Città e cultura I

Un gioiello di travertino e magia
Ascoli vi lascerà a bocca aperta

Palazzi duecenteschi e ponti romani: capolavori a ogni angolo

SPLENDIDO capoluogo di provincia, il cui centro storico, costruito quasi interamente in travertino, è tra i più ammirati d’Italia, in virtù della sua ricchezza artistica e architettonica. La città delle cento torri, per le diverse torri gentilizie e campanarie, lascia i visitatori a bocca aperta. In piazza del Popolo, si trovano edifici importanti fra cui il Palazzo dei Capitani del Popolo, di origine duecentesca e oggi sede del Comune, lo storico Caffè Meletti, frequentato in passato anche da Sartre, San Francesco e la Loggia dei Mercanti, elegante costruzione del 1513. Spostandosi di pochi passi c’è piazza Arringo, la più antica di Ascoli, dove sorgono il medioevale Battistero di San Giovanni, la Cattedrale di Sant’Emidio, che racchiude al suo interno la cripta dedicata al santo patrono e il grande polittico di Sant’Emidio di Carlo Crivelli, firmato e datato 1473; e ancora il Palazzo Vescovile, il Palazzo dell’Arengo, sede della Pinacoteca Civica e di alcuni uffici comunali. Sul lato opposto della piazza si riconosce la seicentesca facciata di Palazzo Panichi, sede del Museo Archeologico Statale. Ma per godere l’arte ad Ascoli basta passeggiare perché dovunque, tra gli edifici di travertino, si trovano inestimabili testimonianze del passato, come alcune rovine di epoca romana, fra cui spicca il ponte di Solestà. Lasciando il centro c’è la Rocca di Castel Trosino, antichissimo insediamento longobardo a strapiombo sul torrente Castellano. E se tutto questo non bastasse, in venti minuti di auto si raggiunge il mare: da San Benedetto del Tronto a Cupramarittima e Grottammare, entrambe Bandiera Blu e dotate di un bellissimo borgo storico sul mare. A Cupramarittima, c’è il Museo Malacologico Piceno, uno dei più importanti musei di conchiglie al mondo. Se invece si preferisce la montagna, a pochi chilometri c’è il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, con il centro termale di Acquasanta Terme, di origine romana ed oggi rinomato complesso per cure termali, da maggio fino ad ottobre.

INFO: www.comune.acquasantaterme. ap.it www.turismo.marche.it


LE MANIFESTAZIONI DAL PALATO ALLA COMICITA’, EVENTI PER TUTTI I GUSTI

Olive ripiene e fritto all’ascolana
E il Carnevale da vivere in strada

SE L’ARTE e la bellezza di Ascoli soddisfano il cuore, il palato sarà letteralmente travolto dall’offerta culinaria Picena. Famose in tutto il mondo sono le olive all’ascolana, ma consigliamo caldamente anche un altro piatto tipico, ovvero il fritto all’ascolana. Le olive verdi tenere, dopo essere state denocciolate e riempite con un morbido composto a base di carne mista, vengono impanate e fritte. Il fritto all’ascolana è invece una pietanza che si compone di costolette di agnello, carciofi, olive ascolane e crema fritta (cremini). Altro sapore tipico della città è quello dell’anisetta, un liquore a base di anice verde. La zona dell’ascolano è nota anche per la produzione del Rosso Piceno Superiore, del Falerio e del vino cotto, ottenuto dalla concentrazione del mosto mediante cottura. Proprio ai piaceri della tavola sono dedicate due manifestazioni che richiamano pubblico da tutta Italia: Fritto Misto, tra aprile e maggio, e l’Ascoliva Festival: l’oliva ripiena ascolana, conosciuta in tutto il mondo, rappresenta una ricchezza inestimabile da difendere e tutelare dalle contraffazioni che ne snaturano il sapore, la qualità e la storia. Quest’anno dal 9 al 19 agosto. Sempre ad agosto si tiene la celebre Quintana (vedere pagina 21) e il Mercatino dell’Antiquariato: ogni terza domenica del mese è possibile fare veri affari con mobili, oggettistica e memorabilia sparsi per il centro.

MA ASCOLI è anche famosa per il Carnevale: vera festa di popolo, non esiste ascolano che non si mascheri in occasione delle feste che durano diversi giorni e che si svolgono in massima parte in piazza. Enormi lampadari illuminano piazza del Popolo come un grande salone delle feste e le macchiette itineranti raccontano i grandi fatti dell’anno, passando dalla politica alla cronaca, rigorosamente in dialetto, senza risparmiare nessuno.


