest’anno il riconoscimento è andato ai Comuni di Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Mondolfo, Senigallia, Sirolo, Ancona con la baia di Portonovo, Numana, Potenza Picena-Porto Potenza Picena, Civitanova Marche, Fermo- Lido, Pedaso, Cupra Marittima, Grottammare e San Benedetto del Tronto: una squadra che rappresenta la bellezza delle nostre coste e del tratto dell’Adriatico che le bagna. In provincia di Pesaro Urbino sono state quattro le Bandiere blu: a cominciare dai riconoscimenti pesaresi per le spiagge di Ponente, Levante e Sottomonte, passando per Fano con Torrette, Sassonia Nord e Fano Nord, e concludendo al Lido di Gabicce Mare e a Marotta. Per quanto riguarda la provincia di Ancona, qui sono arrivate quattro Bandiere blu: per le spiagge di Levante e Ponente di Senigallia; i Sassi Neri, San Michele e Urbani di Sirolo; Portonovo ad Ancona e infine Numana (alta e bassa con Marcelli). Proseguendo verso sud, ecco i riconoscimenti per la provincia di Macerata, dove sono state confermate le Bandiere blu per Civitanova Marche e Potenza Picena. Nella provincia fermana altri due riconoscimenti: a Fermo per Marina Palmense, Lido di Fermo e Casabianca; e a Pedaso. Per chiudere il tour, ecco il Piceno: non potevano mancare San Benedetto con la sua splendida riviera, Grottammare e Cupra Marittima. Quindici località che certificano la bellezza e la qualità delle spiagge e del mare lungo l’intera regione: l’estate può iniziare e nelle Marche sarà all’insegna del blu.


San Michele, Sassi Neri e Due Sorelle
La magia senza fine di Sirolo

La spiaggia Urbani è incastonata nella falesia ai piedi della zona abitata: da qui comincia la spiaggia di San Michele, ghiaiosa e attrezzata di stabilimenti balneari. Proseguendo si raggiunge la spiaggia dei Sassi Neri, caratterizzata dalla presenza sulla battigia di blocchi di scisti neri di origine sedimentaria. La spiaggia delle Due Sorelle è la più caratteristica e nota di Sirolo: il suo nome deriva dai due scogli gemelli che emergono dal mare ed è raggiungibile via mare grazie ad imbarcazioni che, durante il periodo estivo, partono giornalmente dal porto di Numana. È stata premiata da Legambiente quale una delle dieci spiagge più belle d’Italia


Pesaro, accoglienza e ospitalità
lungo sette chilometri di spiaggia

Sono sette i chilometri di spiaggia sabbiosa tra litorale attrezzato e libero, dove sventola la Bandiera blu. Sono oltre cento le strutture di accoglienza turistica, alcune aperte tutto l’anno, tra alberghi al mare, in centro e collina, agriturismi, campeggi e appartamenti, per un totale di quasi 11.000 posti letto. Al mare si lega una secolare tradizione di ospitalità balneare che rivolge un’attenzione particolare alle famiglie e ai bambini. L’offerta balneare comprende, grazie alla particolare conformazione del territorio con la costa bassa e sabbiosa stretta a sud e a nord dai rilievi del San Bartolo e dell’Ardizio che giungono fino al mare, stabilimenti facilmente raggiungibili dagli alberghi e dal centro, e piccole baie immerse nella natura.


Fano per tutti i gusti

Il litorale si suddivide in Lido e Sassonia, entrambi con coste basse: la prima è sabbiosa, la seconda ghiaiosa e anche per questo sono spiagge a misura di bambino. La costa meridionale si suddivide in Torrette, Ponte Sasso e Metaurilia. Sul lungomare è in funzione la lunga ciclabile che arriva fino a Pesaro. A Fano è presente un importante porto peschereccio e gli amanti del turismo nautico possono contare sull’attrezzato porto turistico di Marina dei Cesari (Approdo Bandiera blu).


Gabicce da vivere

L’ampia spiaggia sabbiosa di Gabicce è rinomata, con brevi tratti di litorale ghiaioso e fondali profondi, a cui si aggiunge una suggestiva strada panoramica che si snoda lungo la costa e da cui si possono ammirare scorci meravigliosi sul mare. La spiaggia di sabbia fine, con circa 40 stabilimenti balneari, è fra le più attrezzate della costa marchigiana. Ai diportisti e agli amanti del mare si raccomanda il piccolo e raccolto porto turistico di Baia Marina di Vallugola, con la bella spiaggia protetta da un promontorio


Mondolfo Marotta,
mare e tradizioni

Marotta è una località balneare il cui territorio è ripartito in tre comuni: Fano, Mondolfo e San Costanzo. Nel centro balneare di Marotta è vivo l’attaccamento alle tradizioni del passato marinaro, rievocate nelle feste locali, come quella della ‘Tratta’, un tipo di pesca a strascico praticata in fondali bassi e sabbiosi, che si svolge da venerdì 19 a domenica 21 luglio. Lungo il litorale si alternano zone di spiagge sabbiosa e spiaggia rocciosa, mentre il fondale è sabbioso. Lo storico borgo collinare di Mondolfo, con la sua prosecuzione nella località costiera di Marotta, rappresenta un tipico esempio di ‘due città in una’, segno della fusione di due culture, della terra e del mare.


Turismo, pesca e bici
L’estate di Civitanova

La lunga spiaggia è divisa dal porto peschereccio e da quello turistico. Tre sono le piste ciclabili: pista del Castellaro, pista del Chienti e una pista sui due Lungomari nord e sud (Mostra calzature e Cinema Adriatico). A nord l’arenile è ampio e sabbioso e l’acqua è poco profonda: ideale per il bagno dei bambini, che possono così immergersi in tutta sicurezza e giocare senza alcun rischio; il litorale sud, invece, presenta un arenile misto di sabbia e ghiaia ed acque più profonde.


