Gioachino Rossini, un “profeta in patria”

Dall’8 al 20 agosto, la città accoglie il Rossini Opera Festival, kermesse lirica dedicata al grande compositore pesarese

Il Rossini Opera Festival (ROF) è uno dei più importanti festival musicali del panorama europeo. Unica manifestazione internazionale interamente dedicata a Gioachino Rossini, il ROF recupera, studia e mette in scena il patrimonio musicale legato al nome del Compositore. Accanto alle partiture più famose, il Festival ha riportato alla luce, nella versione originale stabilita dalla Fondazione Rossini, un gran numero di opere rossiniane dimenticate. Il Rossini Opera Festival è stato istituito nel 1980 ad opera del Comune di Pesaro, con l’intento di affiancare e proseguire in campo teatrale l’attività scientifica della Fondazione Rossini, istituto musicologico internazionale che studia e diffonde nel mondo la figura e le opere di Rossini. Dal lavoro congiunto del ROF e della Fondazione Rossini è nato così un originale laboratorio interattivo di musicologia applicata, finalizzato al recupero musicologico, teatrale ed editoriale di tutto il sommerso rossiniano. La manifestazione ha potuto svilupparsi e crescere anche grazie al contributo di istituzioni pubbliche e private, come i Ministeri dello Spettacolo e dei Beni Culturali, la Regione Marche, la Provincia di Pesaro e Urbino, la Cassa di Risparmio di Pesaro (ora UBI Banca), la Banca Popolare Pesarese (ora Intesa Sanpaolo) nonché, per un trentennio, l’industria pesarese Scavolini. Il Rossini Opera Festival è membro di Italiafestival e di Opera Europa, e gode dell’alto patronato del Presidente della Repubblica. Anno dopo anno, è apparso evidente che via via che è proceduto il recupero teatrale delle partiture dimenticate, i problemi della loro esecuzione musicale e messinscena moderne sono diventati sempre più numerosi e complessi. Per questo la strategia del Festival prevede, accanto alla riscoperta del repertorio operistico sconosciuto di Rossini – cui è venuta ad aggiungersi, dal 1990, l’esplorazione di tutta la produzione cameristica – lo studio sistematico dei problemi legati alla restituzione ad un pubblico contemporaneo di un teatro basato su un codice espressivo così antico e apparentemente inattuale. Tutto ciò ha consentito il progressivo superamento della falsa immagine legata a un’idea di ortodossia rossiniana rigida e museale, e favorito invece la nascita di un luogo di discussione e ricerca, oltre che di incontro di idee e progetti. Accanto a partiture classiche del catalogo rossiniano (come L’Italiana in Algeri, Semiramide, Tancredi, Guillaume Tell, La Cenerentola e altre), ricondotte alla lezione autentica dai musicologi della Fondazione Rossini, il Festival vanta anche un lungo elenco di titoli sconosciuti, restituiti in allestimenti importanti, accolti ogni volta da critica e pubblico come autentici eventi Si possono citare fra questi Il viaggio a Reims, Maometto II, La donna del lago, Mosè in Egitto, Edipo a Colono, Ermione, Bianca e Falliero, Armida, Ricciardo e Zoraide, Adina, Zelmira, Matilde di Shabran, Sigismondo, Demetrio e Polibio, partiture dimenticate che da Pesaro hanno ripreso il volo per i teatri di tutto il mondo. Culmine di questa esplorazione sistematica del “sommerso” rossiniano è stato il recupero de Il viaggio a Reims, la leggendaria partitura svanita nel nulla dopo la prima rappresentazione del 1825, senza neppure la traccia di copie manoscritte, che fu riproposta a Pesaro nel 1984 con la direzione di Claudio Abbado e la regia di Luca Ronconi. La sempre maggiore presenza di opere rossiniane nei cartelloni internazionali è la miglior testimonianza del decisivo contributo dato dal Festival pesarese alla Rossini-renaissance. Nel 2015 il ROF si è aggiudicato l’International Opera Award con Aureliano in Palmira, premiato come ‘Best Rediscovered Work’, dopo aver meritato due nomination per miglior Festival e migliore produzione con Guillaume Tell nel 2014. Nella sua storia, il ROF ha inoltre vinto 14 premi Abbiati (l’Oscar della musica colta italiana, assegnato ogni anno dall’Associazione nazionale Critici), nonché, tra gli altri, il premio Viotti come migliore iniziativa musicale (1991) e il premio del Music Pen Club Japan come migliore spettacolo straniero dal vivo con il Maometto II (in tournée in Giappone nel 2008).