La perla dell’Adriatico che strega i cuori

Grottammare, luogo magico adagiato sulla collina profumato di aranci e oleandri

SE la chiamano perla dell’Adriatico una ragione ci sarà: Grottammare, sulla Riviera delle Palme, è celebrata da più di tre secoli per la bellezza del paesaggio, per le suggestive atmosfere di pace e di serenità, per le ricche memorie storiche e culturali che custodisce gelosamente: tutto questo è valso a Grottammare importanti riconoscimenti, tra i quali spiccano la Bandiera Blu d’Europa. C’è la spiaggia di cinque chilometri, costeggiata da un lungomare di palme, aranci ed oleandri, da percorrere in bici. Poi c’è piazza Kursaal, cuore ideale della marina, lastricata in travertino. La marina è dominata dal Vecchio Incasato aggrappato alla collina, negli ultimi anni è stato oggetto di un meticoloso restauro. In piazza Peretti, il cuore segreto del borgo che si apre su uno splendido loggiato panoramico, è possibile ammirare, inoltre, il Teatro dell’Arancio e la Chiesa di San Giovanni Battista, sede del Museo Sistino. E dal 2004, il Torrione della Battaglia, una fortificazione che risale al XVI secolo, custodisce un museo che conserva una prestigiosa collezione di opere dello sculture grottammarese Pericle Fazzini, autore della celebre Resurrezione nella Sala Nervi in Vaticano. Grottammare è animata da un’intensa vita culturale. Su corso Mazzini ci sono mercatini, artisti di strada e cantastorie, mentre la musica è protagonista in piazza Fazzini. Si può anche divertirsi con il grande Cabaret al Parco delle Rimembranze. Chi ama, invece, le atmosfere più romantiche e la quiete, può riscoprire la musica classica e la poesia nell’affascinante scenario del borgo medievale. E poi il cinema, l’arte, il teatro: da segnalare Cabaret amoremio, Festival Internazionale dell’Umorismo, al Festival Liszt.


BORGO PIU’ BELLO D’ITALIA SORGE TRA LE VALLI DEL FIUME ASO E DEL TORRENTE MENOCCHIA

A Montefiore dell’Aso, tra capolavori artistici e silenzio

MONTEFIORE dell’Aso (Borgo più bello d’Italia) si trova tra le valli del fiume Aso e del torrente Menocchia. Il centro storico è ben conservato: sono rimasti notevoli tratti di cinta muraria muniti di porte e sei torrioni risalenti ai secoli XV e XVI. Dal Belvedere De Carolis si entra nel centro storico e si giunge in piazza della Repubblica, dominata dalla Collegiata di Santa Lucia, rifatta in stile neoclassico. Nel piazzale San Francesco c’è la chiesa costruita tra il 1247 e il 1303, e l’annesso convento, all’interno del quale è stato inaugurato nel 2006 il nuovo Polo museale di San Francesco. Nel complesso conventuale gli spazi francescani sono stati riallestiti ed ora ospitano la Sala Carlo Crivelli, che custodisce il preziosissimo Polittico di Carlo Crivelli, il Centro di documentazione scenografica Giancarlo Basili, il Museo Adolfo de Carolis, il Museo della civiltà contadina, la Collezione Domenico Cantatore. Nel borgo si trovano anche numerosi edifici sei-settecenteschi; poco fuori del centro sorge la chiesa di San Filippo Neri. Vicino alla chiesa di San Filippo si trova la chiesa del Corpus Domini con l’annesso monastero. Da ricordare, inoltre, tre chiese extraurbane comprese nel territorio di Montefiore dell’Aso: lungo la strada provinciale che conduce a Carassai, la deliziosa chiesetta campestre di Santa Maria delle Grazie e la chiesa Santa Maria della Fede; lungo la via che conduce a Campofilone sorge la chiesa di San Giovanni Battista. Tra gli eventi che hanno luogo a Montefiore dell’Aso nel corso dell’anno ricordiamo, oltre al Carnevale, le Sinfonie di cinema, rassegna cinematografica accompagnata da concerti dal vivo, a luglio, il Palio delle Botti ad agosto e la rassegna Polifonica Internazionale, che ospita cori nazionali e internazionali, in autunno.