A Porto Potenza Picena
la natura è di casa

Porto Potenza Picena è la più popolosa frazione di Potenza Picena, ed è una nota stazione balneare della costa adriatica: le spiagge sono ampie e in prevalenza sabbiose, in alcuni tratti vedono la presenza di flora e fauna variegata, mista a brevissime zone di scogliera. Ospita un attivo centro sportivo con attrezzata marina per l’approdo di piccole imbarcazioni da diporto, ideale per gli amanti della vela e degli sport acquatici. Interessante dal punto di vista naturalistico è l’oasi dei laghetti di acqua salmastra che si trovano a ridosso del tratto nord della costa. Nel borgo marinaro è presente la bella Torre di Sant’Anna, quel che resta di una torre d’avvistamento del XV secolo, eretta a difesa dalle incursioni dei pirati.


Il lungomare di Pedaso
dedicato ai cantautori

La spiaggia, di sabbia e ghiaia, è lunga oltre due chilometri; il litorale è parzialmente interrotto dalla presenza dello scoglio. Percorrendo il ‘Lungomare dei cantautori del XX secolo’ è possibile passeggiare lungo la spiaggia su un percorso accessibile da sottopassi dedicati a noti cantautori italiani. Il porticciolo, realizzato vicino alla foce del fiume Aso, è una banchina di attracco per gli operatori della piccola pesca e per le imbarcazioni da diporto. Il Faro è il simbolo della Pedaso marinara; interessante è l’osservatorio astronomico sito sul Monte Serrone, che dispone di un potente strumento di osservazione. Da non perdere ad agosto la tradizionale sagra delle cozze.


Campeggi e villaggi
per il relax a Fermo

Fermo ha tre chilometri di litorale a sud di Porto San Giorgio (località Marina Palmense) e altri quattro a nord (località Lido di Fermo, Casabianca e Lido San Tommaso). Le spiagge di Lido di Fermo e Marina Palmense sono di sabbia e ghiaia; nella zona sorgono numerosi campeggi, villaggi turistici e appartamenti per vacanze. Le due località, direttamente sul mare, sono circondate da verdeggianti colline che le proteggono dai venti e ne rendono mite il clima. C’è una pista ciclabile che da località Casabianca di Fermo arriva fino a località San Tommaso.


A Grottammare
il profumo degli aranci

La ‘perla dell’Adriatico’, con cinque chilometri di spiaggia costeggiata da un lungomare ricco di palme, aranci e oleandri. Pedalando serenamente lungo la pista ciclo-pedonale che attraversa tutta la marina del paese, possiamo percorrere lontani dal traffico il Lungomare sud, impreziosito da fontane decorate e da originalissime rotonde che si protendono sulla spiaggia, per arrivare sul nuovo Lungomare nord che, recentemente riqualificato, offre una splendida balconata verde sul mare. Come altri insediamenti di origine medievale, la marina di Grottammare è dominata dal Vecchio Incasato aggrappato alla collina, negli ultimi anni è stato oggetto di un meticoloso restauro.


Cupra, natura e storia
a picco sul mare

Scendendo da nord lungo la costa Adriatica, si entra nella Riviera della Palme attraverso Cupra Marittima: la sua spiaggia è sabbiosa e lunga oltre due chilometri e a questa si unisce una lunga pista ciclabile attraversa il lungomare e continua fino a Grottammare. Il tratto di spiaggia a nord di Cupra Marittima presenta alcuni aspetti interessanti riguardanti la flora e la vegetazione delle spiagge, per questo motivo viene chiamato Duna Marittima. C’è poi una pineta, un’area protetta dalla Regione Marche.


Sport, sole e movida
a San Benedetto

Il lungomare di San Benedetto è costeggiato da lussureggianti giardini, una pineta, campi da tennis, una pista di pattinaggio e un edificio, la ‘Palazzina Azzurra’, storico locale della città, sulla foce del torrente Albula che determina la fine del primo tratto, a sud del quale parte la zona più turistica. San Benedetto è da sempre strettamente legata al mare e alla tradizione della marineria. La Pinacoteca del mare, anche se collocata nel vecchio incasato, è parte integrante del polo museale tematico dedicato al mare allestito al Mercato Ittico.


San Benedetto, il mare dal fascino esotico

Spiagge, verde e lo splendido lungomare sono la cornice dell’estate ricca d’eventi

DA SAN BENEDETTO del Tronto fino a Cupra Marittima, passando per Grottammare: una fetta di costa adriatica che ormai tutti conoscono come la Riviera delle Palme, una realtà turistica vacanziera che da molti anni fa registrare numeri da capogiro in termini di arrivi e presenze, anche grazie alla sua corposa offerta ricettiva. Il più grande dei Comuni che compongono la Riviera delle Palme è San Benedetto del Tronto, con le sue ampie spiagge sabbiose incorniciate nell’affascinante sfondo delle palme e degli oleandri, che evocano scenari esotici. A margine della spiaggia, un lungomare con 8mila palme di varie specie punteggiato da giardini tematici realizzati come fossero piccole oasi, zone relax e giochi per bambini, con una pista ciclabile che prosegue senza interruzioni per oltre 15 chiliometri per arrivare fino a Cupra Marittima. Lasciando per un attimo la spiaggia, ecco che è facile trovarsi nell’ombra della pineta o davanti alla famosa Palazzina Azzurra, storico locale della città. Il porto turistico, il porto peschereccio e il mercato del pesce all’ingrosso tra i più importanti d’Italia, confermano la grande tradizione marinara della città: come dimostrano il Polo Museale del Mare (che comprende il Museo della civiltà marinara delle Marche, il Museo delle Anfore, il Museo Ittico e l’Antiquarium Truentinum), il Mam (Museo d’arte sul mare), un museo permanente all’aperto che si sviluppa lungo tutto il molo sud e ospita ben 145 opere d’arte, delle quali 135 sono sculture e 10 sono grandi murali. La città presenta un nucleo antico (il ‘paese alto’) a poca distanza dal mare, ai piedi del quale si sviluppa la ‘marina’, il borgo peschereccio che si è sviluppato a partire dal Settecento. Per gli amanti della tavola, la versione sambenedettese del brodetto di pesce è assolutamente da non perdere. A San Benedetto è impossibile annoiarsi: il calendario degli eventi estivi è ricchissimo, con nomi di grande rilievo. Quest’anno per la rassegna ‘Nel cuore, nell’anima’, proposta da Comune e Amat con il contributo di Mibac e Regione Marche, ci saranno Gino Paoli (il 2 luglio), Peppe Servillo con l’omaggio a Lucio Battisti (11 luglio), Claudia Gerini per raccontare vita, poesia e musica di Franco Califano (21 luglio). Non mancheranno le rievocazioni storiche, come quella della mietitura antica con strumenti d’epoca alla Sentina il 7 luglio, il cinema con il San Benedetto film festival dal 15 al 20 luglio, la musica con il concetto di Calcutta al porto turistico il 23 luglio e dei Subsonica il 9 agosto, lo sport con la Bobo Summer cup dal 26 al 28 luglio, la regata velica e lo spettacolo pirotecnico per la festa della Madonna della Marina il 28 luglio, l’arte, le rassegne, il cibo e la cultura. A San Benedetto l’estate sarà tutta da vivere.

