La sauna, il must have di qualsiasi SPA
Quali sono le più esclusive e particolari

Dalla classica finlandese alla savusauna: benessere e lusso

Qualsiasi SPA non può non dotarsi di una sauna, quel bagno di vapore che tanto ormai fa parte anche della nostra cultura del benessere.
Dalla primordiale sauna finlandese deriva la savusauna (“savu” significa, per l’appunto, fumo), la più particolare tra le saune asciutte, dai molteplici benefici: ossigena la pelle, elimina batteri e germi, disinfetta la pelle, apre le vie respiratorie e combatte gli eccessi di grasso. La sauna più nota e più comune è, invece, quella finlandese tradizionale; una sauna secca con un’umidità del 20% e temperature molto alte (tra gli 80° e i 100°) generate da stufe a legna o elettriche, che beneficiano dell’ambiente in legno per mantenere il calore e che necessitano, onde evitare il collasso, la nudità integrale. Spesso in Europa ne viene proposta la versione edulcorata, con la dotazione agli ospiti di asciugamani di cotone per coprire le parti intime e con temperature più basse che ne permettano l’uso. Nelle saune umide, note come bagni turchi, le temperature sono inferiori rispetto a quelle delle saune finlandesi tradizionali (intorno ai 60°-70°) ma hanno un’umidità intorno al 100%; la notevole traspirazione della pelle è sì più elevata, ma è possibile più lentamente rispetto agli altri tipi di sauna. Una via di mezzo tra la finlandese e il bagno turco è la biosauna, con temperature tra i 50° e i 60° e un’umidità tra il 50% e il 70%, mentre la sauna alle erbe, molto usata nel Nord Italia, sfrutta erbe e fieni alpini per diffondere, insieme al calore (tra i 40° e i 60°) un effetto balsamico, toccasana del sistema immunitario. Simile alla sorella finlandese ma avente origine in Russia, è la banja, un vero e proprio percorso benessere: si accede alla parilka, la stanza del vapore, con una temperatura intorno ai 70°, e ci si stende per una decina di minuti per far distribuire il calore sul corpo. Ci si immerge quindi in una piscina di acqua fredda e poi ci si rilassa nella camera adiacente, prima di ritornare nella parilka muniti di un ramoscello di betulla con cui ci si massaggia e si danno colpetti agli arti per riattivare la circolazione. Con un secondo bagno nella piscina fredda, infine, si completa la banja, “bianca” o “nera” a seconda che il vapore resti dentro o meno. La sauna a raggi infrarossi è invece l’ultima frontiera delle saune; qui la temperatura è sui 50° ed è possibile realizzare contingenti terapie come la cronoterapia.


Le origini: dalla casa d’inverno a
luogo di trattamenti idroterapici

Propria della cultura finlandese, la sauna era originariamente il luogo in cui ci si poteva rigenerare dalle fredde temperature esterne stando in un luogo riscaldato dal vapore emesso da acqua calda gettata su pietre roventi sul fuoco; era una costruzione non nata, dunque, per finalità lussuose, bensì proprio per consuetudine e necessità del popolo finlandese, che spesso, dall’altra parte della sauna vera e propria viveva, aveva una cucina con la stufa, curava l’igiene personale e addirittura, approfittando dell’ambiente abbastanza sterile, decideva anche di partorire. Originariamente, dunque, la sauna era propriamente la casa invernale dei finlandesi, e venne utilizzata solo in un secondo momento esclusivamente come luogo di benessere ideale, sfruttando la sua ottima funzione idroterapica.