Panorama mozzafiato e Rocca
Dolci emozioni ad Acquaviva

ACQUAVIVA Picena, (Bandiera Arancione), sorge su una collina dalla quale è possibile ammirare uno stupendo panorama fino al Gran Sasso e la Maiella. Il borgo è caratterizzato dalla Rocca, capolavoro di architettura militare rinascimentale, la cui prima costruzione risale al XIV secolo da parte dei nobili della famiglia Acquaviva. Ai piedi della rocca si apre la piazza del Forte, che fornisce ad essa una platea scenografica, con basse case disposte a semicerchio. Sul pittoresco Vicolo del Trabucco anticamente erano depositate delle macchine belliche simili alle catapulte. Piazza San Nicolò è il baricentro del borgo antico, disposta in forma allungata fra due opposti colli. Attività tradizionale del borgo è la produzione di cesti di paglia, con un metodo tramandato di generazione in generazione: al Museo della Pajarola cesti, utensili e bamboline. Non lasciate Acquaviva senza aver assaggiato il frustingo, dolce di frutta secca e fichi, e un buon bicchiere di vino. D’estate c’è Sponsalia, la rievocazione del matrimonio tra Forasteria d’Acquaviva e Rainaldo di Brunforte (1234). Foto I. Maria Coccia


Rilassarsi al belvedere del Piceno tra viuzze, buon cibo e buon vino

ALTA sul colle tra le valli del torrente Menocchia e del fiume Tesino, Ripatransone sorge in una posizione panoramica tanto bella da meritarsi il titolo di belvedere del Piceno. Aderisce all’Associazione Nazionale Città dell’Olio e Città del miele e vanta la Bandiera Arancione. L’attrazione più nota è il Vicolo più stretto d’Italia, così piccolino da non avere nemmeno un nome: è largo solo 43 centimetri! Costruita e più volte rinforzata tra il XII e il XVI secolo, la cortina muraria di Ripatransone è una delle più ricche e articolate delle Marche. La lunghezza del suo perimetro è di 2.418 metri e include il complesso delle Fonti, Porta Cuprense, Porta San Domenico, Porta d’Agello, Porta di Monte Antico, Torrioni con merlatura ghibellina. Il centro storico vanta edifici di epoca medievale, rinascimentale e barocca. Da non perdere il Palazzo Comunale, costruito nel XIII secolo e la quattrocentesca Loggia degli Anziani, con due affreschi di Giacomo da Campli. Da gustare è il ciavarro, zuppa di legumi e cereali con condimento piccante.


OFFIDA

Vitigni pregiati e antichi merletti
Una passeggiata nella tradizione

OFFIDA, borgo antico racchiuso dalle mure castellane del XV sec, è inserito tra I borghi più belli d’Italia. Posto su uno sperone roccioso, tra le valli del Tesino e del Tronto, è noto per la laboriosa e paziente arte del delicato merletto al tombolo, tradizione antica, a cui è dedicato un museo. La lavorazione del merletto a tombolo è tuttora molto diffusa: non è raro infatti, passeggiando nel centro storico, scorgere nella penombra signore intente al lavoro con i piccoli fuselli di legno. Il cuore del borgo è piazza del Popolo, dall’insolita forma triangolare: dal porticato del municipio si accede allo splendido Teatro del Serpente Aureo, costruito nell’800, ricco di stucchi e intagli dorati. L’edificio di culto più importante è posto al margine dell’abitato, su una rupe dalle pareti scoscese: si tratta della chiesa di Santa Maria della Rocca, imponente architettura romanico-gotica in cotto, costruita nel 1330 su una preesistente chiesetta longobarda; al suo interno si ammirano i bellissimi affreschi del Maestro di Offida del XIV secolo. L’ex monastero di San Francesco, nel centro storico di Offida, ospita l’enoteca regionale che offre una panoramica completa della produzione enologica del piceno e delle Marche. Tra gli eventi più significativi che hanno luogo a Offida nel corso dell’anno ricordiamo il Carnevale storico di Offida, con il famoso Bove finto, l’Offida Opera Festival e Di Vino in Vino. Del resto tra le eccellenze enogastronomiche locali ci sono i vini Terre di Offida DOC e Offida DOCG, ma anche il chichì ripieno (una focaccia con tonno, alici, capperi e peperoni), a cui è dedicata una sagra,e i funghetti (dolcetti a base di anice). Foto di Ignacio Maria Coccia