Daniele Luzi


CUPRA

Dalle colline alla Duna
Panorami mozzafiato e l’arte di Crivelli

CUPRA MARITTIMA è uno dei tre Comuni della Riviera della Palme, tra mare e collina. Sono tre infatti le colline che sorgono alle spalle della marina: Sant’Andrea con l’omonima rocca, recentemente ristrutturata, Marano con l’incasato medievale, che costituisce il nucleo principale del paese, e Boccabianca. Cupra offre una spiagga sabbiosa per oltre due chilometri e una pista ciclabile che la unisce alla vicina Grottammare: una delle caratteristiche principali è il tratto di spiaggia a nord del paese, che presenta aspetti interessanti riguardanti la flora e la vegetazione delle spiagge e per questo motivo viene chiamato Duna Marittima. C’è poi una pineta, un’area protetta dalla Regione Marche, costituita da sabbie marine miste a ghiaia e ciottoli, prospicienti al mare. Ma Cupra è anche storia, come dimostra il parco archeologico dove è riconoscibile l’impianto urbano della città romana. Nella vicina località San Michele sono visibili i resti di una Villa Magna dotata di ninfeo, mentre nella località Civita è identificabile l’area del Foro. Il sito archeologico di Cupra Marittima è una delle sedi della rassegna ‘Teatri Antichi Uniti’, che mette in scena opere della letteratura teatrale antica, greca e romana. Merita una visita la Collegiata di San Basso per ammirare lo straordinario trittico di Vittore Crivelli e la volta interamente dipinta da Giuseppe Pauri negli anni trenta del Novecento. Ad agosto è la Festa di San Basso ad animare il centro del paese.


GROTTAMMARE

La perla dell’Adriatico
che unisce storia e cabaret

NELLA RIVIERA DELLE PALME c’è una perla: Grottammare unisce la bellezza del paesaggio a un’atmosfera di pace, tutto all’interno di una ricca memoria storica e culturale. Per questo Grottammare è la perla dell’Adriatico e il suo nome si affianca a riconoscimenti come la Bandiera Blu d’Europa, le Tre vele nella Guida Blu di Legambiente edita da Touring Club Italiano e il diploma del Borghi più Belli d’Italia per il Vecchio Incasato. Quest’ultimo, aggrappato alla collina, domina la collina e tra i suoi vicoli sorgono preziosi monumenti come la Chiesa di Sant’Agostino e la Chiesa di Santa Lucia (costruita sulla casa che diede i natali al papa Sisto V), poi c’è piazza Peretti, il cuore segreto del borgo che si apre su uno splendido loggiato panoramico, da cui è possibile ammirare, il Teatro dell’Arancio e la Chiesa di San Giovanni Battista, sede del Museo Sistino. Poi c’è la spiaggia: cinque chilometri affiancati da uno splendido lungomare ricco di palme, aranci ed oleandri. Si può pedalare lungo la pista ciclo-pedonale che attraversa tutta la marina del paese, percorrendo il lungomare sud, impreziosito da fontane decorate e da originalissime rotonde che si protendono sulla spiaggia, per arrivare sul nuovo lungomare nord che offre una splendida balconata verde sul mare. Per chi volesse concedersi un po’ di riposo, niente di meglio delle panchine di piazza Kursaal, nella parte nord della città, cuore ideale della marina: ornata da una fontana a raso e da pinete e palme, si affaccia direttamente sulla spiaggia per confluire nel Viale Marino, dove le palme e la pavimentazione in porfido e in marmo di Carrara fanno da cornice alle ville liberty costruite agli inizi del Novecento. L’estate di Grottammare è particolarmente frizzante: il cabaret è il suo marchio distintivo e anche quest’anno non mancherà l’appuntamento con Cabaretamoremio, festival nazionale dell’umorismo giunto alla 35esima edizione (19 e 20 luglio), oltre alle serate di Cabaretour, a cura dell’associazione Lido degli Aranci. Poi la musica con il XVII Festival Liszt (sei serate tra il 19 e il 27 agosto) e la rassegna internazionale di musica per organo (tre appuntamenti il 5 luglio, agosto e settembre), le feste di quartiere e del patrono, lo sport e la cultura, con Massimo Cacciari che il 9 luglio parlerà di Umanesimo europeo.