Nel programma è prevista
una nuova produzione

Opera coprodotta dalla Royal Opera House di Mascate

L’edizione 2020 del Rossini Opera Festival si terrà dall’8 al 20 agosto. Il programma della manifestazione, giunta alla quarantunesima edizione, è stato riadattato per tutelare al massimo la sicurezza di artisti e pubblico. Sarà proposta una nuova produzione, La cambiale di matrimonio, in programma al Teatro Rossini l’8, 11, 13, 17 e 20 agosto. L’orchestra suonerà in platea e il pubblico assisterà allo spettacolo dai palchi. L’opera sarà diretta da Dmitry Korchak, alla guida dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini e di un cast composto da Carlo Lepore (Tobia Mill), Giuliana Gianfaldoni (Fannì), Davide Giusti (Edoardo Milfort), Iurii Samoilov (Slook), Pablo Gálvez (Norton) e Martiniana Antonie (Clarina). La regia è stata curata da Laurence Dale, le scene e i costumi da Gary McCann. L’opera è in coproduzione con la Royal Opera House di Mascate. Assieme alla Cambiale di matrimonio, sarà proposta anche la Cantata Giovanna d’Arco, interpretata da Marianna Pizzolato. L’altro luogo utilizzato per gli spettacoli sarà Piazza del Popolo, ormai simbolica per il ROF. Quest’anno la piazza recupera anche la sua dimensione dal vivo. Sono in programma, il 12 e il 15 agosto, due date del Viaggio a Reims messo in scena ogni anno nell’ambito dell’attività dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”. Stavolta il cast sarà composto da ex-accademici che hanno già avviato una carriera internazionale. L’Orchestra Sinfonica G. Rossini sarà diretta da Giancarlo Rizzi. Sempre in Piazza del Popolo, si terranno sei concerti con orchestra tenuti da alcuni tra i principali interpreti rossiniani d’oggi: Olga Peretyatko (9 agosto), Nicola Alaimo (10 agosto), Jessica Pratt (14 agosto), Juan Diego Flórez (16 agosto), il trio di buffi Alfonso Antoniozzi, Paolo Bordogna ed Alessandro Corbelli (18 agosto), Karine Deshayes (19 agosto). L’orchestra sarà la Filarmonica Gioachino Rossini, diretta da Michele Spotti, Nikolas Nägele ed Alessandro Bonato.


La ‘settima arte’ protagonista a Pesaro

Dal 22 al 29 agosto, proiezioni, incontri e convegni alla 56esima edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema

Torna, nelle nuove date dal 22 al 29 agosto la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, che compie 55 anni e celebra la sua 56a edizione. «Sarà un’edizione speciale – dice il direttore Pedro Armocida – organizzata in una forma adattata alle possibilità del momento e in cui verranno privilegiati gli spazi all’aperto come il Cinema in piazza e il Cinema in spiaggia. Sarà una Mostra ancora più attenta al nuovo cinema grazie alla selezione del concorso internazionale che quest’anno ospiterà lavori di ogni formato, durata, e non solo di autori e autrici esordienti. Insomma un’apertura totale al nuovo e al cinema più diverso che da ogni parte del mondo troverà la sua giusta collocazione a Pesaro». A realizzare la sigla del festival saranno Carloni e Franceschetti, firma collettiva usata dal duo di artisti e videomaker formato da Cristiano Carloni (Fano, 1963) e da Stefano Franceschetti (Pesaro, 1966) che riverseranno tutta la loro attenzione al cinema sperimentale e d’avanguardia attraverso l’animazione, loro primo amore. A firmare l’illustrazione del manifesto sarà Virginia Mori che, dopo essersi perfezionata in Illustrazione e Animazione all’Istituto Statale d’Arte di Urbino, ha mosso i primi passi nella realizzazione di corti di animazione tradizionale e nell’illustrazione e, con il corto di animazione “Il gioco del silenzio”, è stata premiata e selezionata in diversi festival internazionali mentre i suoi disegni a penna bic sono stati esposti in diverse collettive e personali, in Italia e all’estero. In accordo con le linee programmatiche decise con il comitato scientifico (Bruno Torri, presidente, Pedro Armocida, Laura Buffoni, Andrea Minuz, Mauro Santini, Boris Sollazzo, Gianmarco Torri e Walter Veltroni), la Mostra ha già annunciato l’evento speciale, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, dedicato a Giuliano Montaldo che quest’anno ha compiuto 90 anni. Oltre alla retrospettiva dei suoi film, la sera al Cinema Astra, l’omaggio prevede una tavola rotonda e una pubblicazione monografica, Giuliano Montaldo: una storia italiana, a cura di Pedro Armocida e Caterina Taricano edita da Marsilio nella collana Nuovocinema giunta ormai a quasi un centinaio di volumi. Il Teatro Sperimentale ospiterà i film del concorso internazionale che, sempre votato alla ricerca del ‘nuovo’ cinema, si aprirà a tutti i formati e a tutti i registi, senza barriere d’età, di durata, di ‘genere’. Il tentativo insomma sarà quello di essere al passo con il cinema più innovativo che si realizza oggi nel mondo dove tutte le categorie tradizionali hanno perso gran parte del loro significato. Le immagini in movimento ci seguono su qualsiasi dispositivo e hanno la durata che, alla fine, siamo disposti a concedergli. Il nostro concorso – che lo sarà solo sulla carta perché il tentativo, filologico, anche in occasione dei 55 anni, è di organizzare più una mostra/competizione – si pone in una posizione di avanscoperta dei nuovi linguaggi e delle forme più innovative di fare cinema. Il concorso sarà giudicato da ben due giurie, una composta da soli studenti, circa una quindicina, provenienti dalle università di tutta Italia e un’altra professionale con personalità di rilievo internazionale come tra gli altri, il direttore della fotografia Renato Berta, l’attore e regista Vinicio Marchioni, il regista e animatore Virgilio Villoresi. Sempre allo Sperimentale la sesta edizione di “Animatori italiani oggi”, rassegna non competitiva curata da Pierpaolo Loffreda e realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Urbino e di Macerata, e l’Istituto d’Arte Scuola del Libro di Urbino, riservata alle più recenti opere inventive ed emozionanti realizzate da autori italiani di cinema d’animazione. Mentre a Donato Sansone, uno dei maggiori ‘animatori’ italiani contemporanei, è dedicato il focus con la personale completa dei suoi lavori che risultano sorprendenti per la commistione e sperimentazione fra tecniche d’animazione tradizionali e informatiche. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Napoli e presso il Centro Sperimentale di Animazione di Torino, Sansone lavora in un’ottica totalmente interdisciplinare e intermediale, combinando disegno, animazione su carta, computer grafica, elaborazione 3d, compositing. Il Cinema in Piazza presenterà ogni sera film in anteprima nazionale insieme a incontri esclusivi con gli autori, i registi e gli attori dei film. Ma Piazza del Popolo verrà inaugurata da un concerto iniziale, il 22 agosto, dedicato a Zagor Camillas (aka Mirko Bertuccioli), scomparso prematuramente per la Covid-19, Nella serata, dal titolo “Luccichini dappertutto”, a eseguire/interpretare/ suonare le canzoni dei Camillas, alcuni tra i più importanti artisti italiani:Calcutta / Pop X / The Bluebeaters / Lo Stato Sociale / Colombre/Maria Antonietta /Giacomo Laser Vanessa Vermuth/Auroro Borealo/Duo Bucolico. Il Cinema in Spiaggia ospiterà invece una serie di proiezioni, rigorosamente in pellicola in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, in occasione del centenario della nascita di Alberto Sordi e di Federico Fellini. A proposito del grande regista, nell’ambito delle Celebrazioni per il Centenario di Federico Fellini in accordo con il Comitato Fellini 100, in collaborazione con l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani verrà dedicata una giornata di studio con un convegno e la proiezione del film La voce della luna. Sui social e on line il festival che, durante il lockdown, ha messo a disposizione gratuitamente oltre quaranta film delle precedenti edizioni per l’iniziativa #iorestoacasa, avvierà una serie di iniziative per incontrare gli autori che non potranno essere a Pesaro e per presentare i loro film. Nel giugno del 1965 Lino Miccichè e Bruno Torri fondavano a Pesaro la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema che ha intercettato tutte le nuove onde cinematografiche mondiali, divenendo da subito, grazie all’apporto dei più grandi intellettuali e registi dell’epoca, da Roland Barthes e Umberto Eco a Pier Paolo Pasolini e Roberto Rossellini, uno dei più importanti festival internazionali. Oggi cerchiamo di onorarne la tradizione nell’innovazione che il cinema porta sempre con sé.