Tra i pescatori e le palme il mare è protagonista

Un lungomare e un porto famosi in tutta Italia

UN’OASI di verde con migliaia di palme, un mare Bandiera Blu, un’accoglienza turistica di primo livello, ottima cucina e clima da sogno, intrattenimento per bambini e vita notturna, sport e cultura. Tutto questo e molto altro è San Benedetto del Tronto. Orgoglio della città è il lungomare, considerato una delle più belle passeggiate d’Italia. Realizzato negli anni ’30 del secolo scorso, è uno dei più sontuosi della penisola con i suoi cinque chilometri di lunghezza ricchi di spazi verdi, pinete, impianti sportivi e soprattutto di tante palme di ogni specie. Nei decenni la città si è arricchita in ogni angolo delle scenografiche piante e oggi si stima che a San Benedetto ci siano circa 10mila palme, di cui 7mila su suolo pubblico. Sul nuovo lungomare sud si trovano tesori naturali, nell’estremità nord invece, quella più storica e adiacente al centro, è stato realizzato nel 2017 uno splendido giardino che si affaccia direttamente sul mare, dominato dalla Statua del Pescatore, uno dei simboli della città posto all’ingresso dell’area portuale. Il porto tra i più importanti d’Italia per flottiglia e quantità del pescato, ospita anche un’ampia darsena turistica capace di accogliere centinaia di imbarcazioni da diporto. Si tenga presente che San Benedetto è il secondo porto italiano, dietro Mazara del Vallo, per quantità di pesce pescato e numero di pescherecci ed è uno dei maggiori mercati ittici d’Italia. Risale al 1886: nel 1936 fu invece realizzato il mercato attuale, con stile architettonico decisamente pompeiano. Distrutto dalla guerra, fu ricostruito con lo stesso stile e con contributo regionali e Ue è stato completamente ristrutturato.


MONUMENTI IMPONENTI DAL CASTELLO AL GABBIANO

Antiche torri e arte contemporanea
La cultura abbraccia le banchine

NEL luogo più alto della città, sul Colle, cuore del vecchio centro paesano, sorge il Castello, mentre nel piazzale Giuseppe Sacconi spicca alta la Torre dei Gualtieri, antica postazione di comando del XII – XIII sec., chiamato dai locali Torrione. Ma la modernità è protagonista a San Benedetto: dal viale Buozzi, alla scenografica Rotonda Giorgini, con al centro la monumentale fontana di giochi di luce ed acqua. E ancora, la Palazzina Azzurra, simbolo del turismo locale, del 1934, in pieno stile liberty. Infine, il Museo del Mare, di cui quattro sezioni sono ospitate in area portuale. All’affascinante scoperta della vita degli animali nel mondo delle acque è dedicato il Museo ittico Capriotti, fino al Museo della Civiltà Marinara e al MAM – Museo d’Arte sul Mare: sul molo sud: opere scultoree e pittoriche, realizzate direttamente sui massi frangiflutto da artisti provenienti da ogni parte del mondo durante le edizioni del Simposio internazionale Scultura e Pittura Viva, sono presenti lungo il suo percorso, altre sculture di importanti artisti contemporanei tra cui spiccano l’imponente monumento al gabbiano Jonathan Livingston di Mario Lupo, e la Vela di Genti Tavanxhiu. Proprio sul fronte opposto, si trova il primo monumento d’arte contemporanea apparso in città: ‘Lavorare, lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare’, di Ugo Nespolo, un’opera in acciaio colorato alta oltre sette metri, ispirata dai profondi versi Dino Campana.


LA MOSTRA

Abbronzatissima
La tintarella diventa storia

MOSTRA Abbronzatissima, glamour e arte all’ombra delle palme. Alla Palazzina Azzurra fino al 16 settembre l’esposizione patrocinata dal Mib. Il tema, ovvero quello della pelle dorata dal sole, diventa un grande stereoscopio view – master multicolor indispensabile per viaggiare indietro e avanti nel tempo con flashback in bianco e nero pronti a passare il testimone giocoso ai neon ed ai colori fluo degli anni della trasgressione in un unico e vivace racconto a più voci traboccante di memorabilia in cui ognuno ha la possibilità di rileggere un po’ del proprio passato, riconoscere tratti del proprio presente e catturare qualche frammento del tempo che sarà. A partire dagli anni ’30 sino al suo ritorno allo splendore negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, il progressivo cambiamento dei luoghi di villeggiatura e della società. Una mostra che racconta la storia e i costumi della seconda metà del secolo scorso, con incursioni contemporanee che strizzano l’occhio al passato: un amarcord che permette al visitatore di ripercorrere alcune icone dell’immaginario collettivo in una delle località balneari più rinomate della riviera adriatica, ora come allora.


