Le macchine fantastiche tornano in vita

Al Museo Leonardo3 di Milano è possibile ammirare le riproduzioni “concrete” di calcoli e progetti “visionari” del da Vinci

MILANO

«Ci sono migliaia di pagine di Leonardo – spiega Mario Taddei – Basta aprirne una qualsiasi per trovare un progetto originale, nuovo, magari mai analizzato a fondo dagli studiosi. Ognuna di queste pagine custodisce più segreti di quanti ne abbia la Monna Lisa». Mario Taddei è socio fondatore insieme con Edoardo Zanon e direttore del Museo Leonardo3, uno spazio che è stato aperto a Milano nel marzo del 2013, all’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele, su piazza Scala. Inizialmente avrebbe dovuto essere una mostra temporanea, ma il successo di visitatori lo ha reso di fatto permanente. Qui si possono ammirare ricostruzioni filologiche in scala 1:1 delle macchine leonardiane, realizzate grazie allo studio critico dei manoscritti vinciani condotto in prima persona da Mario Taddei e dal suo team.
Oltre alle macchine, il museo ospita riproduzioni in realtà aumentata – per esempio dei ponteggi del refettorio di Santa Maria delle Grazie, dove Leonardo lavorava all’Ultima Cena –, ricostruzioni virtuali dei suoi manoscritti sparsi in giro per il mondo e traduzioni di essi in schemi, testi, disegni facilmente interpretabili anche da chi non ha consuetudine con la scrittura vinciana.
Taddei, laureato in disegno industriale, ha insegnato per due anni computer grafica al Politecnico di Milano per poi lasciare l’accademia e andare a lavorare per i musei statunitensi, creando software multimediali interattivi. Qui ha capito, da una parte, che la conoscenza accademica è sterile se non viene divulgata e, dall’altra, la potenzialità infinita delle migliaia di pagine, bozze, appunti di Leonardo da Vinci. Le intuizioni vinciane, oltre a venire studiate, potevano trasformarsi in vere e proprie macchine con cui interagire, fisicamente o virtualmente.
Il risultato è un museo in cui il Genio Vinciano torna in vita attraverso più di 200 modelli, che smettono di essere complicati disegni su manoscritti ingialliti per diventare oggetti reali. Il sottomarino meccanico, la macchina del tempo, la libellula meccanica, la macchina volante, la ricostruzione del mai terminato Monumento Sforza.
Nel Museo non si scopre solo Leonardo come non si era mai visto, ma pure come in molti casi neppure lui si vide, angariato come fu da difficoltà tecniche di realizzazione, trasferimenti forzati, sospensioni improvvise dei lavori, titubare delle commissioni e in certi casi errori progettuali.

Nicola Baroni


L’OCCASIONE

Sconti e visita guidata per chi viaggia Trenord

I clienti Trenord abbonati e occasionali in possesso di un biglietto con destinazione Milano convalidato entro tre giorni dalla data della visita, potranno accedere al Museo a soli 9 euro, anziché 12. Lo stesso sconto si applica a un accompagnatore. Venerdì 29 novembre alle 18.15 i clienti Trenord potranno effettuare una visita guidata gratuita organizzata appositamente per loro sul tema “Leonardo musicista sorprendente”, inclusa nel biglietto d’ingresso (Prenotazione obbligatoria al 02.49519981 o gruppi@leonardo3. net).
Il risultato della visita sarà anche della fallibilità di Leonardo: anche lui faceva errori e anche lui “copiava”. «Molti dei disegni più noti di Leonardo sono copie di autori precedenti», spiega Taddei. «Quando decise di presentarsi a Ludovico il Moro a Milano, Leonardo sapeva che il duca aveva bisogno di un ingegnere di corte, quindi si mise a studiare e copiare gli ingegneri e inventori del suo tempo e anteriori a lui».