Miralteatro d’Estate: 18 spettacoli
sotto le stelle nel Parco Miralfiore

Dalla sinergia fra Comune e importanti enti culturali e artistici del territorio nasce una rassegna varia e capace di attrarre un pubblico eterogeneo: un’arena all’aperto da cinquecento posti e un cartellone davvero ricchissimo

Teatro, musica e circo al Parco Miralfiore per Miralteatro d’Estate, nuova rassegna nell’anfiteatro dello splendido spazio verde nel cuore del centro cittadino nata dalla collaborazione tra Comune di Pesaro e AMAT con Ente Concerti di Pesaro, Filarmonica Gioachino Rossini, Orchestra Sinfonica G. Rossini e Teatro Accademia. Dal 12 luglio al 21 agosto (ore 21.15), in un vero e proprio teatro all’aperto da 500 posti, 18 sere di spettacolo per un ricco cartellone. Si parte con il Concerto inaugurale della Filarmonica Gioachino Rossini diretta dal M° Michele Antonelli che esegue la Sinfonia n. 1 in do maggiore Op.21 di Beethoven e la celebre favola musicale di Prokof’ev pierino e il lupo Op. 67, un’opera che aff ascina un pubblico di tutte le età. Sul palco assieme alla Filarmonica Rossini, l’attore Antonio Olivieri, il talentuoso narratore che collabora da diverso tempo con la FGR. Il 16 luglio su iniziativa di AMAT, Tullio Solenghi restituisce in Una serata pazzesca – un progetto di Sergio Maifredi e Tullio Solenghi, produzione Teatro Pubblico Ligure – la genialità e l’inventiva di Paolo Villaggio con aff etto e maestria raccontando aneddoti, storie vissute insieme e incontri e leggendo i suoi libri e i suoi pensieri rivelandone la forza di scrittore. Ancora musica il 19 luglio con la Filarmonica Gioachino Rossini in un concerto dedicato in gran parte a Bach e con un brano a Quantz; la varietà di pezzi in programma permette di off rire esecuzioni di grande valore con la Filarmonica e i suoi solisti: Ana Julia Badia Feria e Cecilia Cartoceti al violino, Cristina Flenghi al flauto e Lorenzo Antinori al clavicembalo. Una condivisione ironica sull’eterno tema della felicità (e non solo) per lo spettacolo del 25 luglio di Claudio Bisio e Gigio Alberti – promosso da AMAT – Ma tu sei felice? dal libro di Federico Baccomo. Appena scattato il lockdown da Covid, l’instancabile Bisio telefona all’amico Alberti per proporgli una lettura via web di Ma tu sei felice?: Gigio e Claudio trascorrono quasi allegramente la loro quarantena realizzando 25 puntate che tra Youtube, Instagram e Facebook e ora sono pronti al tanto desiderato incontro con il pubblico, di nuovo dal vivo. Il 3 agosto l’Orchestra Sinfonica G. Rossini diretta da Luisella Chiarini con Henry Domenico Durante (violino solista) e con la partecipazione del Center Stage si esibisce in Muse e ninfe. Le Stagioni – Serata di danza e note su musiche di Bach, Vivaldi e Elgar. Su invito dell’Ente Concerti il 4 agosto il poliedrico artista marchigiano Neri Marcorè accompagna lo spettatore in un viaggio nella musica di Gianmaria Testa in Per mare e per aria, seguendo le tracce del libro Da questa parte del mare, uscito postumo nel 2017, che