TEMPO LIBERO

La ciclabile, la Sentina e il brodetto

CHI vuole praticare sport qui non ha che l’imbarazzo della scelta, tra tennis, pattinaggio, calcio, atletica, nuoto. Per spostarsi in bicicletta ci sono ben 15 chilometri di piste ciclabili, la più suggestiva delle quali è quella lungo tutto il lungomare, contornata da palme, oleandri e tamerici da Cupramarittima a San Benedetto del Tronto. A sud si sviluppa la Riserva Sentina oasi di eccezionale rilevanza naturalistica, uno dei pochissimi punti di sosta per i migratori tra il Gargano e le zone umide emiliane. Infine come non citare i piaceri della tavola. Ricette a base di pesce fresco dell’Adriatico tra cui la frittura di paranza e il tradizionale brodetto sambenedettese, piatto rinomato in tutta Italia. Le prime ricette codificate si trovano in libri di cucina della seconda metà dell’800, scritti da cuochi professionisti. Gli ingredienti sono: pomodoro verde, aceto bianco, cipolla, acqua, peperone a corno rosso e giallo, seppia e polpo, coda di rospo, vocca in capo, mazzolina, scorfano, rana pescatrice, triglie, palombo a fette, gattuccio razza occhiata, merluzzo o busbana. L’originalità sta proprio nell’uso dell’aceto, dei peperoni e dei pomodori verdi.


Cola dell’Amatrice, ecco il pittore eccentrico tra Pinturicchio e Raffaello

Un itinerario ideale nei luoghi gioiello di Ascoli

A PIÙ di venticinque anni di distanza dalla grande esposizione del 1991 dedicata all’artista laziale dalla città di Ascoli Piceno, la mostra ‘Cola dell’Amatrice Pittore eccentrico tra Pinturicchio e Raffaello’ intende mettere a fuoco gli anni formativi del Filotesio, ripercorrendo un itinerario che si snoda lungo il tracciato della Salaria, tra la città natale del pittore, Farfa e Subiaco, dove Cola ebbe modo di conoscere le opere dei più importanti maestri attivi fra Lazio e Umbria sul finire del XV secolo.

DALLA PINACOTECA Civica, che già ospita alcune delle opere più rappresentative di Cola dell’Amatrice, il percorso espositivo si allarga ad altri luoghi della città di Ascoli Piceno legati alla presenza del pittore di Amatrice: l’antico capitolo del complesso monumentale di San Francesco, dove da poco sono stati ricollocati gli affreschi vetero testamentari che erano stati strappati a metà degli anni Cinquanta del Novecento, ospita la sezione dedicata alla grafica, mentre nel refettorio del convento dell’Annunziata, oggi sede della Facoltà di Scienze dell’Architettura dell’Università degli Studi di Camerino, è possibile ammirare l’affresco di Cola raffigurante la ‘Salita al calvario’. Grazie ad un accordo con l’Anci, la mostra è anche l’occasione per procedere al restauro di alcuni dipinti su tavola ed affreschi di Cola dell’Amatrice danneggiati dal sisma.

LA MOSTRA intende anche mettere in evidenza l’attenzione di Cola per l’ambìto della scultura, in particolare per l’attività di Saturnino Gatti e degli altri maestri abruzzesi, le cui opere in terracotta policroma dialogheranno con i dipinti del Filotesio.

IL CICLO di eventi Mostrare le Marche, il progetto Biennale della Regione, che ha preso il via con la mostra di Loreto, nasce con l’intento di valorizzare nel biennio 2017-2018 il patrimonio culturale delle aree colpite dal sisma, attraverso la promozione di attività espositive realizzate utilizzando le opere d’arte provenienti dai musei e dalle collezioni pubbliche ed ecclesiastiche interessate dall’ultimo terremoto, e messe in sicurezza presso i depositi attrezzati del MIBACT. I luoghi da non perdere sono dunque la Pinacoteca Civica e la Sala Cola dell’Amatrice presso il complesso monumentale della Chiesa di San Francesco. Fino al 15 luglio. Su www.turismo.marche.it da è possibile scaricare il coupon per il biglietto ridotto dalla pagina eventi. turismo.marche.it INFO: Musei Civici Tel. e Fax (+39) 0736 298232 – www.comuneap. gov.it e musei.civici@comune.ascolipiceno. it


FERMO TRADIZIONE ED AVANGUARDIE

Le emozioni del Quattrocento, da Nicola di Ulisse a Crivelli

ANCHE la mostra ‘Il Quattrocento a Fermo’, inaugurata lo scorso 20 aprile e aperta al pubblico il giorno seguente presso la Chiesa San Filippo, fa parte del progetto regionale ‘Mostrare le Marche’. L’evento espositivo costituisce nella sua ricchezza e articolazione uno strumento di narrazione efficace di un momento artistico interessante per la storia del territorio e della città di Fermo e, contemporaneamente, un ulteriore motivo di attrazione turistica a livello nazionale. La città di Fermo, orgogliosa nei tempi antichi della sua posizione preminente in territorio Piceno, capoluogo di una circoscrizione ecclesiastica vastissima, ebbe nel Quattrocento un rilievo assai originale nelle vicende dell’arte marchigiana, non ancora riproposto alla ribalta che gli compete.