«Qui ci si ricarica col turismo di qualità»

Non solo mare, «offriamo esperienze a 360 gradi»

RIVIERA del Conero non vuol dire solo Portonovo, Numana e Sirolo. Ma è una territoriorete più ampio da offrire al turista, che può visitare anche i Comuni limitrofi in un raggio di 30 Km. Dal Conero come Potenza Picena, Porto Recanati, Recanati, Loreto, Castelfidardo, Osimo, Camerano, Ancona, Filottrano , Montefano, poi la terra dei Castelli con Offagna, Agugliano, Polverigi Santa Maria Nuova. «In altre parole 16 comuni, un’unica destinazione – sottolinea Massimo Paolucci, marketing manager di Riviera del Conero e Colli dell’Infinito -. La nostra Associazione, formata da una parte pubblica formata dai 16 comuni e dall’Ente Parco del Conero e quella privata composta da di associazioni di categorie private e 830 strutture ricettive, ci permette di evitare inutili sovrapposizioni e di lavorare in modo organizzato. L’unione fa la forza, soprattutto se riguarda la strategia turistica di un territorio». Promozione, formazione ed accoglienza sono gli strumenti di marketing che l’Associazione sta utilizzando ormai da anni, seguendo un calendario di attività condivise con i soci aderenti ed in piena sinergia con il piano promozionale della Regione Marche. «Le principali attività svolte consistono in: progettare gli strumenti di comunicazione, organizzare Educational per giornalisti, tour Operator, canali televisivi, blogger. Partecipare alle principale Fiere in Italia e all’estero, indire corsi di formazione, creare progetti di accoglienza ». (Per visionare le attività il sito è rivieradelconero.info/coneromarketing). Una montagna verde che si affaccia sul mare, un territorio protetto e incontaminato: è quello vedono i turisti quando arrivano nella Riviera del Conero, ma non solo questo: «È anche un entroterra per turisti sempre più dinamici. Loro vogliono assaporare l’autenticità del territorio, anche visitando le zone limitrofe. In una guida del 1890 c’era scritto: le Marche sono un concentrato dell’Italia, la Riviera e le colline del Conero sono la sua essenza». Andare oltre le didascalie, proponendo emozioni, esperienze «ancora di più, dobbiamo proporre un turismo di trasformazione. Chi viene qui torna a casa rigenerato, libero mentalmente, dopo aver ricaricato le batterie per qualche giorno». Un’esperienza a 360°, in un raggio di pochi chilometri «Il posizionamento di Riviera del Conero sta salendo e le prenotazioni stanno andando bene. Non solo quindi un posto geografico, ma una anche parola chiave da utilizzare nel web perché sempre più riconosciuta e cercata anche oltre confine Ora ci sarà anche ‘conero.info’, sito orientato alla destagionalizzazione dove ci sono attività che si possono fare anche in autunno e primavera. Inoltre i siti dedicati a cicloturismo e la strada del Rosso Conero». Infine l’identikit del turista, «negli ultimi 10 anni i dati parlano chiaro: abbiamo mezzo milione di arrivi, rimangono qui per una media di 5,3 giorni, quindi circa 2milioni e 700mila presenze. Il nostro territorio non si presta ad un turismo di grandi numeri ma di qualità, fatto di coppie giovani famiglie o over 50: ci interessa il mercato tedesco, nord Europa, ma anche del nord Italia».


IL CAPOLUOGO TRA SPIAGGE SELVAGGE E GRANDI SCOGLI BIANCHI

Ancona, la città guardiana dell’Adriatico

ANTICA città di mare, Ancona è considerata la guardiana dell’Adriatico, sorgendo su un promontorio formato dalle pendici settentrionali del Monte Conero. Spiagge selvagge, sia di costa alta che bassa. Tra le prime, la più centrale è quella del Passetto, con grandi scogli bianchi, tra i quali la Seggiola del Papa e lo scoglio del Quadrato. Spiagge rocciose si susseguono verso Sud; tra esse si segnala la spiaggia di Mezzavalle. La più nota spiaggia a sud di Ancona è Portonovo. Nella spiaggia si alternano tratti ghiaiosi e sassosi, con ciottoli calcarei bianchissimi e arrotondati, considerati una delle peculiarità della località.

LA CITTÀ Il monumento più rappresentativo della città di Ancona è la Cattedrale di San Ciriaco, basilica romanico-gotica con elementi bizantini. Tra i siti di interesse turistico si segnalano: la Chiesa di Santa Maria della Piazza, l’Arco di Traiano, la Chiesa di San Francesco alle Scale, la Mole Vanvitelliana, la Loggia dei Mercanti, la Fontana del Calamo o delle Tredici Cannelle. Poi la Pinacoteca Comunale, che custodisce le opere di Carlo Crivelli, del Tiziano, di Lorenzo Lotto e del Guercino. Da visitare anche il Museo Archeologico Nazionale delle Marche e il Museo tattile Omero.


A OSIMO IL VIAGGIO SPIRITUALE NELLA CIVILTÀ CONTADINA DEL NOVECENTO

La ‘ Festa del Covo’ a Campocavallo

LA FESTA del Covo compie ottanta anni. Edizioni interrotte soltanto da una breve parentesi legata alla guerra, che non ha impedito all’evento di perdere la sua anima voluta da Clemente Ciavattini e gli altri contadini che la idearono nel 1939. Come ogni anno, una piccola comunità come quella di Campocavallo di Osimo si è ritrovata per lunghi mesi a lavorare alla realizzazione del Covo, spinti soltanto dal bisogno di offrire un gesto di ringraziamento alla Beata Vergine Addolorata, che dall’alto del Tempietto vigila sulla gente del luogo. Per gli Ottanta anni il Comitato Organizzatore ha scelto di riprodurre il Santuario della B.V. Addolorata di Campocavallo, mentre la Spiga d’Oro sarà assegnata a Vincenzo Foresi, ottantenne Maestro del Covo. Sfileranno precedendo i dieci Covi in programma, le realtà marchigiane che storicamente organizzano feste legate alla tradizione del grano: la Festa delle Cove di Petritoli (FM), la Festa delle Canestrelle di Amandola (FM) e la Festa del Covo di Candia (AN). Come da tradizione, quando nel tardo pomeriggio del 4 agosto 2019, i rintocchi delle campane del Santuario annunceranno l’inizio della sfilata che si concluderà ai piedi della scalinata del tempio mariano, la magia del Covo si rinnoverà, trasformando il sacro rito in una dolce carezza che la Vergine Addolorata poserà sui pellegrini.


