Le forme del tempo: Barile e Milella
espongono alla Fondazione Pescheria

Una mostra di ricerca sulla fotografia contemporanea aperta fino a giugno

La Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive di Pesaro, in collaborazione con Sistema Museo, ospita Fabio Barile e Domingo Milella: Le forme del tempo. Un dialogo per immagini, seconda mostra di ricerca sulla fotografia contemporanea a cura di Alessandro Dandini de Sylva, visitabile fino al 9 giugno. L’oggetto del dialogo tra Fabio Barile e Domingo Milella è il senso del tempo. Entrambi utilizzano la fotografia per trasporlo, ridurlo e costruirne un’immagine. Le misure sono differenti: il primo riflette sul tempo geologico mentre il secondo sul tempo storico, ma ambedue compongono immagini che ne descrivono le forme. Il lavoro di Domingo Milella, Indexing 2001/2016, racchiude le principali destinazioni di quindici anni di ricerca durante i quali l’autore ha raccolto immagini e segni di genti e culture svanite, abbastanza antiche da essere a noi straniere e spesso non decifrate. Il viaggio di Milella è cominciato nella periferia di Bari, la città in cui è cresciuto, ed è proseguito prima verso Oriente e poi verso Occidente segnando una mappa in cui l’uomo, spesso fisicamente assente, lascia comunque tracce della sua presenza. Il lavoro di Fabio Barile, An Investigation of the laws observable in the composition, dissolution and restoration of land, consiste nell’analisi dei complessi e intricati elementi che caratterizzano il paesaggio in cui viviamo, attraverso evidenze geologiche, sperimentazioni con materiali fotografici e simulazioni di fenomeni. Il suo intento è di stabilire un dialogo con la storia profonda del nostro pianeta che, eroso, compresso e plasmato, nel corso di miliardi di anni di trasformazioni, ha generato l’illusoria stabilità del paesaggio cui siamo abituati oggi. Lo spirito di viaggiatori nel tempo è la cifra e l’impronta della ricerca dei due autori. La giustapposizione delle loro fotografie negli spazi del Loggiato e dell’attigua Chiesa del Suffragio, si traduce in un percorso a ritroso che è una discesa nell’ignoto, un viaggio nel cuore dell’umano, dal tempo presente fino al tempo profondo. In una famosa lettera indirizzata a un collega americano, Charles Darwin dichiarò che pensare all’evoluzione dell’occhio lo faceva rabbrividire. Nessuno osservando un paesaggio in campagna può farsi un’idea dell’evoluzione in atto, proprio come nessuno, guardando il cielo pieno di stelle, può farsi un’idea delle dimensioni dell’intera galassia. È giusto dunque aspettarci qualche brivido. Info: www.centroartivisivepescheria.it


Leonardo: percorsi interattivi dal
Rinascimento alle onde gravitazionali

Nell’anno in cui si celebra il cinquecentenario dalla morte di Leonardo da Vinci (1519 – 2019), la Galleria Nazionale delle Marche | Palazzo Ducale di Urbino promuove uno spettacolare percorso espositivo didattico – sperimentale che prende spunto dagli studi che l’artista-scienziato toscano effettuò durante il suo soggiorno a Urbino al seguito del Valentino, nell’estate del 1502. Tutto il percorso espositivo è caratterizzato dalla presenza di esperimenti che permettano di comprendere i fenomeni fisici: schermi, touchscreen, ricostruzioni 3D di macchine ideate nel Rinascimento, anche a Urbino nel Palazzo di Federico, saranno allestiti nelle Soprallogge; il Salone del Trono ospiterà una sezione dedicata ai pendoli e infine il percorso trasporta il pubblico nell’attualità presentando le teorizzazioni di un team di ricercatori dell’Università di Urbino, facente parte del gruppo di studio internazionale che ha vinto il Nobel per la fisica 2017 sulle onde gravitazionali.Info: www.gallerianazionalemarche.it