INTANTO l’importanza della Diocesi, la più vasta delle Marche e fra le più grandi d’Italia, con una presenza massiccia di chiese e conventi, quasi tutti di fondazione medievale, quindi i castelli, le cittadine minori, i borghi: ognuno issato sulle colline, fortificato ed orgoglioso dei suoi pregi e dei suoi monumenti architettonici. Un ricco territorio che, nonostante le faide e le guerricciole, o più imponenti campagne guerresche; le piccole signorie, i municipi o le comunanze; conobbe – soprattutto durante il Quattrocento – una molteplicità di episodi artistici ed una miriade di committenti che, desiderarono fortemente ed ottennero, oggetti pregevoli che hanno perpetuato la loro fama e soprattutto la loro memoria.

LA MOSTRA affianca le opere certe di codesti autori, così da permettere di farsi un’idea per analogia di cosa poteva esser raffigurato nella stanza (o nelle stanze) del Girfalco. E’ solo l’abbrivio di una storia affascinante che si snoda poi, attraverso le opere d’arte (dipinti e miniature, sculture, oreficerie, ceramiche e tessuti) conservate ancora oggi nel territorio e rimpinguate da prestiti richiesti ad altre sedi, lungo tutto il secolo del Quattrocento. Fino al 2 settembre. INFO: Servizio Beni Culturali, Turismo, Sport – Comune di Fermo Tel: 0734 284452 Email: francesca.giagni@comune. fermo.it Web: http://www.comune.fermo.it


MATELICA RACCONTARE LA CIVILTA’ FIGURATIVA DOPO IL DISASTRO DEL TERREMOTO

Marche, Umbria e il Tramonto del Romanico

IL TERREMOTO che ha devastato l’Italia centrale tra l’agosto e l’ottobre del 2016 ha messo in evidenza, oltre le tragedie umane, non solo la fragilità del diffuso patrimonio architettonico che alimentava ricchezza e bellezza delle regioni colpite, ma anche una varietà e una qualità delle testimonianze monumentali e figurative strettamente connesse alla distribuzione capillare di quel patrimonio e alla sua importanza storica. La ricostruzione morale, materiale, economica e sociale di queste terre devastate deve essere nutrita necessariamente dalla cultura. Ma la mostra «Milleduecento. Civiltà figurativa tra Umbria e Marche al tramonto del Romantico » vuole essere anche un atto di storia dell’arte, che prova a spiegare perché intorno al 1200, tra Umbria e Marche, il linguaggio figurativo si trasforma così sensibilmente verso un naturalismo di grande potenza plastica; e perché l’arte guida, in questo tempo e in questi luoghi, sia la scultura in legno policromo, protagonista che schiaccia una scultura monumentale pressoché inesistente, o comunque assai meno caratterizzata quanto a propositività. La civiltà di questi territori si racconta anche attraverso la qualità del suo patrimonio, soprattutto medievale, ed è per questo che abbiamo voluto chiarire il concetto fin dal titolo. Fino al 4 novembre. Info: 0737 781811 www.comune.matelica. mc.it/ Palazzo e Museo Piersanti Tel: 073784445 museopiersantimatelica@virgilio. it


Dame, cavalieri e mangiafuoco
La storia raccontata dai figuranti

Dalla Quintana di Ascoli all’Assunta di Fermo: un tuffo nel passato

NELLE MARCHE rievocazioni storiche, feste in costumi tipici e spettacoli di origini antiche sono il veicolo privilegiato per ricordare un passato fatto di dominazioni, guerre, grandi conquiste e importanti sovrani. Queste feste non sono frutto di invenzione, bensì si basano su vicende e fatti realmente accaduti. Nelle Marche opera l’Associazione Marchigiana delle Rievocazioni Storiche che aderisce alla Federazione Nazionale dei Giochi Storici ed a quella Europea, con cui si raccorda per la promozione delle iniziative più importanti. Quest’associazione ha riportato alla luce i passaggi più importanti della storia marchigiana, attraverso un lavoro sia di ricerca delle fonti storiche che di valorizzazione della memoria locale. Lo spettacolo è divenuto così il veicolo privilegiato per promuovere – a livello turistico e culturale – le eccellenze della regione.