racconta storie e suggestioni che hanno portato all’album omonimo del 2006. Il 5 agosto, Lella Costa raccoglie l’invito di Franca Valeri, grande matriarca del teatro italiano che quest’anno compirà cent’anni, a interpretare La vedova Socrate, il testo da lei scritto ispirato a La morte di Socrate dello scrittore svizzero Friedrich Durrenmatt e interpretato la prima volta nel 2003; un concentrato di ironia corrosiva e analisi sociale, rivendicazione disincantata e narrazione caustica, su iniziativa di AMAT. Dalla notte al giorno, dal buio alla luce; il 9 agosto AMAT invita il pubblico alla magia di un Concerto all’alba (ore 5.30) con Remo Anzovino, pioniere dei concerti all’alba, considerato dalla critica e dal pubblico uno dei più originali compositori e pianisti in circolazione, nonché il nuovo vero erede della grande tradizione italiana nella musica da film, celebrato con il “Nastro D’Argento 2019 – Menzione Speciale Musica dell’Arte” e uno dei massimi esponenti della musica strumentale (oltre 7 milioni di stream solo su Spotify). Dal 10 al 13 agosto, torna dopo il successo dello scorso anno Stupor Circus, secondo festival internazionale di Circo Contemporaneo promosso dal Comune di Pesaro con AMAT e la collaborazione di Circo El Grito, compagnia di circo contemporaneo riconosciuta dal MiBACT e da Regione Marche come progetto di Primario Interesse Regionale, esempio di straordinaria originalità e qualità. Tre gli appuntamenti per grandi e piccini: il 10 agosto il dittico Gesticolors di Piero Massimo Macchini, un rigenerante spettacolo che fonde mimo, narrazione e comicità e Time to loop di Duo Kaos compagnia nata dall’incontro tra Giulia Arcangeli (Italia) e Luis Paredes (Guatemala) che tra ruote e acrobazie crea una storia di movimento, trasformazione e poesia. Dall’11 al 13 agosto, Malamat. Circo, musica e anime in volo di Circo El Grito, un appello circense all’umanità attraverso musiche, equilibrismi e danze spericolate, ispirate da antichissimi costumi d’Oriente. Il 17 agosto, tre artisti, Dante Milozzi primo flauto dell’Orchestra nazionale della RAI, Susanna Bertuccioli prima arpa del Maggio Musicale Fiorentino e l’attrice Lucia Ferrati, propongono – su invito dell’Ente Concerti – un viaggio straordinario dall’evocativo titolo La voce della conchiglia, tra musiche di rara bellezza di Albéniz, Bach, Britten, Damase, Debussy, Ravel e Tailleferre e testi poetici di Luis Sepúlveda. Il 21 agosto conclusione – sempre su iniziativa dell’Ente Concerti – con Inno alla gioia concerto del grande pianista Maurizio Baglini che propone una straordinaria interpretazione della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven nella trascrizione di Franz Liszt. Completa la rassegna, Un palco nel parco, quattro appuntamenti a cura di Teatro Accademia: 17 luglio Franca Mercantini… sempre più Franca della compagnia Il faro, 24 luglio la Compagnia del Gallo con El re del scion, 31 luglio il Teatro Accademia in A proposito di donne, 7 agosto La spagnara della Compagnia Dialettale Urbinate.