A spasso nel Parco
tra vigneti e ginestre

San Bartolo tutto da scoprire a piedi o in bicicletta

di ELISABETTA ROSSI

UN PARCO da vedere, ascoltare, gustare e anche da bere. Dal «Tetto del mondo» giù fino al mare, tra borghi incantati, sentieri impervi, spiaggette nascoste. Uno spettacolo di natura, arte, storia, che scorre davanti agli occhi senza interruzioni. Immerso nel verde punteggiato di giallo dalle ginestre in fiore. E al tramonto, sedersi tra le vigne, con un calice in mano per un ultimo saluto al sole. Benvenuti sul San Bartolo, 1600 ettari di colle adagiato sul mare Adriatico e attraversato da 20 chilometri di strada ricca di scorci mozzafiato che unisce Gabicce a Pesaro. Dal 1994 costituito Parco naturale regionale, il San Bartolo offre percorsi unici per gli amanti del trekking e del biking. Ma, cartina alla mano, ecco che si parte da Gabicce Mare e si sale fino al punto panoramico di Gabicce Monte. Poco sotto, la prima spiaggetta è quella di Baia Vallugola. Si salta poi fino al picco del colle, a 196 metri di altezza, fino all’altopiano ribattezzato il «Tetto del mondo», terrazzo panoramico con vista magica su costa e mare. La tappa successiva è il primo dei borghi del San Bartolo, Casteldimezzo, con la sua chiesa intitolata ai santi ravennati Apollinare e Cristoforo. L’altro gioiellino a strapiombo sull’Adriatico è Fiorenzuola di Focara, con la sua porta su cui sono incisi i versi Danteschi (Inferno XXVIII) che citano il luogo. Da qui, lungo il sentiero degli innamorati, percorribile solo a piedi, si arriva alla spiaggia. Santa Marina Alta è l’ultimo borgo del Parco, dove si può visitare la chiesa di Santa Marina Vergine. Mete suggestive, le Ville Caprile e Imperiale. Interessante il sito archeologico di Colombarone. Da non perdere, a due passi di distanza, il castello di Gradara.


A PESARO

Dalla Torre vista magica sulla città

DALLA TORRE panoramica al Sunset island, passando per un ricco calendario di eventi, tra concerti itineranti, circo senza animali fino alla notte magica del 10 agosto di «Candele sotto le stelle». Pesaro è Rof, ma anche tanto altro. All’ombra dei due colli che abbracciano la città di Rossini, il San Bartolo a nord e l’Ardizio a sud, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per uno sguardo a perdita d’occhio, basta salire sulla Torre Panoramica installata accanto alla Sfera di Pomodoro. Tuffi, giochi e divertimento per famiglie e bambini al Sunset Island, il villaggio gonfiabile che torna a galleggiare nello specchio di mare di Ponente. Il 5 luglio, invece, la Notte è Rosa. In attesa dell’altro evento clou che animerà il litorale pesarese e che vede coinvolti tutti gli stabilimenti balneari della città: «Candele sotto le stelle», la suggestiva notte illuminata solo da stelle, fiammelle e abito bianco come dress code. Ma sotto l’ombrellone si legge anche con la «Biblioteca in spiaggia » grazie allo spazio che i bagnini hanno riservato ai libri che i bagnanti possono prendere in prestito e gustarsi tra un tuffo e l’altro. Fino al 7 luglio, Sunset best view, propone concerti dall’alba al tramonto nei luoghi più incantevoli della città. Stuporcircus (dal 4 al 14 luglio, al parco Miralfiore), è la prima edizione di un circo senza animali ma con un tendone stracolmo di poesia e fantasia.


GABICCE UN COMUNE A MISURA DI BAMBINO: SPIAGGE PIU’ SICURE

Carnevale al sapore d’estate
I carri sfilano nel centro del paese

A GABICCE, il Carnevale è anche d’estate. Nell’ultimo comune più a nord delle Marche, porta d’ingresso con la Romagna, agosto mette in calendario la sfilata di carri estiva. Organizzata da bagnini e albergatori, il Carnevale del mare animerà le vie del centro di musica e colori. Ma la città che vale doppio (Gabicce Mare e il suo «terrazzo» sul San Bartolo, Gabicce Monte, con straordinaria vista sul golfo), è anche a dimensione di bambino. Da 5 anni si aggiudica la bandiera verde dei pediatri (oltre che dal 1987 la bandiera blu) per le sue spiagge sicure e tutte le iniziative dedicate ai piccoli, con serate a tema, spettacoli e musical. Ma non smette di accontentare neppure i grandi, con la sua ampia offerta di proposte per gli amanti delle due ruote che possono godere le bellezze del San Bartolo e immergersi nel verde protetto del parco, pedalando lungo i percorsi del bike tour. Alla scoperta del colle, si va anche a piedi, con escursioni organizzate nel reticolo di sentieri che dall’ombra degli alberi si tuffano a picco sul mare, regalando emozioni incredibili. Spazio anche alla musica, con la settima edizione di «Turismo in festa» (dal 1 al 7 luglio, in piazza del Municipio) che dedica un tributo a Fabrizio De Andrè. «Gabicce mare è diversa per natura» è il motto della città. «Il nostro è un turismo di qualità, anche per la grande attenzione che riserva all’ambiente – spiega l’assessore al Turismo, Marila Girolomoni – mettiamo a disposizione gratuitamente delle navette elettriche per portare in giro nel paese cittadini e turisti».


A FANO

Jazz sul mare tra brodetto e moretta

LETTERATURA, musica, jazz, mare, profumo di brodetto e aroma di moretta. È una miscela magica quella che scalda l’estate della terza città delle Marche, Fano, celebre per il suo Carnevale. Affrettarsi per non perdere gli ultimi giorni di Passaggi Festival (fino al 30 giugno), crocevia di incontri e dibattiti, tra scrittori, artisti, fumettisti, youtuber, videomaker, tutti uniti dal fil rouge del tema «C’era una volta in Europa». A deliziare i palati, c’è ancora (fino al 7 luglio) il Festival internazionale del Brodetto. Sfide «stellate» sul lungomare della città della Fortuna in cui i maestri del piatto tipico della marineria andranno alla conquista di gourmand e turisti della buona tavola. Spazio anche alla moretta, bevanda tipica dei pescatori di Fano, a base di rum, anice, brandy e caffè. Dal 18 al 28 luglio, è tempo della 27esima edizione di Fano jazz by the sea, il festival internazionale di jazz e musica contemporanea. Per dieci giorni la Rocca Malatestiana diventa il palcoscenico in cui si alterneranno i migliori artisti e interpreti del panorama musicale italiano. Con una chicca, il 24 agosto, al castello di Gradara, con Enrico Rava special edition. Altro contenitore ricco di appuntamenti è il Fano Rocca Festival che vanta tra i suoi special guest, l’attore e fumettista Max Paiella del Ruggito del Coniglio, i concerti della Symphony Pop Festical organizzato dalla Orchestra sinfonica Rossini, Graziano Day e i Khorakhane per De Andrè.