UN POSTO d’onore lo merita la Quintana di Ascoli Piceno, quest’anno sabato 14 luglio e domenica 5 agosto: ricalca il percorso rituale delle antiche celebrazioni cittadine scritte negli Statuti medioevali: giuramento, lettura del bando, la mostra del Palio e il corteo nel giorno di Sant’Anna, in coincidenza con l’apertura delle Feste Patronali. I tornei furono un prodotto del feudalesimo e della cavalleria, e si riallacciano, per ciò che riguarda il fine di esercitarsi nell’arte militare, ai giochi guerreschi propri di quasi tutti i popoli. Essi furono molto numerosi durante i secoli XII e XIII, in tutte le città grandi e piccole. Naturalmente anche più dei tornei furono numerose le Giostre dal Sec. XIII in avanti, e tanto vivo e diffuso fu l’amore per tali feste, che se ne vollero correre dappertutto. Una festa per la città capace di accogliere ogni anno migliaia di visitatori da tutta Europa. Proseguendo verso nord si arriva a Servigliano, in provincia di Fermo, con il Torneo Cavalleresco Castel Clementino, quest’anno dal 9 al 19 agosto. E’ la rievocazione storica dell’evento avvenuto nel 1450, quando l’Abate di Farfa cedette alla comunità di Servigliano la Piana di San Gualtiero. Se poi ci si sposta nel capoluogo di provincia, Fermo, si può assistere alla cavalcata dell’Assunta. Si svolgerà dal 27 luglio al 15 agosto: la Cavalcata dell’Assunta era il Corteo processionale in cui i principali partecipanti sfilavano a cavallo, al lume di torce e di candele – veniva perciò anche chiamata Luminaria – la sera del 14 agosto, vigilia della festa; partiva dalla chiesa di Santa Lucia, nella parte occidentale della città, risaliva lungo il Corso, faceva sosta in piazza Grande, fino a giungere alla Cattedrale per offrire i tradizionali ceri e doni alla Patrona Celeste. Ma nelle Marche le rievocazioni storiche sono decine: dall’assedio al Castello di Gradara (PU), con 200 figuranti con cavalli e spettacolari fuochi d’artificio, quest’anno il 21 e 22 luglio, al tuffo nel Medioevo di Sarnano (Mc), con Castrum Sarnani, dal 16 al 18 agosto. Le piazze e i vicoli prendono vita grazie a spettacoli di danza e di mangiafuoco, combattimenti di scherma antica, animazione con trampoli e giocoleria. E ancora dalla Contesa del Pozzo della Polenta, a Corinaldo (An) dal 20 al 22 luglio, alla Festa del Duca di Urbino, dal 10 al 12 agosto, celebrata in onore del grande Federico da Montefeltro, che rese Urbino culla dell’arte nell’età rinascimentale, la cui atmosfera rivive in palazzi, vicoli e piazzette.


«Accogliamo le famiglie a braccia aperte»

Porto Sant’Elpidio al top: parla Daniele Gatti, direttore dell’Holiday Village

BANDIERA BLU, storico borgo marinaro e da un po’ anche amore dei turisti dell’Est Europa. Porto Sant’Elpidio è la perfetta destinazione per le famiglie: offre una spiaggia di sabbia e ghiaia che corre per oltre sette chilometri, tra l’abitato e il mare. L’ampia pineta vicina al mare è costeggiata da una pista ciclabile. Tra le strutture ricettive si segnalano soprattutto i campeggi che sorgono lungo il litorale, vaste aree immerse nel verde perfettamente attrezzate, ambiente ideale per gli amanti delle vacanze all’aria aperta. Meritano una visita l’antica Torre dell’Orologio, simbolo della città e le nobili ville, come Villa Murri e Villa Barrucchello, che vengono utilizzate, soprattutto d’estate, per manifestazioni a carattere culturale. Dal 2017 ospita il Festival del Pesce Azzurro Anghiò. A pochi chilometri da Porto Sant’Elpidio sorge anche Pedaso, Bandiera Blu, deliziosa cittadina che certo merita una visita. Ma tornando a Porto Sant’Elpidio e alle strutture ricettive d’eccellenza, abbiamo intervistato Daniele Gatti, direttore del Family village.