BIGLIETTERIA

Info e prevendite

I biglietti sono disponibili sul sito www.vivaticket.it; info e prevendite presso Tipico.tips (0721 34121); biglietteria Parco Miralfiore (ingresso via Respighi 334 3193717); il giorno di spettacolo dalle ore 20, per il Concerto all’alba dalle ore 5. Miralteatro d’Estate rispetta tutte le procedure di legge per il contenimento della diff usione del Covid previste dalla normativa vigente. Prenotazioni e prevendite biglietteria Tipico.tips 0721 34121 tutti i giorni 9.30-13 e 16-20, AMAT 071 2072439, Uffici Teatro Rossini 0721 387620.


Far conoscere tutta la magia del teatro

Non cambia il focus del Gad, il Festival del teatro amatoriale, che, forte della sua tradizione, torna dal 15 al 25 ottobre

Il Festival Nazionale di Arte Drammatica di Pesaro ha radici nel tessuto storico e culturale della città e, fin dagli esordi, ha offerto una panoramica nazionale dell’attività di decine di compagnie amatoriali italiane. Era il 1947 quando iniziò il “Concorso filodrammatico interregionale”: vi parteciparono ben 12 compagnie che rappresentarono i loro spettacoli dal 24 maggio al 21 giugno al Teatro Rossini. Dopo il devastante periodo della guerra, l’ardente desiderio di vivere si manifestò con la rinascita del teatro amatoriale e degli attori filodrammatici, impegnati nell’arduo compito di nobilitare l’animo e l’esistenza. Fu così che già dall’anno successivo il Festival del Gad iniziò a diventare la vetrina privilegiata del teatro amatoriale italiano. Da allora è stato un crescendo di attività e interessi con mostre e convegni che hanno portato Pesaro all’attenzione nazionale. Nel 1956 anche la Rai si interessa al Gad e giungono parole di lode e incoraggiamento da parte di grandi attori artisti e scrittori: dalla Gramatica a Gianni, da Ricci a Gassman, dalla Bagni a Eduardo. Nel 1963 scompare Renato Pompei, il primo appassionato direttore del Festival, al quale succederanno Arnaldo Matteucci (1964-1978), Guido Fabbri (1979- 1990), Eva Franchi (1991-2000), Claudio Sora (2001-2012), fino all’attuale Cristian Della Chiara. Dai “Quaderni del Festival Gad” si legge questo pensiero datato 1987, di Luciano Anselmi che ben risalta lo spirito della manifestazione: “Non abbiamo mai considerato il Festival del Gad come una rassegna solo di ciò che il teatro amatoriale riusciva a produrre; ma proprio come una vera festa del teatro”. Impossibile raccontare in poche righe la lunga e ricca storia del Festival, che episodicamente ha anche coinvolto personaggi affermati come Tullio Solenghi o Simona Marchini, indimenticabili ospiti delle premiazioni. Dal 1989 inizia poi, l’importante rapporto con le scuole superiori della città e provincia, che nel tempo diverrà sempre più stretto, coinvolgendo tutti gli istituti superiori. L’obiettivo del Festival è sempre stato di far conoscere la magia del teatro specialmente ai giovani: «in sostanza vogliamo aver sempre presente non il rumore dell’albero, bensì la crescita della foresta, cioè l’ambiente della società in cui vivremo domani», come più volte sottolineato dal presidente Giovanni Paccapelo. Anche per questo, da diversi anni, l’offerta di spettacoli “fuori concorso” si è ampliata con la sezione “Gad Festival Ragazzi”. La sfida 2020 è quella di trasformare completamente l’assetto del festival, di solito spalmato su un mese di programmazioni teatrali – gli 8 spettacoli selezionati tra gli oltre 100 pervenuti in media ogni anno – e di numerosi eventi collaterali fatti di mostre (tra cui l’immancabile segno delle immagini fotografiche a cura del rinomato Fotoclub di Pesaro), incontri, stage con illustri protagonisti della scena teatrale italiana e presentazioni di libri, tra cui quelli facenti parte della collana editoriale “Teatro di Marca” ideata dal festival, edita da Metauro Edizioni, che raccoglie uno spaccato significativo dei protagonisti del teatro nazionale; quest’anno presenterà un volume in omaggio a Claudio Sora, recentemente scomparso. Dal 15 al 25 ottobre, il festival si presenterà in una formula continuativa che consentirà la presenza in città, per più giorni, delle compagnie ospiti, che potranno, per la prima volta, seguire i diversi eventi in programma, in un fitto carnet di appuntamenti. Un’idea su cui la direzione artistica stava lavorando da tempo e che, a seguito delle restrizioni e compressioni dei calendari postcovid, è stata ora possibile: «Questo rivendica ancora di più il ruolo di festival nazionale, – conferma il direttore artistico Cristian Della Chiara – dando la possibilità non solo ai protagonisti, ma anche al pubblico di tutta Italia, di assistere al nutrito programma, che si inserisce in una ampia offerta culturale e turistica di un territorio molto generoso». Tra gli eventi di questa edizione, grazie al successo del Premio Antonio Conti, sarà proposto un workshop di scrittura drammaturgica con Lucia Calamaro.