La storia diventa arte: alla scoperta di Ascoli

Piazze e palazzi di travertino fanno da sfondo a due mostre da non perdere

di DANIELE

LUZI PROVATE ad entrare in piazza del Popolo, ad Ascoli, da uno qualsiasi dei suoi accessi: che veniate da sud o da nord, il primo impatto vi lascerà a bocca aperta. Davanti ai vostri occhi si staglieranno il palazzo dei Capitani e la chiesa di San Francesco, le logge e lo storico Caffè Meletti, in rigoroso stile liberty. Continuando verso piazza Arringo, ecco l’omonimo palazzo oggi sede del Comune e il Duomo di Sant’Emidio, dove si può ammirare, tra le altre cose, il Polittico di Carlo Crivelli. Dovunque vi troviate nel centro storico, poi, provate ad alzare gli occhi al cielo e vedrete le torri gentilizie e campanarie che hanno dato a questo luogo l’appellativo di città delle cento torri. Tutto rigorosamente in travertino, che illumina di bianco la storia ascolana. Una storia che ogni anno rivive con la Quintana, una rievocazione con tanto di giostra che si svolge due volte, sempre in estate: sono giorni in cui la città si ferma, prima per il corteo storico con 1.500 figuranti in abiti medievali, e poi per la giostra cavalleresca in cui sei cavalieri, rappresentanti di altrettanti Sestieri cittadini, si contendono il palio. Una manifestazione affascinante, che va ben oltre i due giorni clou: la Quintana ad Ascoli si vive tutto l’anno e abbraccia praticamente l’intera vita cittadina. Una tradizione che si accompagna a quella della maiolica, celebrata nella mostra ‘Con il fuoco e con la Terra. L’Arte della maiolica ad Ascoli Piceno dal XV secolo a oggi’, a cura di Giuseppe Matricardi e Stefano Papetti, realizzata dal Comune di Ascoli in collaborazione con Regione Marche, Anci Marche, Fondazione Carisap e Accademia dei maiolicari di Ascoli. L’esposizione resterà aperta fino al 3 novembre al Museo dell’Arte ceramica e celebra la produzione ceramica ascolana da fine Trecento ai giorni nostri, con un’ampia sezione dedicata ai ceramisti attualmente attivi nel territorio.

PER ASCOLI quella della maiolica è un’altra tradizione antica: già dalla fine del XIV secolo la città vanta numerose fabbriche di maiolicai specializzati nella decorazione della ceramica su smalto e questa tradizione, nonostante il terremoto del 2016, perdura fino a oggi. La tipica ‘rosetta’, i paesaggi rurali, le torri merlate e i richiami ai dipinti dei pittori attivi in città fin dal quattrocento, come Carlo Crivelli, sono i soggetti scelti dagli artigiani locali e che nel corso del tempo hanno contraddistinto le maioliche ascolane. Dopo una visita al Museo dell’arte ceramica per scoprire la maiolica ascolana, è d’obbligo andare alla scoperta di un artista come Tullio Pericoli, che a palazzo dei Capitani ha realizzato la mostra ‘Forme del paesaggio 1970-2018’, che resterà aperta fino a maggio del prossimo anno: 165 opere per un viaggio nella natura e nei suoi cambiamenti, visti con l’occhio dell’artista nato a Colli del Tronto, a pochi chilometri da Ascoli. Un viaggio dove non mancano i riferimenti al terremoto: la sala che apre il percorso della mostra, infatti, è dedicata alle opere che traggono origine dagli sconvolgimenti paesaggistici dovuti agli eventi sismici. Poi si torna lentamente indietro, con le opere del periodo 1998-2009 e poi con la fase 1976-1983, per chiudersi con un ritorno alle origini dell’opera artistica di Pericoli, che si identifica nel ciclo delle ‘geologie’ del periodo tra il 1970 e il 1973.


PINACOTECA E DUOMO

I trittici di Crivelli e la cripta di Sant’Emidio

PER CHIUDERE in bellezza il tour culturale ad Ascoli, non possono mancare due tappe: la prima alla Pinacoteca civica, istituita nel 1861 per merito di due artisti ascolani, Giorgio Paci e Giulio Gabrielli. Tra le opere, spiccano per importanza il Piviale del XIII secolo, di manifattura inglese, donato nel 1288 al Duomo di Ascoli da Papa Niccolò IV, i dipinti di Carlo Crivelli (i due trittici di Valle Castellana del XV secolo), Cola dell’Amatrice (La salita al Calvario del 1527), Tiziano (San Francesco riceve le stigmate, XVI secolo), Guido Reni (Annunciazione, 1575) e Pellizza da Volpedo (Passeggiata amorosa, 1901). La seconda tappa è alla cripta di Sant’Emidio, all’interno della Cattedrale omonima, realizzata nell’XI secolo e voluta dal vescovo Bernardo II per custodire le reliquie di Sant’Emidio. Nel 1704 vennero apportate modifiche per opera di Giuseppe Giosafatti al fine di portare la sua forma da semicircolare a quadrangolare, per rialzare il soffitto e aggiungervi ventotto colonne di marmo rosso di Verona e un gruppo marmoreo.


