Hera, la vita di un impianto

La mostra della fotografa Silvia Camporesi racconta la genesi della struttura di Sant’Agata

Da domani e fino al 24 febbraio, il Gruppo Hera promuove, presso lo Spazio Carbonesi all’interno di palazzo Zambeccari (in via de’ Carbonesi 11), ‘Circular View’, la mostra fotografica di Silvia Camporesi sull’impianto per la produzione di biometano, realizzato dalla multiutility a Sant’Agata Bolognese e inaugurato a fine 2018. L’artista ha seguito per un intero anno, su commissione dell’azienda, la costruzione della struttura, raccontando l’evoluzione mensile dei lavori e cogliendone le peculiarità architettoniche. Per dodici mesi ha visitato regolarmente l’impianto, documentando i progressi e i cambiamenti della complessa struttura che, a partire dai rifiuti urbani, produce combustibile rinnovabile e compost per usi agricoli. L’esposizione nasce dalla volontà di Hera di avvicinare l’impianto al pubblico che, con la raccolta differenziata giornaliera, ne permette il funzionamento. I rifiuti organici, differenziati nelle case del territorio, tornano al servizio della comunità sotto forma di gas che, una volta immesso in rete, alimenta il trasporto a metano pubblico e privato. Dall’ampio corpus di immagini prodotte da Silvia Camporesi è stato compiuto un lavoro di selezione e di editing per arrivare ad un nucleo di 11 fotografie, quelle che compongono la mostra, che propongono un intreccio tra la visione documentale e la dimensione poetica e suggestiva del luogo. La mostra, tra i Main project di Art City, è aperta gratuitamente al pubblico da lunedì a domenica, dalle 10 alle 20. Sabato, in occasione dell’Art City White Night, l’apertura sarà prolungata fino a mezzanotte. L’esposizione è curata da Carlo Sala e si completa con il volume a cura dello stesso, edito da Skira. La prima parte degli scatti presenta le morfologie architettoniche del complesso che, come un organismo, sta mutando per trovare una sua forma definitiva al completamento dei lavori: qui la presenza umana è solo accennata, così da accentuare il carattere solenne delle architetture industriali. Nella seconda parte gli scatti riportano invece una serie di oggetti usualmente marginali e di poco valore (cavi, tubi, bulloni, guanti, stracci), che attraverso lo sguardo dall’artista assumono una valenza poetica in grado di condurre in una dimensione atemporale. «Una volta al mese, per un anno, ho assistito alla trasformazione di quel luogo, osservando come la somma di tante singole parti sia diventata progressivamente un magnifico elaborato di tecnologia», spiega Silvia Camporesi. L’artista, forlivese classe 1973, attraverso i linguaggi della fotografia e del video costruisce racconti che traggono spunto dal mito, dalla letteratura, dalle religioni e dalla vita reale. «Con questa mostra prosegue il cammino che ci vede da qualche anno non più solo sostenitori, ma veri e propri produttori all’interno del mondo artistico – commenta Tomaso Tommasi di Vignano, presidente esecutivo di Hera –. Vogliamo condividere con tutti questo prezioso patrimonio e anche rendere omaggio a tutte le persone che in ogni momento continuano a far funzionare questo e altri impianti».


Il centro per la produzione del biometano

Con la raccolta differenziata il combustibile per bus

Un esempio di economia circolare capace di trattare 100mila tonnellate di rifiuti organici all’anno

L’impianto per la produzione di biometano a Sant’Agata Bolognese è stato realizzato dalla multiutility grazie a un investimento di 37 milioni di euro, aggiungendosi al parco impiantistico di Herambiente, primo operatore nazionale nel trattamento dei rifiuti. Nell’impianto, dando impulso e concretezza all’economia circolare, si produce biometano dalla frazione organica dei rifiuti organici differenziati nelle nostre case. Il gas, immesso in rete, alimenta il trasporto a metano pubblico e privato, tornando quindi al servizio della comunità. Sono quattro gli autobus cittadini e una ventina i taxi di Bologna che viaggiano utilizzando il biometano prodotto nell’impianto e quattro le stazioni di rifornimento alimentate alle quali tutti i cittadini possono fare il pieno: a Bologna, Castenaso, Imola e Spilamberto. L’impianto è capace di trattare, ogni anno, 100 mila tonnellate di rifiuti organici e altre 35 mila tonnellate derivanti dalla raccolta di verde e potature. Queste risorse consentono di ottenere 7,5 milioni di metri cubi di biometano, combustibile rinnovabile al 100%, evitando il consumo di 6 mila tonnellate di petrolio e l’emissione di 14.600 tonnellate di CO2. L’impianto produce anche 20 mila tonnellate di compost, un biofertilizzante da destinarsi principalmente all’agricoltura.