Premio di drammaturgia “Antonio Conti”

La “messinscena” del testo vincitore chiuderà l’edizione 2020 del festival

Nato solo due anni fa, su iniziativa del Circolo di lettura sulla drammaturgia italiana contemporanea, all’interno dell’Associazione Amici della Prosa, il premio di drammaturgia “Antonio Conti” ha già raggiunto un posto di rilievo tra i concorsi dedicati alla scrittura, sia come particolarità, per la richiesta di testi già predisposti alla messinscena teatrale, che per la possibilità di vedere realizzato il sogno di ogni autore, con la realizzazione scenica del proprio elaborato. La seconda edizione ha selezionato i vincitori, su quarantadue testi: un lavoro che ha coinvolto diversi lettori del Circolo (Marzia Alessandri, Sara Cardellini, Giuseppe Esposto, Antonella Gennari, Gigliola Gori, Barbara Lorenzi, Paola Paccapelo, Antonella Paoloni, Claudia Rondolini, Ida Soldani, Rosa Startari) coordinati da Francesco Corlianò, a cui, nella fase finale, si sono aggiunti quattro esperti di rilievo nazionale: la nota scrittrice, regista e drammaturga Lucia Calamaro, il critico teatrale Andrea Porcheddu, il giornalista e docente all’Accademia di Belle Arti Pierfrancesco Giannangeli e il direttore artistico del Ctu di Urbino Michele Pagliaroni. Il fatto di garantire una “verità scenica” con la messinscena dell’opera è infatti determinante per un autore teatrale. I testi giunti quest’anno, hanno il merito di aver affrontato problemi eterni: la natura dell’uomo, l’eterno conflitto tra il bene e il male, problematiche del lavoro, identità e morte, tutti temi della grande drammaturgia che da sempre accompagnano il nostro “stare al mondo”. Vincitore di questa seconda edizione è risultato “La codista” di Marleen Scholten, Milano, mentre al secondo e terzo posto si sono classificati, rispettivamente, “Dove sono Jim & Rodrigo?” di Luisa Pachera di Avio (Trento) e “Non colpevole” di Adriano Marcolini, Vicenza. La messinscena del testo vincitore della prima edizione (“Il Raccolto” di Giorgia Brusco) con il coinvolgimento di ben tre atenei, il Centro Teatrale dell’Università degli Studi di Urbino, la Normale di Pisa e l’Università di Padova, chiuderà l’edizione 2020 del Gad.