LA PATRIA DEL FRITTO

L’oliva regina dello street food: va in scena Ascoliva festival

ASCOLI FA RIMA con oliva e oliva fa rima con fritto. Durante una passeggiata sotto le Cento torri non può mancare una visita al Caffè Meletti per assaggiare l’Anisetta ‘con la mosca’ (il liquore viene servito con un chicco di caffè all’interno), magari dopo un buon cartoccio di fritto misto all’ascolana, che oltre all’immancabile oliva comprende carciofi, costolette d’agnello e i cremini, che altro non sono che crema fritta. Una tradizione sotto l’egida del fritto dove la regina è sicuramente l’oliva, che nel capoluogo piceno è un vero e proprio culto: ogni famiglia ha la sua ricetta, ma il punto di partenza, per tutti, è l’oliva tenera ascolana. Proprio per celebrare questo piatto, ormai famoso in tutto il mondo, ad agosto arriva ‘Ascoliva festival’, il festival mondiale dell’oliva ripiena ascolana Dop. Quest’anno taglierà il traguardo della settima edizione, con lo slogan che sarà ‘La felicità in un boccone’. Dal 9 al 19 agosto, nella splendida cornice di piazza Arringo, in pieno centro storico, si potranno visitare il ‘Villaggio dell’oliva’, che ospiterà i migliori produttori locali di oliva ascolana del Piceno Dop e di altri piatti tipici del territorio. Previsti anche qualificati eventi cultural-gastronomici, laboratori, musica e molte altre iniziative. I visitatori, semplicemente acquistando un ticket, potranno scegliere tra le degustazioni a disposizione e pranzare o cenare nel Giardino dell’oliva, all’interno del palazzo comunale. Quello ascolano sarà quindi un agosto all’insegna della tradizione, visto che si aprirà con la Quintana dedicata al patrono Sant’Emidio e poi proseguirà con questo appuntamento dedicato agli amanti del cibo.


Divertimento e arte, l’estate fermana è bollente

Proseguono i lavori in Pinacoteca, grande attesa per la tappa di Jovanotti

LA BELLEZZA e gli eventi. Fermo è la mèta ideale per ammirare tesori culturali unici e dal grande fascino, ma è anche palcoscenico naturale di una ricca programmazione estiva. Situata attorno al colle del Girfalco, una delle più belle terrazze panoramiche della costa marchigiana, ha per proprie quinte naturali da un lato il mare Adriatico e dall’altro lo scenario suggestivo che si spinge fino ai Sibillini. Di origini antichissime, la città conserva da sempre la vocazione di città di studi. In un percorso che attraversa il centro fino ai quartieri periferici, il visitatore può passare liberamente dall’ampia prospettiva offerta da Piazza del Popolo fino all’intatto impianto urbano rinascimentale con una serie di itinerari costellati di chiese, palazzi nobiliari, cortili e portali artistici. Un posto di eccellenza nell’elenco di cose da vedere merita il settecentesco Teatro Comunale dell’Aquila, inaugurato nel 1790, il più grande teatro storico della regione. Incorniciato dai loggiati della piazza c’è il Palazzo dei Priori edificato alla fine del Duecento, il più antico palazzo della città, attualmente oggetto di lavori post sisma che ha già visto tornare nel 2018, al suo antico splendore, dopo un importante intervento di ristrutturazione, la prestigiosa Sala del Mappamondo che, oltre a conservare il fondo più antico della Biblioteca civica ‘Romolo Spezioli’, ospita il grande Mappamondo realizzato nel 1713 dall’abate Amanzio Moroncelli. Nella stanza attigua è possibile ammirare la celebre Adorazione dei pastori di Peter Paul. I lavori procedono per far tornare nella piena disponibilità la Pinacoteca e le principali sale (dei Ritratti, del consiglio comunale e di rappresentanza). Parte del percorso è anche il gioiello della città, le cisterne romane, di epoca augustea, tra le più importanti al mondo. La variegata offerta museale è costituita dal Museo Diocesano, che conserva pezzi di eccellenza tra i quali la casula di Thomas Becket, annesso alla splendida Cattedrale che spicca maestosa con la sua imponente facciata romanico-gotica. Di rilievo, inoltre, i Musei Scientifici, trasferiti nel 2017 a Palazzo Paccaroni che ospita il Museo Polare ‘Silvio Zavatti’ unico in Italia e il Museo di scienze naturali ‘Tommaso Salvadori’.

UN RICCO PATRIMONIO culturale che potrà essere ammirato anche in occasione degli eventi programmati per questa estate, caratterizzata dall’attesa, e già sold out, tappa del 3 agosto di Jovanotti a Lido di Fermo. Senza contare gli appuntamenti consolidati della bella stagione fermana che vanno dalla rievocazione storica della Cavalcata dell’Assunta (26 luglio – 15 agosto), a Villa Invita Festival a Villa Vitali (4-26 luglio), al tradizionale Mercatino dei giovedì di luglio ed agosto, al festival Jazz in Piazzale Azzolino (6 luglio al 3 agosto), al Festival della chitarra a Torre di Palme, al Campus estivo Archi in Villa (29 luglio-4 agosto), passando per il Carnevale Baraonda Summer (21 luglio) a Lido e Casabianca, alla Notte delle Meraviglie (27 luglio), dal teatro per ragazzi ai tanti appuntamenti con i festival giovanili (Bababoom, Tamgram, T-Day e Fabbrica delle Polpette). Insomma un ricco calendario per vivere Fermo intensamente, a tutto tondo.


