Un balcone per la Gioconda

Itinerario rinascimentale nel Montefeltro. La suggestione di uno studio che scopre gli sfondi del quadro più celebre

– RIMINI –

CATAPULTATI nel più famoso quadro al mondo, la Gioconda di Leonardo da Vinci. È possibile farlo in Valmarecchia, nell’entroterra di Rimini. Tutto il territorio tra Romagna, Marche e Toscana appare sullo sfondo dell’opera di Leonardo. Nel 500esimo anniversario della sua morte, è possibile visitare gli sfondi del quadro più famoso al mondo, visitando i ‘balconi’ curati dall’associazione Montefeltro Vedute Rinascimentali, per scoprire una vera carta topografica, realizzata dal grande artista con un gioco di prospettive. La scoperta è di due ‘cacciatrici’ di paesaggi: la studiosa d’arte Rosetta Borchia e la docente di geomorfologia Olivia Nesci.

«UN LAVORO partito più di 4 anni fa – racconta Nesci –. Stavamo lavorando ad altri sfondi scoperti nei quadri rinascimentali, come quelli di Piero della Francesca, quando con un’intuizione abbiamo riconosciuto un piccolissimo tassello dell’opera di Leonardo: un frammento in primo piano, a destra della Gioconda, costituito da un ponte, un fiume e una rupe, che ha rappresentato la prima scoperta in alta Valmarecchia. Ma sapevamo che la Gioconda era fiorentina, Lisa Gherardini». La vera forza di portare avanti gli studi è stata con la pubblicazione del libro di Roberto Zapperi ‘Monnalisa addio’, dove attraverso una storia avventurosa che parte dalla Firenze di Giuliano de’ Medici, si passa per la corte di Urbino. «Zapperi afferma che la Gioconda è l’urbinate Pacifica Brandani – commentano le ‘cacciatrici’ –. Per un anno abbiamo ripetutamente scandagliato l’alta Valmarecchia, poi una nuova scoperta: il paesaggio non era solo frutto della fantasia di Leonardo ma era vero. Al centro del quadro si può scorgere Urbino e la Gola del Furlo con il fiume Metauro. Più a sinistra, appare parte della costa adriatica con i fiumi Conca e Foglia, fino ad Ancona. Sulla destra, in ultimo, si riconosce la catena appenninica con i monti Strega, Catria e Nerone, sconfinando in Umbria oltre la città di Gubbio». Volendo ricomporre lo sfondo della Gioconda nella sua interezza, si ottiene l’intera mappa cartografica dei territori del Ducato di Urbino. Una mappa vista «a volo d’uccello», dalle alture oltre mille metri della Valmarecchia, ultimo lembo ducale a nord. «Alla grande passione e allo spirito di ricerca che ci ha sempre accompagnato nel tentativo di ricomporre la verità storica sui fondali, è seguito il desiderio, tradotto oggi in un progetto di offrire visibilità ai paesaggi – affermano Borchia e Nesci – così da permettere a chiunque voglia attraversare questi luoghi, di ripercorrere i passi dei grandi pittori e giungere ad ammirare i paesaggi dipinti».

Rita Celli