Gatti, siete al top per accoglienza di turisti dell’Est Europa. E avete anche avuto i complimenti dal presidente della Regione Luca Ceriscioli…

«Sì, grazie alla nostra capacità attrattiva e anche grazie alla semplicità: se il pubblico da accogliere è quello dell’est Europa, mi sembrava il minimo avere brochure in cirillico e persone che conoscessero il russo alle informazioni». Siete riusciti a «rubare» i turisti dell’Est al Mar Rosso: problemi legati al terrorismo, certo, ma non solo. Qual è il vostro segreto? «Ci siamo messi subito al lavoro con la Regione, i tour operator come Tez Tour, Aerdorica e l’aeroporto di Falconara. Da un lato dunque il nostro impegno, dall’altro la nostra offerta, capace di soddisfare le famiglie in molteplici aspetti. Abbiamo il mare, abbiamo i meravigliosi borghi a due passi dalla costa, ma anche più lontano; organizziamo tour anche alle Grotte di Frasassi, per esempio. Il resto poi, lo fa l’italianità: dalla capacità di accogliere, tipica del Belpaese, all’enogastronomia di qualità. I nostri ospiti restano letteralmente a bocca aperta di fronte a quante alternative diverse riusciamo ad offrire. Non si tratta solo di sicurezza dunque; certo, il mercato è stato condizionato dai tragici eventi degli ultimi anni ma il successo con questo nuovo tipo di turismo è dovuto, me lo lasci dire, a tutti noi». E per gli altri turisti? «Di stranieri da noi ce ne sono pochi che non vengano dall’Est Europa. Per la massima parte, tra i nostri quasi tremila ospiti, abbiamo famiglie italiane. Del Nord, ma non solo, anche tante del centro Italia. Del resto la nostra offerta è perfetta proprio per le famiglie tra iniziative per grandi e piccoli e una serie infinita di eventi per trascorrere la migliore vacanza possibile».

Com’è la collaborazione con Aerdorica?

«Abbiamo un ottimo rapporto e come le dicevo abbiamo iniziato a collaborare diversi mesi fa per farci trovare pronti con ‘Destinazione Marche’ e per rendere l’estate 2018 semplicemente un successo ». Info : www.elpinet.it; www.turismo.marche.it


PORTO SAN GIORGIO SPIAGGIA DI SABBIA E CULTURA MARINARA

La rocca, il brodetto, gli oleandri: il più grande porto turistico adriatico

PORTO San Giorgio, un’ importante Bandiera Blu dalla spiaggia di sabbia, con numerose strutture ricettive, un porto turistico ben attrezzato e una pista ciclabile. Il lungomare è impreziosito da palme centenarie, con pavimentazioni e illuminazioni a cui fanno da suggestiva cornice le palazzine liberty. Da segnalare che ad agosto ha luogo la Festa del Mare, durante la quale, nella celebre Padella da Guinness dei primati, il cui manico misura 8 metri, vengono fritti e distribuiti ai partecipanti dieci quintali di calamaretti e sarde. Cibo, certo. Ma anche cultura legata alla tradizione marinara: il Museo del mare, a Villa degli Oleandri, conserva molte opere appartenute alla collezione privata di Stefano Campussè. E il porto turistico peschereccio: alla metà del XVII secolo Porto San Giorgio vantava un numero considerevole di tartane; tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII lungo la costa ci sono imbarcazioni ancora più grandi. Intorno al 1850 l’attività peschereccia assume un aspetto più tecnico ed organizzato. Il primo pontile d’attracco fu realizzato nel 1954. Oggi quello di Porto San Giorgio è il più grande porto turistico dell’Adriatico con una superficie di 140mila chilometri quadrati ed in grado di ospitare circa mille barche. Da non perdere anche Rocca Tiepolo: costruita nel 1267 dal veneziano Lorenzo Tiepolo, podestà di Fermo. Recentemente ristrutturata ospita eventi culturali. Infine c’è Marcafermana, un servizio navetta che collega la costa e le aree interne. Un pulmino da 29 posti che arriverà fino a Montefortino. Otto gli itinerari, con tappa finale in Piazza del Popolo a Fermo con degustazione di prodotti tipici. Martedì e giovedì sono i giorni in cui il pulmino volerà sulle strade fermane. Tappe mirate, poli museali, pinacoteche, borghi storici. E ogni ingresso sarà gratuito, come il servizio navetta. Ogni itinerario sarà accompagnato da una guida turistica. Info: comune. portosangiorgio.fm.it laprovinciadifermo.com

2018-07-04T18:37:31+00:00 Argomento: INTRATTENIMENTO|Speciale |