IL BORGO ESPOSTI I CORREDI FUNERARI DI TRE DELLE VENTI TOMBE RINVENUTE TRA IL 2016 E IL 2017

Il Museo archeologico racconta la storia di Torre di Palme

UN GIOIELLO nel gioiello. Nell’incantevole borgo di Torre di Palme, uno dei più belli d’Italia, dallo scorso aprile è possibile visitare il nuovo Museo Archeologico. Allestito all’interno di un elegante palazzo in stile neoguelfo risalente al secondo dopoguerra, si snoda attraverso tre stanze in cui sono esposti i corredi funerari di tre delle venti tombe rinvenute in contrada Cugnolo, nei pressi della frazione nel versante sud del borgo. Il museo, che in futuro si arricchirà di altre sale, testimonia l’importanza dell’abitato piceno. I reperti esposti sono riferiti agli scavi svolti nel 2016 e 2017 dalla Soprintendenza delle Marche, con il sostegno della Edison E&P Spa. La realizzazione del museo è stata fortemente voluta dal Comune di Fermo. Nelle sale sono esposte rispettivamente la tomba più antica della necropoli, risalente all’età del bronzo (IX-VII secolo a.C.), di un giovane tra i 17 e i 21 anni, i resti di una tomba appartenuta ad una donna di circa 40 anni, vissuta nel VI secolo a.C., e quelli di una tomba infantile databile al VI secolo a.C., probabilmente di sesso femminile. Il museo è una nuova gemma incastonata nel già prezioso e affascinante gioiello di Torre di Palme con scorci urbani incomparabili, le anguste vie, strette tra le facciate in cotto, panorami mozzafiato che inquadrano ampie vedute del mare e delle colline circostanti. Irrinunciabili alcune visite. Lungo il corso si incontra la chiesa di Sant’Agostino che conserva un pregevole polittico di Vittore Crivelli, proseguendo si giunge a quella di Santa Maria a Mare. Non può mancare la passeggiata al Bosco del Cugnolo, un breve e facile percorso (2 km), di vegetazione mediterranea del litorale marchigiano dall’eccezionale valore botanico morfologico, lungo la quale si inserisce la leggendaria storia della Grotta degli Amanti.


Natura, eventi e cibo: i tesori di Amandola

Il Touring Club ha premiato il paese fermano con la Bandiera arancione

DA QUEST’ANNO ad Amandola sventola la Bandiera arancione del Touring Club italiano: un marchio di qualità turistico-ambientale che viene assegnato alle località che godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma che sanno anche offrire al turista un’accoglienza di qualità. Tutte caratteristiche che il Touring Club italiano ha ritrovato ad Amandola, la ‘porta est’ di accesso al Parco dei monti Sibillini, dove un centro storico caratteristico e ben conservato, immerso in un contesto naturalistico di grande pregio, si unisce alla vivacità del borgo, con diversi punti vendita dove acquistare i prodotti tipici e un efficiente punto informativo nel centro storico, con orari estesi e ricco di materiali informativi. «Questo riconoscimento – ha detto il sindaco Adolfo Marinangeli – lo consideriamo una sorta di laurea a un percorso di riorganizzazione e riqualificazione che abbiamo portato avanti nonostante il terremoto».

PER IL PRIMO CITTADINO si tratta quindi del «coronamento di un progetto, che era quello della promozione turistica: credo sia il massimo riconoscimento che si possa ottenere». Sul sito del Touring Club si legge che «l’assegnazione della Bandiera arancione, oltre a certificare l’alto livello di qualità turistica raggiunto, è anche un incoraggiamento per la comunità locale a proseguire sulla strada intrapresa, fronteggiando alcune problematiche ancora irrisolte derivate dal terremoto, consapevoli delle proprie potenzialità ». Una strada che porta dritta ai grandi appuntamenti che l’estate di Amandola ha confermato anche quest’anno: «Dopo la manifestazione sul tartufo di marzo – ha aggiunto Marinangeli – ci stiamo preparando per quella sul tartufo nero estivo e poi per quella sul bianco da chef, ‘Diamanti a tavola’, che faremo la prima settimana di novembre». Una spinta decisa nella direzione del turismo enogastronomico, grazie anche a un testimonial come lo chef stellato Massimo Bottura, che tornerà anche per questa edizione. «Riproponiamo la cena evento, con chef della zona e con Bottura, per questa manifestazione che ormai è conosciuta a livello nazionale e internazionale ». Nel pacchetto degli eventi estivi non poteva mancare la musica, con Amandola che da tempo richiama gandi nomi: «Lo scorso anno – ha concluso il sindaco – abbiamo avuto Vecchioni, quest’anno ci muoviamo per un nome di richiamo a livello internazionale. E a luglio, in piazza, faremo un musical all’aperto». Cibo, musica, spettacoli e una natura da mozzare il fiato come certificato anche dal Touring Club: Amandola ha tutto per far vivere ai suoi visitatori un’estate indimenticabile.

Daniele Luzi


IL POST SISMA

Un deposito per salvare le opere d’arte
Il lavoro dei restauratori ‘a vista’

IL TERREMOTO ha lasciato delle ferite anche nelle opere d’arte di questi territori. Tante le chiese, i monumenti e altri edifici storici hanno dovuto fare i conti con le ferite delle scosse, e di conseguenza anche tutta la bellezza contenuta al loro interno aveva bisogno di essere salvaguardata e tutelata. Ad Amandola c’è un esempio di come una tragedia come quella del sisma possa diventare un momento di crescita e di ripartenza, proprio passando per il recupero e la valorizzazione delle opere d’arte presenti in queste zone: ne è un esempio lampante il deposito attrezzato che è stato allestito per fare in modo che le tante opere da salvare dopo le scosse potessero rimanere sul territorio, diventando magari anche un’opportunità per fare qualcosa di diverso e per rilanciare un turismo culturale che in queste aree interne è sempre particolarmente vivace.

AD AMANDOLA tutto questo è successo, nell’edificio dell’ex Collegiata: «Abbiamo scelto di tenere le opere nella nostra città: per questo le abbiamo custodite in un deposito attrezzato, dove sono confluiti quadri, sculture, dipinti, manoscritti e ogni genere di opera da salvare, di proprietà sia pubblica sia privata. Un deposito – ha spiegato il sindaco Marinangeli – autorizzato dalla Soprintendenza e che ha visto il coinvolgimento delle università di Camerino e Urbino: alla fine siamo riusciti a creare un deposito attrezzato dinamico, con un centro per il restauro dove si possono vedere i restauratori al lavoro sull’opera. Al piano terra c’è il Museo del paesaggio, al secondo piano c’è il deposito e il centro del restauro, che sono accessibili a tutti».