La conferma di Oplà, i capolavori della regione

Torna l’esposizione dedicata alle performance, dopo il debutto nel 2019
E Courtesy celebra le collezioni, pubbliche e non, dell’Emilia–Romagna

Due mostre, una dedicata alle performance e l’altra alle collezioni emiliano-romagnole. Tra i padiglioni di via Michelino, nelle tre giornate dedicate ad Arte Fiera, sono protagoniste Oplà e Courtesy. Dopo il debutto nel 2019, che ha suscitato l’interesse del pubblico e della critica, torna Oplà. Performing Activities, programma di live arts a cura di Silvia Fanti (Xing). La Fiera accoglierà un nuovo ciclo di azioni performative firmate da artisti fra i più significativi della scena contemporanea nei rispettivi ambiti di ricerca: Alessandro Bosetti (L’Ombra), Luca Vitone (Devla, devla…) e Zapruder filmmakersgroup (Anubi is not a dog). Avrebbe dovuto essere presente anche Jimmie Durham con un re-enactment della performance Smashing (Padiglione 15 – Stand B2) realizzata a Como nel 2004. Problemi di salute gli hanno purtroppo impedito di essere a Bologna. Come omaggio a questo grande artista e augurio di pronta guarigione, lo spazio destinato alla performance rimarrà installato e un monitor riproporrà le immagini della performance del 2004. Oplà. Performing Activities è un format di opere dal vivo concepito da Silvia Fanti specificamente per Arte Fiera. Le sue linee guida sono racchiuse in una dichiarazione programmatica della curatrice: «Lavorare nel contemporaneo significa oggi creare occasioni, contesti e tempi che mostrino non più ‘che cosa è’ l’arte, ma ‘che cosa fa’ l’arte. Come rispondere quindi alla proposta di portare la performance in una fiera d’arte senza fare della decorazione o semplicemente sentirsi fuori luogo? Oplà insinua delle performance in un contesto funzionale, attivando la possibilità di partecipazione e condivisione dell’opera dal vivo. Piuttosto che presentare dei singoli gesti conclusi e di durata definita, il performativo è inteso come un’attività: costruzione di una serie di microsistemi di creazione, relazione, servizio». La seconda edizione di Courtesy Emilia-Romagna è un ciclo di mostre che coinvolge le collezioni istituzionali d’arte moderna e contemporanea del territorio emiliano-romagnolo, sia pubbliche che private. Il format è lo stesso dell’anno passato: un curatore è invitato a esplorare le collezioni e, attingendo da esse, curare una mostra temporanea all’interno dei padiglioni fieristici. La mostra diventa così l’occasione di conoscere più da vicino il patrimonio artistico della regione, concepito come un ’museo diffuso’. Curatrice dell’edizione 2020 di Courtesy Emilia-Romagna è Eva Brioschi, storica e critica d’arte, curatrice della Collezione La Gaia di Busca (Cuneo). Per la sua mostra, che sarà allestita nel padiglione 15, Brioschi ha scelto il titolo L’opera aperta. Così la curatrice introduce l’esposizione: «La mostra prende spunto dall’omonimo saggio di Umberto Eco, in cui il semiologo affronta il tema dell’indefinitezza dell’opera d’arte, intesa come un apparato che chiunque, persino il suo stesso autore, può ’usare’ come meglio crede. Le opere aperte sono opere che, seppure formalmente compiute dal loro esecutore, vengono ’completate’ dall’interprete nel momento stesso della loro fruizione estetica. Ogni fruizione diviene così un’interpretazione e un’esecuzione. Il concetto di arte aperta – sottolinea Brioschi – è una metafora dell’impossibilità di dare lettura univoca di ogni creazione umana, in un’epoca in cui nozioni come discontinuità, fluidità, indeterminismo, entropia, contraddizione e complessità, manifestano la necessità di adattarsi (resilienza) alla realtà in cui viviamo, accettandola e integrandola alla nostra sensibilità». Alle numerose istituzioni prestatrici della prima edizione si aggiungono quest’anno la Cineteca di Bologna e i Musei Comunali di Rimini – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea. Maurizio Nannucci ha prestato Art is not intended to be perfectly transparent in meaning…, opera che non proviene da un’istituzione, ma che costituisce l’epilogo del percorso espositivo.


LA MAPPA

Come non perdersi neanche un evento

Una ‘mappa’ per non perdersi neanche una performance e orientarsi tra i padiglioni dell’esposizione: ‘L’Ombra’ di Alessandro Bosetti sarà all’Area Talk al Padiglione 18; Luca Vitone con ‘Devla, devla…’ ai Padiglioni 15 e 18; Zapruder filmmakersgroup con ‘Anubi is not a dog’, nella Sala Opera, al Padiglione 15 ammezzato.